Martedì, 19 Ottobre 2021
Economia Troia

Al danno si aggiunge anche la beffa: cancellata l’automedica di Troia

Dopo soppressione del Distretto Socio-Sanitario di Troia-Accadia, arriva la cancellazione dell’automedica di Troia nel piano di riorganizzazione del sistema dell’emergenza territoriale.

È della scorsa settimana la delibera con cui la Giunta Regionale ha provveduto ad approvare la proposta di revisione del sistema dell’emergenza regionale con la “Riorganizzazione della Rete dell’Emergenza-Urgenza della Regione Puglia”. Un’ottimizzazione che però mette ulteriormente in ginocchio il Subappennino Dauno, con la cancellazione del servizio di automedica di istanza a Troia, cui vanno a sommarsi l’eliminazione delle stesse ad Ascoli Satriano e Volturino, oltre che, negli stessi comuni, la soppressione dei punti di Primo Intervento. Una scelta gravissima, che mina un territorio orograficamente difficile e disagiato, il cui taglio di postazioni medicalizzate penalizzerà inevitabilmente una zona vasta e particolarmente a rischio della provincia di Foggia.

Come sarà possibile servire un territorio così vasto, disponendo di una sola automedica, un punto di Primo Intervento Territoriale, che è di futura istituzione, ed una sola ambulanza medicalizzata? Se lo chiede il sindaco di Troia, Leonardo Cavalieri: “L’assistenza è un servizio cui tutti hanno diritto, a maggior ragione se si tratta di servizi di emergenza in territori particolarmente disagiati, il servizio di emergenza è un intervento la cui programmabilità o prevedibilità è di impossibile pianificazione. Il solo infermiere a bordo, non può garantire i profili di sicurezza necessari per un servizio di importanza vitale! Evidentemente, non si tratta di una questione di costi, soprattutto in considerazione che, come riferisce il dottor Marino, segretario nazionale del FIMMG ES-118, il conteggio delle postazioni medicalizzate della Regione Puglia vede rimetterci soltanto la provincia di Foggia, con un pauroso -15 sul totale”.

Cavalieri aggiunge: “Facendo un calcolo anche solo approssimativo delle distanze dei centri del Subappennino dai Pronto Soccorso della provincia, considerando anche il prossimo declassamento della struttura sanitaria di Lucera, considerando inoltre il grave stato in cui versano le principali arterie dei Monti Dauni, la situazione è davvero particolarmente preoccupante. Non è giusto che, ancora una volta, la provincia di Foggia paghi, in termini di assistenza e rischio per i propri cittadini, un prezzo più alto ed assolutamente insostenibile rispetto a quello delle altre province di Puglia”

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