Economia

Un mega campus universitario negli spazi della Fiera: è la scommessa dell'Università di Foggia, intanto è boom di iscritti

L'ateneo presenta in un web talk i progetti di ampliamento del suo patrimonio immobiliare. Possono già contare sul sostegno di enti e istituzioni, presupposto fondamentale per tentare la carta del Recovery Fund e degli altri fondi nazionale ed europei. La partita si gioca adesso. L'ex conventino potrebbe ospitare 70 alloggi

Un campus universitario di almeno 50mila metri cubi nel quartiere fieristico: è la sfida più ambiziosa del Piano Strategico di Sviluppo Edilizio dell'Università di Foggia che ha già incassato il placet di enti e istituzioni direttamente coinvolti.

Nella terza puntata del format 'Foggiamo - 10 motivi per non fuggire da Foggia, 10 motivi per provare a cambiarla' sono partite pubblicamente le prove tecniche di fusione con il Piano Urbanistico Generale. L'Unifg ha coinvolto nel web talk i principali attori del processo, registrando i feedback per consolidare la sua visione.

"Stiamo discutendo con il sindaco e con tutti gli attori istituzionali da un po' di tempo per capire quale possa essere lo sviluppo del nostro Ateneo in questa città: l'ipotesi numero uno - ha spiegato il rettore Pierpaolo Limone - è proprio di lavorare in quella zona dove insistono la Caserma Miale e la Fiera di Foggia". Era un suo pallino sin da quando è stato eletto, ma senza la condivisione di tutti non se ne sarebbe fatto niente. Già la immagina come "un'area di grande attrattiva per i giovani", con i Campi Diomedei a due passi. Viaggiano su questo asse le mire espansionistiche dell'Università.

Il sindaco Franco Landella, in un videomessaggio di pochi secondi, quanto basta per apparire entusiasta del progetto, suggella il patto: "Creare una cittadella universitaria penso che sia una fonte di sviluppo del territorio che non possiamo perdere". Peraltro, ha appena chiamato nella sua Giunta una docente Unifg, Barbara Cafarelli, oggi assessore allo Sviluppo Economico, apparsa già particolarmente proiettata verso i fondi da catalizzare.

"È una partita che deve essere giocata adesso - aggiunge il Rettore - Per questo motivo credo che non si debba perdere tempo e, pancia a terra, si debbano preparare i progetti esecutivi e fare in modo che le nostre richieste di finanziamento arrivino nelle sedi giuste a Roma e a Bruxelles".

In un un'oretta di dibattito moderato dalla docente Rossella Palmieri, delegata del rettore ai Rapporti con il territorio, con la partecipazione del direttore del quotidiano L'Atacco Piero Paciello, l'Università affronta i temi dell'urbanistica senza troppi tecnicismi.

È stato Adolfo Baratta, professore associato presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Roma Tre, che si è occupato dell'elaborazione del nuovo Piano Strategico di Sviluppo Edilizio in virtù di una convenzione di ricerca tra i due atenei, a illustrare i principali progetti.

Considera lo schema di assetto del campus universitario nella Fiera di Foggia "uno dei punti di maggior ricchezza del piano, nel senso che si inquadra come un'area di espansione entro il cui perimetro si potrebbero andare a traslare molte delle funzioni attualmente distribuite sul territorio e inserire nuove funzioni. Non voglio parlare ora di quantità, perché il tema potrebbe essere delicato, magari ancora da discutere, però possiamo immaginare di insediare almeno 50mila metri cubi in quello spazio in cui installare anche una residenza universitaria".

Dall'analisi quantitativa degli spazi necessari condotta dal team di Baratta, è emerso che l'Università di Foggia ha una superficie di 7,5 metri quadrati a studente: la media nazionale è di circa 10,2 metri quadrati a studente, quella pugliese intorno ai 9,58 metri quadrati. "Non vuol dire che non possa svolgere egregiamente le proprie attività - ha precisato - perché lo standard nazionale è tra i 6,5 e i 12 metri quadrati, quindi lo spazio ce l'ha, però vuol dire che ci sono degli spazi aggiuntivi che potrebbero essere ottimizzati".

Oggi l'Unifg, numeri del rettore, conta circa 12mila studenti: "Quest'anno abbiamo avuto un incremento delle immatricolazioni del 33%", dice soddisfatto Pierpaolo Limone ricordando che dal prossimo partiranno dieci nuovi corsi di studio.

"L'Università di Foggia ha ignorato per troppo tempo Il tema della residenzialità - ha continuato Baratta - o comunque lo ha sottovalutato ed è uno degli elementi che maggiormente funge da attrattore". Partendo da questo presupposto, l'architetto Baratta e il suo gruppo di ricerca si sono concentrati sul recupero del patrimonio esistente: nell'ex Conventino, acquisito in comodato d'uso gratuito a marzo dell'anno scorso, concesso dall’Azienda pubblica di servizi alla persona Istituto dell’Addolorata, si potrebbero realizzare 70 posti alloggio su 2.300 metri quadrati circa, "con una spesa che potrebbe essere coperta, ad esempio, chiedendo un finanziamento alla legge 338 che è di prossima pubblicazione", suggerisce l'esperto.

Ha aggiunto un altro tassello al tema della residenzialità anche Confindustria, che ha lanciato un progetto di residenza universitaria su via Napoli, altro input arrivato dall'architetto Paolo Lops a nome di Ance Foggia: "Siamo convinti della importanza della costruzione dei poli".

A proposito di fondi, Giuseppe Catalano, docente di ingegneria alla Sapienza che, peraltro, ha contribuito al processo di accreditamento dell'università di Foggia, è il primo a tirare in ballo il Recovery Fund, principale fonte a cui punta l'ateneo: "Siamo di fronte ad un'occasione irripetibile: il Piano nazionale di ripresa e resilienza e le risorse disponibili sull'edilizia universitaria, il fondo sviluppo e coesione, e la programmazione europea 2021-2027, concentrano una quantità di risorse unica nella storia del Paese per poter fare gli investimenti giusti".

Limone conta sulla Regione Puglia e si compiace dell'allineamento delle volontà: "Sono felicissimo e orgoglioso del fatto che su questa idea si sia costruita una convergenza importante di tutti gli attori istituzionali: la Camera di Commercio, Confindustria, il Comune, la Provincia, e infine anche la Regione che arriverà a giocare ad un certo punto una carta essenziale, perché abbiamo bisogno di una spinta politica e finanziaria molto forte per portare avanti questi progetti affinché ci sia quella leva per partire da Foggia e arrivare a Bruxelles con una progettazione efficace".

È fondamentale che il piano strategico e il piano urbanistico dialoghino in modo efficace, come ha osservato Il presidente dell'Istituto nazionale di urbanistica Michele Talia.

"Stiamo lavorando nella prospettiva di questa forte integrazione e ,nello stesso tempo, della possibilità di dotare l'Università degli spazi dove ri-crearsi", parola del professor Francesco Karrer, progettista del Pug. Boccia le definizioni di "cittadella, spazio chiuso, recinto": "mi sembrano quantomai improprie".

Il lapsus di Adolfo Baratta che l'aveva già chiamata 'ex fiera', dismettendola anzitempo, per lui è significativo. "Ben venga la prospettiva dell'utilizzazione di un'area sicuramente poco utilizzata". Non trascura il polo della salute: è una delle "centralità", nel gergo della pianificazione urbanistica luoghi particolarmente qualificati e attrattori che "abbiano anche la funzione di stimolo alla rigenerazione degli spazi circostanti". Crede nell'integrazione tra i due piani, "anche perché se una città non integra non è una città".

Fiammetta Fanizza, responsabile scientifico della ricerca Puglia Città Universitaria, già assessore al Comune di Foggia, si sta occupando proprio della innovazione urbanistica attraverso una riconfigurazione e ricategorizzazione dei servizi agli studenti. Aggiunge al dibattito i concetti di relazione e benessere "come matrice di valore". E non esclude che "la Puglia Città Universitaria veda in Foggia un territorio su cui fare una scommessa, che non necessariamente deve essere baricentrica".

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