Giovedì, 21 Ottobre 2021
Economia Rione dei Preti / Viale Candelaro

Con Slot Mob, anche a Foggia è possibile “Dire basta a questo gioco”

L'intento è premiare i bar che hanno deciso di non installare slot machine, scegliendo di diventarne clienti. Nel giorno dello Slot Mob ci si dà appuntamento nelle attività virtuose per un caffè collettivo

“Stimolare l’attenzione delle scuole, della stampa, delle associazioni e far diventare protagonisti i cittadini. Trasformare, in breve, la cittadinanza, in vera cittadinanza attiva”.

Queste le parole di Rita De Padova, consigliere d’amministrazione di Banca Etica, in apertura della conferenza stampa di presentazione di Slot Mob, campagna nazionale (partita dalla città di Biella) alla quale hanno aderito anche alcune associazioni di Foggia. Ieri mattina, dalla Casa del Giovane di Viale Candelaro, a Foggia, i promotori dell'iniziativa hanno spiegato e motivato gli intenti di questa scommessa sociale, volta al contrasto delle nuove forme di povertà e della dipendenza da gioco d'azzardo, con particolare e specifico riferimento alle slot-machine che popolano i bar.

Oltre a Banca Etica, hanno preso parte alla conferenza stampa l’associazione Emmaus che festeggia il suo 35° anniversario di attività, Libera, Solidaunia e Fratelli della Stazione, rispettivamente rappresentati da Don Vito Cecere, Mimmo Di Gioia, Anna Tappi e Giuseppe Gagliardi.

L’intento della campagna, che vuole “dire basta a questo gioco”, è quello di premiare i bar che hanno deciso di non installare al proprio interno le slot machine e di farlo scegliendo di diventarne clienti. Nel giorno dello “slot mob” ci si dà appuntamento in un bar per consumare tutti insieme “un caffè”. A Foggia l'individuazione del bar avverrà attraverso una votazione diretta della gente. A tal fine è stato predisposto un modulo informatico. Chiunque, pertanto, unicamente in modalità online, potrà compilare la scheda di segnalazione del proprio bar di riferimento, proponendolo come esempio per gli altri esercenti, in quanto scevro dal condizionamento delle slot-machine.

Al bar più votato e scelto andrà anche una targa di riconoscimento, mentre tutti i bar e le attività virtuose segnalate riceveranno il bollino Slot Mob. Per informarsi è stata creata una pagina facebook dedicata all'evento, fissato per fine gennaio. In quell’occasione ci sarà inoltre una serie di eventi mirati, in grado di far parlare la gente e di coinvolgerla nell'iniziativa.

“Si tratta di rinunciare anche ad un apporto economico importante, soprattutto in tempi di crisi - ha tenuto a dire Don Vito Cecere della comunità Emmaus – staccando la spina anche nei confronti della criminalità”. Dello stesso parere è Mimmo Di Gioia, referente della sezione foggiana di Libera, il quale ha sottolineato anche “la connivenza dello Stato, in grado di fare affari come la criminalità attraverso le cosiddette “macchinette”. Come esempio, il rappresentante dell'associazione che si batte contro le mafie ha citato la zona della Stazione di Foggia, riempita negli ultimi tempi di sale scommesse (“alcune direttamente gestite dalla mala”).

Un modo di “occupare gli spazi alla maniera di Don Ciotti”, ha aggiunto Giuseppe Gagliardi, non senza amara ironia, parlando a nome dei Fratelli della Stazione e riferendosi appunto all'attività capillare della criminalità, interessata a moltiplicare le sale scommesse “soprattutto nelle zone dove la marginalità è elevata”. Anna Tappi, infine, presidente di Solidaunia, la no-profit che si occupa dei Sud del mondo, ha precisato quanto sia oneroso per lo Stato - “e per il Comune di Foggia in modo particolare” - trovare le risorse adeguate per combattere queste nuove forme di dipendenza, come appunto la ludopatia, in un momento economicamente piuttosto difficile.

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