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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Economia

Camera di commercio di Foggia: approvata la Riforma del Sistema Camerale

Tra gli impegni presi dalla Giunta Camerale, l'abrogazione dell'articolo 28, istituzioni di un tavolo di confronto tra enti camerali, associazioni delle imprese e regioni e di un tavolo di partenariato con le Associazioni di categoria

La Giunta della Camera di Commercio, nella seduta del 31.07.2014, ha adottato all’unanimità il seguente ODG:

GIUNTA CAMERALE DEL 31.07.2014

O.D.G.

RIFORMA SISTEMA CAMERALE

In premessa

Il Governo con decreto  legge 24 giugno  2014 n° 90, recante  "misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa  e per l 'efficienza degli uffici  giudiziari" ha ridotto,  a decorrere  dal  l  gennaio  2015,  del 50% l'importo del diritto annuale alle camere di commercio a carico delle imprese (art.28);

in data 10 luglio 2014 il Governo ha approvato  un disegno  di legge delega  per la riorganizzazione  delle amministrazioni pubbliche che prevede all'articolo 9 l'abolizione dell'onere del contributo delle imprese nei confronti delle camere di commercio e il trasferimento del registro delle imprese al Ministero dello sviluppo economico;

in data 24 luglio 2014 la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati ha approvato un emendamento che riscrive l’art.28 del decreto legge n.90/2014; tale emendamento prevede di spalmare il taglio in 3 anni, con una riduzione progressiva del diritto annuale del 35% nel 2015, del 40% nel 2016 e del 50% nel 2017;

il  diritto  annuale  è  una  entrata  di  natura  tributaria  destinata  a  finanziare  in  via esclusiva il Sistema camerale, avendo da tempo lo Stato azzerato ogni forma di trasferimento alle CCIAA;

Evidenziato che

È necessario attuare nel Paese importanti riforme del sistema della Pubblica Amministrazione, di cui le Camere sono parte, nella convinzione che le riforme stesse debbano mirare al vantaggio diretto dei cittadini e delle imprese.

Le Camere di commercio rappresentano un esempio positivo dell'unico ramo della Pubblica Amministrazione governato direttamente dal mondo delle imprese; sono innovative nella governance, agiscono sulla base del principio di sussidiarietà e fanno della diversità dei territori un valore che contribuisce alla competitività del Paese.

In Italia, a fronte di un costo medio annuale per impresa di 109 Euro, il sistema camerale attiva interventi con effetti moltiplicativi che valgono circa 2,5 miliardi di Euro.

L’incidenza del Sistema camerale sulla spesa pubblica nazionale rappresenta lo 0,2%, pari a 1,8 dei 715 miliardi di spesa pubblica primaria.

Le Camere di Commercio sono a tutti gli effetti enti finanziati direttamente delle realtà territoriali che rappresentano, in questo trovando attuazione pratica il principio di sussidiarietà enunciato all’articolo 118 della Costituzione.

Considerato che

Con la riduzione prevista dal Governo delle risorse a disposizione delle CCIAA:

  1. Oltre 2.500 i posti di lavoro sarebbero a rischio con un aggravio sulle casse dello Stato di 167 milioni di euro (89 per il personale; 22 per gli oneri previdenziali delle Cciaa della Sicilia; 46 di minori versamenti, imposte e tasse);
  2. 400 milioni di euro verrebbero meno all’economia dei territori sulle voci exoprt, credito, turismo, innovazione e formazione;
  1. si genererebbe un effetto recessivo di circa 2,5 miliardi di euro, pari allo 0,2% di valore aggiunto del Pil;
  2. si metterebbero in discussione tutti i servizi resi alle comunità di appartenenza e in particolare a titolo esemplificativo:
  • l'azione di  agenti  della  semplificazione  amministrativa,  non  potendo  più  le camere sostenere  i costi della piattaforma  SUAP per i  Comuni in delega ed in convenzione;
  • il sistema dei Confidi, essenziale  per procacciare  finanziamenti  garantiti  alle imprese nazionale;
  • il sostegno alle start up, ai processi  di ricerca ed alle nuove  metodologie  di produzione ed organizzative imprenditoriali;
  • le azioni di promozione  dell'internazionalizzazione delle eccellenze  del made in Italy attualmente  organizzate e finanziate dalle camere come ad esempio la partecipazione a fiere nazionali ed internazionali;
  • il sostegno  alle attività culturale e artistiche dei territori, con ricadute negative sul turismo e la promozione territoriale;
  • i  compiti  di regolazione  del mercato quali verifiche metriche,  controllo  delle clausole vessatorie ed elaborazione di contratti tipo fra imprese e fra imprese e consumatori, ispezioni sulla sicurezza dei prodotti, revisioni usi, tutela del consumatore,  sportelli di legalità ;
  • giustizia civile, attraverso l'arbitrato nazionale ed internazionale e lo strumento della conciliazione.

Considerato ancora che

il sistema camerale italiano si è già adoperato per garantire un piano di accorpamenti attuando una riforma della rete delle Camere di Commercio e degli organismi ad esse collegati (aziende speciali, unioni regionali e società partecipate) che porterà ad una drastica riduzione del numero attuale;

Unioncamere nazionale ha raccolto in questi giorni le proposte di accorpamento provenienti dalle Unioni regionali, compresa la Puglia – che determineranno i nuovi assetti camerali di enti che faranno riferimento ad aree territoriali con un bacino di utenza di imprese non inferiore alle 80 mila unità;

questa operazione una volta giunta a regime, consentirà al sistema camerale di realizzare importanti economie, almeno pari a quelle previste nel decreto sulla P.A. approvato dal Governo;

il processo di accorpamento intrapreso pure da Unioncamere Puglia, ragionato e condiviso, punta certamente a una riduzione delle attuali CCIAA e al relativo contenimento di costi, ma anche alla salvaguardia del sistema di relazioni regionali istituzionali, in particolare con la Regione, con la quale da sempre il sistema camerale collabora per favorire e supportare lo sviluppo della competitività delle imprese pugliesi, attraverso l’azione di servizio e la costante collaborazione sulle azioni di studio e analisi, promozione e internazionalizzazione, marketing territoriale e accesso al credito, solo per citare alcuni asset fondamentali, a favore di tutti i settori economici (agroalimentare, turismo, innovazione tecnologica, energia, etc.).

Tutto ciò premesso, evidenziato e considerato,

la Giunta camerale si ritiene impegnata

  • a farsi parte attiva presso i parlamentari locali e il governo affinché nel processo di conversione  del decreto legge 90/2014 l'articolo 28 sia abrogato e la gestione del Registro Imprese sia mantenuta in capo alle Camere  valorizzandone funzioni e contenuti nell'interesse delle imprese, dei consumatori e del mercato in generale, garantendo ulteriore uniformità procedurale;
  • a promuovere  presso il Governo - nel  percorso  di approvazione parlamentare della legge delega per la riforma complessiva della pubblica amministrazione - un tavolo di confronto tra enti camerali, associazioni delle imprese e regioni al fine di pervenire ad una proposta autenticamente rispettosa delle autonomie funzionali;
  • a istituire un tavolo di partenariato con le Associazioni di categoria, i sindacati, gli Enti e le Istituzioni del territorio, per:
  • ricercare le migliori condizioni operative, utili a garantire e a rafforzare gli attuali percorsi fin qui condivisi con la Regione ed evidenziati nelle precedenti considerazioni, in funzione dello sviluppo del sistema economico pugliese e delle sue imprese, alle quali si dovrà continuare ad assicurare tutto il sostegno necessario;
  • garantire che, nel percorso di definizione della proposta di accorpamento del sistema regionale camerale, si giunga ad assetti territoriali che salvaguardino la sostenibilità dei costi di gestione di ciascun ente, con riferimento a bacini di utenza e densità di imprese in grado di assicurare tale sostenibilità;
  • garantire che gli assetti ridefiniti possano continuare a sostenere l'autonomia e le specificità territoriali, prevedendo idonee soluzioni organizzative a garanzia degli attuali livelli occupazionali, con un’attenzione specifica al personale a vario titolo contrattuale impegnato in tutte le organizzazioni in seno al sistema camerale.
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