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Economia

“Confesercenti non può essere esclusa dalle scelte della Camera di Commercio”

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso, ma Simone avverte: “Dimostreremo che è stata alterata la rappresentanza reale delle organizzazioni di rappresentanza dei vari settori economici della Capitanata”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Dopo la decisione del Consiglio di Stato di respingere il ricorso presentato dalla Confesercenti Foggia sulle “irregolarità commesse dal responsabile del procedimento per il rinnovo del Consiglio Camerale della Provincia”, il presidente provinciale Carlo Simone ha detto: “Le nostre aziende rappresentano il 36,24% del totale dichiarate nei settori a cui abbiamo partecipato, e le aziende iscritte a Confcommercio e le associazioni con essa apparentate sono il 63,75%: per questo la Confesercenti Foggia non può essere inopinatamente esclusa dalle scelte della Camera di Commercio. In attesa della decisione di merito prevista il 12 giugno, stiamo inoltre verificando con i nostri legali, se impugnare il decreto di nomina del Consiglio Camerale e tutti i provvedimenti adottati nel frattempo dal consiglio”

Pur comprendendo la motivazione che ha indotto il Consiglio di Stato a respingere la domanda cautelare, avendo considerato, in questa fase, il bilanciamento degli opposti interessi, ritenendo prevalente l’interesse pubblico alla continuità di funzione dell’ente camerale già rinnovato e insediato, Simone ritiene che l’Associazione da lui presieduta non può essere esclusa dalle decisioni che la Camera di Commercio dovrebbe assumere a favore delle categorie economiche della Capitanata.

«Dimostreremo – commenta il presidente di Confesercenti - che è stata alterata la rappresentanza reale delle Organizzazioni di rappresentanza dei vari settori economici della Capitanata. Comproveremo che le aziende iscritte a Confesercenti e in regola con le quote associative sono il 36,24% del totale delle aziende dichiarate nei settori a cui abbiamo partecipato e che le aziende iscritte a Confcommercio e le associazioni apparentate sono il 63,75%, che gli altri parametri non alterano il rapporto di forza tra le associazioni concorrenti».

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