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"Oro rosso" in crisi profonda: la produzione del pomodoro è in caduta libera

Si stima un calo di produzione del 60%. Sos di Marco Nicastro di Confagricoltura Puglia: "Sette organizzazioni produttive, che rappresentano 10 milioni di quintali di prodotto, dimesse dal Distretto del Pomodoro Sud"

La grande distribuzione taglia, l’industria soffre e l’agricoltura piange. Il pomodoro di Capitanata, nella campagna 2015 in corso, resta “stritolato” in una spirale a perdere. E ad avere la peggio, alla fine della fiera - ovvero della raccolta dell’oro rosso dei campi del Foggiano - sono sempre gli agricoltori.

Ogni anno è sempre peggio, ma il crollo del costo della materia prima unito ad un sensibile calo di produzione per cause legate al caldo record di luglio ha messo il comparto in ginocchio, portando Confindustria Puglia a richiedere lo stato di calamità. Troppo grave lo scenario che si va configurando, con un calo produttivo stimato del 60% rispetto allo scorso anno.

Quella del 2015, infatti, è una campagna del pomodoro già ampiamente a rischio per le feroci condizioni ambientali che hanno ridotto di molto le produzioni e che rischia di ricevere il “colpo di grazia” dall’immancabile atteggiamento di sfruttamento da parte dell’industrie di trasformazione. Gran parte dei pomodori pronti per essere colti sono rimasti sui campi, “bolliti” dal caldo-record di luglio, i cui picchi continuati e ripetuti nel tempo, con temperature di 42 – 44 gradi, hanno danneggiato anche la parte tardiva del raccolto, comportando un aborto floreale.

“E’ recente la notizia delle dimissioni di ben sette organizzazioni produttive, che rappresentano 10milioni di quintali di prodotto, dal cosiddetto Distretto del Pomodoro Sud, e questo la dice lunga sullo stato di rabbia e indignazione delle associazioni dei produttori”, spiega Marco Nicastro, presidente della Federazione Nazionale Pomodoro da Industria di Confagricoltura. “Si lamenta l’applicazione di tagli eccessivi, cali di peso (e conseguentemente di prezzo) non giustificati, e ritardi nel ritiro della merce che inevitabilmente creano situazioni di disagio e di deperimento del prodotto”.

A questo va ad aggiungersi la pretesa, da parte dell’associazione di settore degli industriali, di ricontrattare al ribasso quanto già previsto nell’accordo di area. Tutto ciò - puntualizza Confagricoltura - non fa che riproporre il notissimo schema di contrapposizione tra le parti, con quella industriale che - alla luce di uno stato di necessità di quella agricola - dispone come sempre, con atteggiamenti e condizioni di vessazione. “Ci chiediamo a questo punto a cosa serva un Distretto del Pomodoro, se poi, all’atto pratico, tutte le regole vengono calpestate - aggiunge Nicastro - chiediamo quindi con forza e preoccupazione ai vertici nazionali di Agrinsieme di informare tempestivamente il Ministro Martina di quanto accade in provincia di Foggia, perché possa valutare eventuali interventi al fine di limitare, per quanto possibile, i forti danni fino ad ora prodotti”.

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