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VIDEO | Foggia risponde presente, più di 1000 con i braccianti e contro il caporalato: "Non ci arrendiamo"

 

Mille o qualcosa in più hanno partecipato nel tardo pomeriggio di oggi alla manifestazione organizzata dai sindacati Cgil-Cisl-Uil e da alcune associazioni, per esprimere cordoglio, rabbia e indignazione dopo i tragici fatti del 4 e 6 agosto, quando in due diversi incidenti stradali ma dalla dinamica analoga, sedici braccianti agricoli sono morti mentre erano in viaggio a bordo dei rispettivi furgoni, che si sono scontrati frontalmente con un tir che trasportava pomodori e un altro farinace, sulla Sp 105 tra Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri e allo svincolo della Statale 16 per Ripalta.

Così Gianni Ricci, segretario generale della UIL di Foggia: "Oggi le tantissime presenze in piazza hanno dimostrato, qualora ce ne fosse bisogno, che il mondo del lavoro, che la società foggiana e pugliese non si vogliono arrendere all’illegalità del caporalato. Siamo al fianco dei braccianti e dei lavoratori che chiedono a gran voce dignità, libertà di vivere il futuro e non siamo disposti ad arretrare di un millimetro. Abbiamo ribadito alle istituzioni presenti che il caporalato si combatte non solo con le leggi, ma togliendo ossigeno a chi crede di fare profitto sulla pelle dei lavoratori, giocando con la vita di persone innocenti. Bisogna rendere sicuri ed efficienti i trasporti pubblici locali, creando una alternativa legale e accessibile si furgoni della morte dei caporali. E poi occorre mettere in campo un sistema di welfare mirato e creare spazi nei quali far vivere dignitosamente tanti braccianti che lavorano nei campi del nostro territorio provinciale e regionale”.

Questo il commento di Pino Gsmundo, segretario generale della Cgil di Puglia: L’indignazione e l’attenzione delle istituzioni non deve fermarsi: non possiamo ricordare il modo in cui vivono, lavorano e si spostano questi uomini e queste donne solo quando sono vittime di tragici eventi. Chiediamo ancora una volta la piena applicazione della legge 199. Non ci sono piaciute le parole del Premier Conte e del Ministro Salvini. Glielo diciamo noi perché la legge 199 contro il caporalato non ha funzionato come si immaginava: perché non è stata applicata fino in fondo. In parte per responsabilità politica, in larga parte per responsabilità del sistema delle imprese che era chiamato a collaborare nel costruire risposte al bisogno di un trasporto e un collocamento pubblico per superare il ricatto di intermediari senza scrupoli. Così non è stato e questo dimostra la connivenza delle imprese, che per trarre maggior profitto sfruttano forza lavoro senza l’applicazione di alcuna norma circa orari, salari, accoglienza"

Abdrea Cuccello, segretario nazionale della Cisl: "Sedici morti sono una cosa è inaccettabile, significa che una parte del paese è fuori controllo e se ci sono responsabilità vanno assolutamente registrate e combattute, ma tutto ciò va fatto insieme"

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