Giovedì, 18 Luglio 2024
Economia

Amgas, Russo bacchetta Fontana: “Pensi a lavorare e non faccia propaganda"

L'ex amministratore unico di Amgas: "Tutti gli attori del nuovo corso sono persone affidabili e, proprio per questo, non si comprendono alcune dichiarazioni fatte a consuntivo dell'anno appena trascorso"

Propaganda e polemica, due facce della stessa medaglia. È un Massimo Russo ironico e sferzante quello che commenta il bilancio Amgas Spa e le parole di ottimismo proferite dal presidente Pier Luca Fontana. L’ex amministratore unico di Amgas analizza così punto per punto le dichiarazioni di Fontana rilasciate alla stampa nel corso di una conferenza stampa: “Molti pensano che per competere nell'agone politico o gestire la cosa pubblica sia indispensabile saper vendere l'invendibile e difendere l'indifendibile. Se così fosse il risultato finale sarebbe la confusione assoluta. I numeri si elaborano, i fatti si interpretano, tutto diventa liquido ed incolore. Un'evoluzione darwiniana perversa nella quale prevale il verosimile al vero, l'urlato al ragionato, la propaganda al racconto, la polemica all'analisi.

Prosegue l'ex amministratore unico: "Ci adeguiamo e, chiedendo scusa, faremo un po’ di polemica su alcune recenti dichiarazioni dei vertici del gruppo Amgas. Tutti gli attori del nuovo corso, dagli amministratori ai lavoratori, ai componenti gli organi di controllo sono persone affidabili e, proprio per questo, non si comprendono alcune dichiarazioni fatte a consuntivo dell'anno appena trascorso"

Massimo Russo analizza le dichiarazioni di Fontana: "...Stiamo operando in direzione di una politica di tagli degli sprechi e del superfluo...", "...Siamo riusciti a ridurre emorragie di denaro derivate da una gestione fatua della cosa pubblica...". Quindi, risponde: "Ora, con tutta franchezza, non si capisce chi siano i protagonisti di queste precedenti nefandezze. Chi ha avuto responsabilità gestionali nel recente passato ha provato a gestire la cosa pubblica in maniera tutt'altro che fatua. Certo, non tutti i problemi sono stati risolti e per questo ben venga la riduzione nel 2016 di 74mila euro per utenze ed il risparmio di circa 100mila euro nelle manutenzioni ordinarie. Un plauso anche per l'accordo con i carabinieri per agevolare le attività di chiusura degli impianti degli utenti morosi. In ogni caso, non si comprendono i veri motivi che rendono impossibile esaltare il proprio lavoro senza la necessità di creare nemici virtuali provenienti dal passato con i quali confrontarsi in un rimpallo sterile tra propaganda e polemica"

Prosegue Russo: “Altre dichiarazioni si prestano a questo rimpallo. "...A settembre abbiamo restituito alla città un importante indotto di decompressione in Via Shahabaz Bhatti a Foggia che assicurerà al fruitore finale un servizio continuo, regolare e senza interruzioni...". Sembra che qualcuno abbia sottratto alla città questo importante impianto, sembra che il suo funzionamento sia stato discontinuo ed irregolare. Ma è veramente così? Nelle immagini della cerimonia di presentazione colpisce il colore giallo intenso delle tubazioni e dei caschetti protettivi, ma non si evince che l'intervento di manutenzione è costato soltanto 250 mila euro. L'avverbio "soltanto" è indispensabile se si considera che la Rete gestita da AMGAS ha un valore contabile nell'intorno dei 40 milioni di euro e che l'importo annuale delle manutenzioni di questa infrastruttura è di gran lunga superiore a 250 mila euro. Con un'iperbole automobilistica sarebbe come presentare alla Stampa la sostituzione del filtro dell'aria e dell'olio ad una berlina tedesca di alta gamma. Poi si scopre che questo intervento fu finanziato nel Piano delle manutenzioni 2014, con aggiudicazione dei lavori nell'ottobre dello stesso anno”.

Precisa l’ex Amministratore Unico di Amgas: “Uno dei risultati del 2016 è l'accordo con i dipendenti che da anni sono in contenzioso con l'Azienda per il (giusto) riconoscimento di progressioni economiche e giuridiche. Va detto che l'attuale Amministrazione comunale ha avuto il coraggio di assumersi la responsabilità di questa decisione che è stata narcotizzata dal lontano 2009. Ma cosa c’entra il salto in alto con tutto ciò. Cosa significa abbassare l'asticella. I dati di fatto dicono che già nell'Assemblea ordinaria del 27.11.2013 fu predisposto un accordo complessivo per eliminare il contenzioso con i dipendenti che sarebbe costato all'Azienda 25 mila euro una tantum a tacitazione del pregresso e 60 mila euro annui per la parte corrente. Sembra che l'accordo raggiunto nel 2016 sia costato il doppio.

Critiche anche sulle proiezioni future: “Tutti si aspettano maggiori dettagli su alcuni temi di portata molto più consistente di quelli che precedono. Ad esempio l'evoluzione del contezioso con il vecchio Collegio sindacale, defenestrato senza giusta causa e che potrebbe arrecare danni per alcune centinaia di migliaia di euro; l'evoluzione del contenzioso con il vecchio Direttore Marcello Iafelice, sempre per centinaia di migliaia di euro, e conseguente a scelte gestionali che hanno lasciato basiti molti addetti ai lavori, sia per la celerità d'azione che per il cruente esito; quale l'approccio strategico del Gruppo all'approssimarsi delle gare di ambito e quali gli elementi di novità rispetto a quanto già tratteggiato nelle Deliberazioni delle precedenti Amministrazioni e infine la sorte della Falcidia di circa 4 milioni di euro riconosciuta dai creditori nel 2010 nel Piano di ristrutturazione del debito del Gruppo”.

“Nel lontano 2010 le difficoltà finanziarie del Gruppo AMGAS furono affrontate e risolte con un articolato Piano di ristrutturazione del debito che portò al risanamento dell'Azienda, anche grazie agli accordi espunti ai numerosi creditori e che prevedevano, tra l'altro, il riconoscimento di una Falcidia (uno sconto) di circa 4 milioni di euro sul valore originario dell'enorme massa debitoria. Gli stessi accordi prevedevano inoltre che tale concessione si sarebbe materializzata al pagamento di tutto il debito residuo, che nel frattempo era stato rateizzato nel medio-lungo periodo data la sua entità. Da allora, il Piano di ristrutturazione è stato sempre rispettato, grazie anche al lavoro dell'attuale CdA. A seguito di una nostra iniziale intuizione e all'acume del successivo CdA presieduto da Nicola Cardinale, il Comune di Foggia si è impegnato ad erogare un prestito di 3 milioni di euro (di cui 1,5 già trasferiti nel 2015) con lo scopo di anticipare la conclusione degli accordi e, quindi, poter acquisire in via definitiva l'ingente sconto. Ebbene, viene da chiedersi cosa sia stato fatto in questi 16 mesi, quale lo stato delle trattative”.

Russo fa il punto anche sui meriti relativi all’eventuale realizzazione di questo rilevante beneficio: “Andrebbe ascritto alle varie Amministrazioni che negli ultimi anni si sono susseguite in AMGAS. Dal Management che sottoscrisse gli accordi spuntando condizioni di così ampio favore nel 2010, al Management che nel 2015 ha raccolto i fondi necessari per il perfezionamento anticipato degli accordi, ma anche al Management che porterà a termine questa importante operazione. Al contrario, ovvero nel caso in cui questi 4 milioni dovessero sfumare, le valutazioni sarebbero di ben natura. Il lavoro di molte persone andrebbe perduto e bisognerebbe fare chiarezza sulle motivazioni che non hanno consentito di superare un'asticella che, nelle condizioni attuali, appare rasente al suolo”.

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