Mercoledì, 29 Settembre 2021
Economia

Alloggi in un bene confiscato: in tempi record il Comune di Foggia prova a intercettare un finanziamento da un milione di euro

L’immobile sarà destinato alle assegnazioni temporanee per un periodo non superiore ai due anni. Pronto il progetto e l’istanza di candidatura al bando regionale

Sono cinque gli alloggi che il Comune di Foggia intende ricavare da un bene confiscato alla mafia in contrada Pietrafitta, acquisito al patrimonio lo scorso 25 giugno. 

Gli uffici stanno predisponendo la documentazione tecnica ed amministrativa per candidare il progetto a un finanziamento regionale di un milione di euro. La proposta progettuale è stata presentata ieri nel corso di una videoconferenza alla quale era stato invitato il partenariato economico e sociale della città tramite avviso pubblicato sul sito istituzionale. A illustrarla, sono stati il sub commissario prefettizio Rachele Grandolfo, la dirigente del Servizio Politiche Abitative Silvana Salvemini e il dirigente del Servizio Lavori Pubblici, l'ingegnere Francesco Paolo Affatato. 

“Si tratta del riutilizzo di un bene confiscato avente già le caratteristiche di unità abitativa - ha precisato la dirigente Salvemini - Il progetto di ristrutturazione dovrebbe consentire il riadattamento di questo immobile affinché possa essere destinato alle assegnazioni temporanee, così come la normativa regionale consente. L'utilizzo temporaneo, con esso intendendo un utilizzo non superiore ai 2 anni, consentirà ai nuclei più fragili una sistemazione temporanea in vista di una risoluzione definitiva del disagio abitativo. Questo utilizzo temporaneo consentirà, tra l'altro, di permettere l'utilizzo del bene a più nuclei familiari”. 

I precedenti non sono confortanti: purtroppo, in città, le assegnazioni temporanee si sono rivelate sistematicamente soluzioni permanenti. 

L’ingegnere Affatato è entrato nello specifico delle caratteristiche tecniche: “L’immobile si suddivide in due corpi: il corpo A dove c’è la possibilità di intervenire con un numero complessivo di 4 alloggi, e un secondo corpo dove è possibile realizzare un alloggio”. Le dimensioni dei cinque alloggi vanno dai 52 ai 72 metri quadri. 

“È prevista una piccola copertura fotovoltaica per abbattere i costi di gestione delle utenze”, ha aggiunto il dirigente. Per la realizzazione si stimano 7-8 mesi di lavori, a cui vanno aggiunti i canonici tempi per le procedure di affidamento dell’appalto.

Il commissario straordinario ha manifestato l'interesse all'acquisizione del bene confiscato con propria deliberazione solo lo scorso 4 giugno. La tecnostruttura, assieme ai commissari, ha lavorato di buona lena: “La procedura amministrativa di acquisizione che si è chiusa in meno di 30 giorni”, ha evidenziato l’ingegnere Affatato.

“È stato fatto un grosso sforzo - ha convenuto la sub commissaria - perché i tempi finalizzati all’acquisizione del bene, presupposto essenziale per la partecipazione al bando della Regione Puglia, hanno costretto tutti gli uffici ad una accelerazione massima”.

Il commissario straordinario Marilisa Magno con i poteri della Giunta il 29 luglio ha approvato il progetto di fattibilità tecnica economica, redatto da Servizio Lavori Pubblici. I lavori per la ristrutturazione funzionale e tipologica dell’immobile saranno candidati all’avviso pubblico di selezione degli interventi a valere sul Por Puglia 2014-2020 “Dal Bene confiscato al Bene riutilizzato: strategie di comunità per uno sviluppo responsabile e sostenibile”.

L’intervento racchiude soprattutto una forte valenza simbolica e coniuga la finalità della restituzione alla comunità di un bene sottratto alla criminalità organizzata con l’esigenza di lenire l’emergenza abitativa, ripristinando la legalità e riducendo le sacche di marginalità.

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