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Giovedì, 26 Maggio 2022
Economia

Allarme mensa negli ospedali foggiani: 150 posti di lavoro a rischio, si va verso cibi precotti e più costosi

Fratelli d'Italia chiede il ritiro del bando. Carlo Scarsciotti dell'Angem lancia l'allarme. Splendido della Lega il 1° febbraio aveva presentato una interrogazione urgente. Prima ancora i sindacati avevano sollevato il problema. Il bando scade il 18 febbraio

Domani, giovedì 17 febbraio, alle 11,30, presso gli uffici del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, al secondo piano lato est della sede del Consiglio regionale in via Gentile, 52 a Bari, si terrà una conferenza stampa per invitare, in extremis, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a ritirare il bando d'appalto delle mense ospedaliere che scade alle 12 del 18 febbraio, "e che presenta più ombre che luci, ma soprattutto apre l’ennesima vertenza occupazionale in una Puglia dove a rischiare il posto di lavoro sono, ormai, tantissimi".

Prima ancora, il 1° febbraio, erano stati il consigliere regionale e il segretario cittadino della Lega, Joseph Splendido e Antonio Vigiano, a depositare una interrogazione regionale urgente rivolta all'assessore competente con la quale chiedevano chiarimenti sui termini del bando. Su quali problemi, ad esempio, erano stati riscontrati nei centri cottura interni alle strutture sanitarie della provincia di Foggia, che avrebero reso gli stessi, oggi funzionanti a pieno regime, non a norma di legge. E ancora, perché sono previsti costi maggiori per i pasti refrigerati rispetto a quelli in regime fresco-caldo, "visto che i primi non assicurano la stessa freschezza e salubrità dei secondi". Ed ancora, p"erché invece di prevedere una maggiorazione di costi dei pasti refrigerati e di quelli in regime fresco-caldo preparati in centri cottura esterni rispetto ai costi dei pasti preparati in regime fresco-caldo preparati in centri cottura interni, non si sia deciso di dedicare queste maggiorazioni di costi per mettere a norma i centri cottura interni delle strutture sanitarie". Nell'interrogazione Splendido aveva chiesto di chiarire la valenza della clausola sociale per la salvaguardia dei livelli occupazionali inserita nel bando di gara, "considerato che, a quanto pare, vanno tenute in debito conto le esigenze organizzative della aggiudicataria, che potrebbe anche subappaltare alcuni servizi, rendendo vana la detta clausola sociale"

Ieri anche Carlo Scarsciotti, presidente dell'Angem, l'associazione nazionale delle aziende della ristorazione collettiva, aveva lanciato l'allarme rispetto al bando indetto da Innova Puglia pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 dicembre 2021 e relativo al 'Servizio di ristorazione ai degenti, ai pazienti ricoverati presso i Pp.oo. e le strutture sanitarie di tutte le aziende sanitarie/Irccs/Auo' della Regione Puglia: "Ci occupiamo di ristorazione da oltre 50 anni ed è la prima volta che in un bando pubblicato da un’amministrazione pubblica sono omesse informazioni indispensabili per il corretto svolgimento della gara. Nel caso del bando per la ristorazione di degenti e pazienti degli ospedali pugliesi, la situazione è ancor più grave, perché le omissioni riguardano le clausole sociali e colpiscono direttamente le lavoratrici e i lavoratori”.

L’articolo 8 del disciplinare di gara e l’articolo 14.3. del capitolato tecnico, infatti, prevedono che, al fine di promuovere la stabilità occupazionale, l’aggiudicatario del contratto d’appalto sia tenuto ad assorbire nel proprio organico il personale già operante alle dipendenze dei fornitori uscenti, così come previsto dal codice dei contratti. A tal fine – si legge ancora nei documenti di gara – le amministrazioni contraenti notificheranno al vincitore dell’appalto l’elenco del personale impiegato dal fornitore uscente prima dell’avvio del servizio.

“Quando si tratta di clausole sociali nelle procedure di gara relative a contratti di appalto ad alta densità di manodopera, come nel caso della ristorazione, le istruzioni operative fornite dall’Anac alle stazioni appaltanti sono ben chiare, proprio nel rispetto del codice dei contratti. Le amministrazioni pubbliche devono mettere a disposizione di tutti i partecipanti al bando i dati relativi al personale utilizzato nel contratto in corso di esecuzione, dal numero di occupati al monte ore, dalla qualifica ai livelli retribuitivi” continua Scarsciotti, e conclude: “Il bando di gara della Regione Puglia creerà una forte crisi occupazionale in un comparto già fortemente colpito dalla pandemia. Le lavoratrici e i lavoratori del settore saranno certamente in esubero e gli operatori economici non sono stati messi nelle condizioni di potere redigere un piano di riassorbimento. Per questo chiediamo con urgenza al presidente Emiliano di rivedere i criteri dell’appalto".

Sul caso si è espresso anche il consigliere regionale di Forza Italia, Paride Mazzotta: “Sul bando regionale per il servizio di mensa ospedaliera avevamo richiesto delle audizioni in commissione Sanità, ma oggi non abbiamo ricevuto le risposte che ci aspettavamo: dal futuro occupazionale dei tanti dipendenti alla qualità del servizio offerto ai pazienti all’utilizzo delle risorse pubbliche. Purtroppo, non sono state fornite indicazioni precise e questo è il resoconto che condividiamo con i rappresentanti sindacali auditi oggi. Innanzitutto, non ci sono ancora garanzie adeguate sulle prospettive per i tanti dipendenti che da anni lavorano nelle cucine delle strutture sanitarie pugliesi: la maggior parte dei punti cottura è destinato a non funzionare più e la clausola sociale è di tale vaghezza da risultare inconsistente. Ma non solo: come abbiamo già denunciato i mesi scorsi, ci sono parecchi dubbi anche per quanto concerne la qualità dei pasti e i costi del servizio. I punti di cottura interni agli ospedali che resterebbero operativi sono, infatti, solo quelli di Gallipoli, Brindisi, Ostuni, Francavilla Fontana, Barletta e Castellaneta. Destinati alla chiusura, quindi, tutti gli altri con l’esclusione di intere province come Bari e Foggia. Si andrebbe, quindi, verso la somministrazione di cibi quasi sempre precotti con aumento di costi fino a 70 centesimi a pasto. Ma non solo: per la ristrutturazione della cucina del 'Vito Fazzi' di Lecce erano state stanziate anche ingenti risorse: che fine faranno, visto che la cucina sarà chiusa? E che fine faranno le cucine presenti negli altri ospedali? Si profila, quindi, anche un problema di gestione del patrimonio e delle risorse pubbliche. Tuttavia, chiediamo che si dia seguito alla richiesta dei sindacati, ovvero sospendere il bando per rivederlo insieme e migliorarlo”.

C'è forte preoccupazione tra i circa 150 lavoratori in provincia di Foggia. Due settimane fa i segretari generali di Filcams-Cgil,Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil di Foggia, Angela Villani, Angelo Sgobbo e Elio Dota, avevano chiesto al dipartimento Salute della Regione Puglia la convocazione di un incontro urgente, considerato che la scadenza del bando è fissata per il prossimo 18 febbraio. Più di un mese fa la segretaria Ugl Terziario della provincia di Foggia, Emilia Dirella, aveva espresso forte preoccupazione: "Sarà una mattanza sociale devastante" (continua a leggere).

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