Spending review, FLC CGIL: “No all’aumento delle tasse universitarie”

Inaccettabile il contenuto dell’articolo 7 relativo al sistema di calcolo delle tasse universitarie. Tale norma di fatto potrebbe provocare l’ennesimo aumento delle tasse studentesche

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Nella versione definitiva del decreto legge 95 del 6 luglio 2012 prendiamo atto che è scomparso il taglio di 200 milioni di euro al fondo ordinario delle università; inoltre all’articolo 23 comma 4 vengono stanziati 90 milioni di euro al fondo per l’erogazione delle borse di studio e dei prestiti d’onore.

Se infatti finisse qui, il decreto sarebbe un buon risultato. Ma ahinoi è tutto il resto del testo a preoccuparci e a preoccupare sicuramente i lavoratori dei settori della conoscenza e probabilmente anche i gestori di tali strutture (rettori in testa) che dovranno pensare a come cavare un ragno dal buco per tirare a campare.

Si dice infatti, in ambienti ministeriali, che a proposito del mancato taglio dei 200 milioni potrebbe essere pronto un provvedimento ad hoc avente ad oggetto proprio gli enti vigilati dal MIUR.

Noi ovviamente non ce lo auguriamo e anzi ci batteremo perché ciò non avvenga. Ma tornando al resto del decreto la FLC CGIL Foggia lo giudica assolutamente negativo così come ha ribadito il nostro Segretario Generale, Mimmo Pantaleo che ha reputato questo provvedimento un vero e proprio attacco allo stato sociale e ai beni comuni in linea purtroppo con le ultime misure varate dal governo Monti che hanno distrutto il sistema pensionistico, aumentato le tasse sul lavoro, cancellato diritti di civiltà per i lavoratori e precarizzato ulteriormente il mercato del lavoro.

Non ritroviamo in questo decreto nessuna qualificazione della spesa pubblica. Ci saremmo francamente aspettati di più e meglio. Riteniamo queste misure inique perché ancora una volta si colpiscono le lavoratrici e i lavoratori del pubblico ed in particolare dei settori della conoscenza.

Taglio diretto delle risorse, tagli delle dotazioni degli organici, esuberi, accorpamenti, soppressioni ed ennesimo blocco dei contratti e del turn over. Tutto ciò rende più vane le legittime aspettative dei tanti precari che da anni prestano servizio negli EPR e nelle Università.

Inaccettabile infine il contenuto dell’articolo 7 comma 42 relativo al sistema di calcolo delle tasse universitarie. Tale norma di fatto potrebbe provocare l’ennesimo aumento delle tasse studentesche. Evidentemente l'idea di fondo è sempre più quella di far pagare l'istruzione universitaria alle famiglie facendola pesare sempre meno sulla fiscalità generale. Considerando che già quest'anno siamo di fronte ad un calo del 10% degli immatricolati è evidente quali effetti devastanti ciò potrebbe avere.

Alla faccia delle tante parole di crescita, sviluppo, occupazione sbandierate nelle ultime settimane dal Presidente del Consiglio e da suoi Ministri.

La FLC Foggia è dunque preoccupata per le pesanti e negative ricadute di tale provvedimento sul mezzogiorno d’Italia ed in particolare in Capitanata per cui chiede nelle possibilità delle loro competenze alla politica locale e regionale di prendere posizioni nette di forte contrasto.

La FLC Foggia ha predisposto delle iniziative di mobilitazioni già a partire dal presidio di oggi 27 luglio presso la Prefettura di Foggia.

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