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Università, Area Nuova a Link: “Non siamo favorevoli a un aumento delle tasse”

Area Nuova: "L'associazione valuta ogni provvedimento con oggettività e spirito critico. Nessuna appartenenza politica. Da Link Kollettivo scarsa conoscenza dell'intera materia"

COMUNICATO STAMPA - "L’Associazione Studentesca “Area Nuova” apprende con rammarico quanto dichiarato dall’Associazione “Link Kollettivo” nel comunicato “Area Nuova vuole l’aumento delle tasse universitarie” apparso qualche giorno fa sugli organi di stampa.

“Evidentemente i nostri colleghi rappresentanti hanno dimenticato qualche passaggio. Proviamo pertanto (ci scuseranno i lettori se saremo prolissi) ad analizzare tutto quanto accaduto nella riunione del Consiglio del Dipartimento (ex Facoltà di Giurisprudenza del 18 luglio scorso, senza saltare fondamentali passaggi”.

“L’ordine del giorno prevedeva, al punto 11, un obietto proposto dall’Associazione in questione: “Parere in merito all’art. 7, comma 42, del d.l. n. 95/2012”. Il comma 42 riguarda i limiti della contribuzione studentesca universitaria e la disposizione prevista nel decreto legge c.d. “spending review” opera novellando l’articolo 5, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 306/1997 (Regolamento recante disciplina in materia di contributi universitari).

L’attuale norma prevede (art. 5, c. 1): “Fatto salvo quanto disposto, la contribuzione studentesca non può eccedere il 20 per cento dell’importo del finanziamento ordinario annuale dello Stato”. (si noti bene: la disposizione non prevede sanzioni a carico degli atenei che oltrepassino il limite del 20 per cento)

La novella operata dall’art. 7, c. 42 del decreto legge 95/2012 prevede invece la seguente riformulazione: “Fatto salvo quanto disposto , la contribuzione studentesca degli studenti italiani e comunitari iscritti entro la durata normale dei rispettivi corsi di studio di primo e secondo livello non può eccedere il 20 per cento dell’importo dei trasferimenti statali correnti attribuiti dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. È fatto obbligo agli atenei che superano tale limite di destinare le maggiori entrate al finanziamento di borse di studio a favore degli studenti. (anche questa disposizione non prevede sanzioni a carico degli atenei che oltrepassino il limite del 20% se non un obbligo di destinare tutte le entrate che eccedano il 20 per cento – attualmente la nostra Università non oltrepassa tale limite – al finanziamento di borse di studio).

Ovvero: non si tratta più di studenti nel senso più ampio del termine ma esclusivamente di studenti italiani e comunitari (assoggettando gli studenti extra comunitari ad una diversa tassazione come peraltro già avviene in importanti Università dell’America e del Canada e come fatto rilevare da alcuni docenti nel corso della discussione in sede di Consiglio di Dipartimento); il limite del 20 per cento sarà sostenuto solo dagli studenti regolari (potendosi dunque prevedere differenti tassazioni, come già avviene, per gli studenti fuori corso), riguarderà non solo il Fondo per il finanziamento ordinario ma tutti i finanziamenti statali (calcolando quindi nel limite del 20 per cento anche quelli che sono altri trasferimenti derivanti dallo Stato).

Inoltre, come emerge dalla relazione tecnica allegata al testo, ora all’esame del Senato della Repubblica per la conversione in legge del decreto legge: “La nuova disposizione non determina automaticamente alcun incremento di contribuzione a carico degli studenti (restano ferme le singole autonomie di ogni Università in materia di contribuzione studentesca universitaria n.d.r.), ma consentirebbe di: uniformare la platea di riferimento degli studenti a quella su cui sarà determinato il costo standard per studente (D.Lgs. n. 49/2012 – c.d. “riforma Gelmini” n.d.r.) che fa riferimento, appunto, agli studenti regolari e, consentire l’incremento della contribuzione studentesca in misura direttamente proporzionale alla capacità degli atenei di attrarre finanziamenti statali in misura sempre maggiore assegnati sulla base della valutazione dei risultati della didattica e della ricerca”.

“L’Associazione già citata chiedeva quindi al Consiglio di votare una mozione ritenendo “che tale articolato debba essere interamente abrogato nel corso del procedimento parlamentare”. Mozione che, per tutto quanto già detto, veniva puntualmente respinta”.

Ma vogliamo dire di più, i nostri rappresentanti (Area Nuova), nel mostrare perplessità e preoccupazioni su alcune parti del provvedimento, esprimevano parere favorevole alla mozione approvata dal Consiglio Universitario Nazionale (composto anche da rappresentanti degli studenti) in data 11.07.2012 e già trasmessa all’attenzione diretta del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca On.le Francesco Profumo secondo la quale “Le norme di cui all’art. 7, c. 42, che di fatto delegificano rispetto alla contribuzione studentesca, se da un lato possono aprire spazi di autonomia e di responsabilità degli Atenei nella valorizzazione dell’offerta formativa, dall’altro lato è facile prevedere porteranno a un aumento generalizzato delle tasse che, in assenza di adeguate politiche di diritto allo studio, produrrà effetti negativi sul patrimonio umano e culturale rappresentato dagli studenti, con diminuzione degli iscritti e dei laureati in chiara contraddizione con gli impegni sottoscritti a livello europeo. Tale spazio di manovra va monitorato e valutato perché, specialmente in contesti a domanda rigida, può portare a soluzioni socialmente negative o addirittura finanziariamente controproducenti per gli stessi Atenei”.

Riteniamo pertanto che questo non voglia dire che l’Associazione “Area Nuova” vuole l’aumento delle tasse ma semplicemente che l’Associazione “Area Nuova” valuta ogni provvedimento con oggettività e spirito critico.

Restiamo inoltre ancora perplessi sul perché, per un argomento riguardante la tassazione degli studenti universitari, l’Associazione Link si sia rivolta esclusivamente al Dipartimento di Giurisprudenza senza interpellare gli organi centrali di ateneo, segno evidente di una infondata polemica strumentale e dal tono altamente fazioso.

Ricordiamo inoltre, per chi evidentemente ha la memoria corta, che fu proprio la nostra Associazione (da sola) a raccogliere non molto tempo fa un paio di migliaia di firme in appena tre giorni denunciando e portando a conoscenza il rischio di un imminente aumento delle tasse per i migliaia di iscritti all’università: i nostri rappresentanti si sono addirittura incatenati all’ingresso della sede di Via Gramsci e hanno occupato e bloccato per ore il Consiglio di Amministrazione. Anni di battaglie in difesa dei diritti degli studenti, puntualmente riconosciuteci come merito ad ogni competizione elettorale, non saranno mai cancellate da chi mostra di sostituire validi contenuti con becere illazioni.

Nell’ultimo comunicato pubblicato da Link Foggia si evince una scarsa conoscenza dell’intera materia, preferendo slogan di tipo elettorali e generiche informazioni a chiare spiegazioni su quanto avvenuto durante l’ultimo Consiglio del Dipartimento di Giurisprudenza. A loro rispondiamo dicendo che “la verità enunciata sotto mentite spoglie è molto peggio della peggiore calunnia”. Non saremo mai a favore di alcun aumento delle tasse in particolare se non accompagnato da un aumento dei servizi e lo conferma il nostro puntuale disappunto al recente aumento della tassa regionale per il diritto allo studio (introdotta per mezzo del decreto legislativo 68/2012).

Un’ultima precisazione vorremmo farla, a dimostrazione ulteriore della faziosità degli inutili attacchi dell’Associazione Link Kollettivo, su quella che è l’appartenenza a qualche partito politico di qualcuno dei nostri rappresentanti: l’Associazione “Area Nuova” nasce e vive come gruppo slegato da qualsivoglia logica partitica (ma non politica) dando da sempre dimostrazione di saper scindere la partecipazione universitaria dalle logiche partitiche e offrendo libera scelta, agli oltre 45 rappresentanti, di esercitare, al di fuori dell’ambito accademico, attività politica di ogni specie.“

 

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