Scuole d’infanzia comunali: rette da 221 a 700 euro? Episcopo: “Non è proprio così”

Per i valori ISEE fino a 18mila euro incremento basso. Verseranno 700 euro l'anno famiglie che dichiarano ISEE superiore a 24mila euro l'anno

I bambini entrano a scuola

Tiene banco in questi giorni il tema delle rette per le scuole d'infanzia comunali, ma le voci di aumenti indiscriminati (fino a 700 euro), hanno spinto gli assessori all'Istruzione e al Bilancio di Foggia, Maria Aida Episcopo e Rocco Lisi, a fornire alcune precisazioni. Modesti quelli per le famiglie con ISEE fino a 18mila euro, al massimo per le famiglie con ISEE superiore ai 24mila euro.

“Comprendiamo le ragioni delle famiglie e siamo vicini a quanti affrontano con difficoltà e sacrifici la quotidianità. D’altro canto è nostro dovere chiarire la questione degli aumenti delle tariffe delle scuole dell’infanzia comunali al fine di evitare letture distorte che possono generare una errata informazione per i cittadini”. Lo affermano gli assessori Maria Aida Episcopo e Rocco Lisi, rispettivamente titolari delle deleghe alla Pubblica Istruzione e al Bilancio, intervenendo sulla questione degli aumenti delle rette, in questi giorni al centro di alcune polemiche.

La delibera unanime della giunta comunale – spiegano gli assessori - la n. 18 dell’8/3/2013 dedicata alle iscrizioni presso le Scuole dell’Infanzia Paritarie Comunali (e non come erroneamente diffuso degli asili nido) è stata assunta solo dopo un attento ed approfondito giro di consultazioni ed ha mantenuto la gratuità totale per i cittadini che dichiarano un basso valore ISEE (indicatore della situazione economica equivalente). Lo stesso atto dispositivo ha solo ritoccato i contributi delle altre fasce di reddito: € 0,50 al mese per valori ISEE fino a 6000,00 €; € 1,70  al mese per i valori ISEE fino a 10.000,00 €;  € 5,00 al mese per valori ISEE fino a 14.000,00 €; € 14,00 c.ca al mese per valori ISEE fino a 18.000,00 €.

Pertanto, il supposto passaggio tariffario da € 221,00 a 700,00 € non è corretto in quanto per i valori ISEE fino a 18.000,00 € l’incremento è stato volutamente modesto. Si è invece necessariamente provveduto ad individuare ed incrementare il contributo familiare per valori ISEE corrispondenti a condizioni reddituali adeguate, se non decisamente agiate. Infatti, le sole famiglie che verseranno 700 € annue, ossia 70 € x 10 mesi, dichiareranno una situazione ISEE di oltre 24.000,00 € annuali che coincide con redditi dichiarati anche di oltre 60.000 € annuali  (famiglia nucleare con 2 figli).

Si sottolinea ancora che le situazioni ISEE sono ben diverse dal reddito effettivo che, viceversa, può attestarsi su cifre doppie o triple rispetto ai dichiarati valori economici equivalenti. Le tariffe delle Scuole dell’Infanzia Paritarie Comunali erano e sono ancora molto competitive, anche per le famiglie in oggettivo stato di benessere, ed andavano urgentemente adeguate, come è stato rilevato anche da alcuni canali televisivi nazionali nello scorso autunno che coglievano una controtendenza della nostra città stranamente a favore di famiglie abbienti.

Molti comuni d’Italia hanno infatti statalizzato o soppresso tali servizi, per legge non obbligatori, per carenza oggettiva di fondi, soprattutto in periodi di tagli alle entrate e di crisi sistemiche. Le determinazioni del Comune di Foggia, necessarie e non applicate acriticamente - concludono Episcopo e Lisi - sono volte a tutelare e privilegiare i bisogni delle fasce deboli della popolazione chiedendo, al tempo stesso, una misurata contribuzione alle fasce di reddito in grado di concorrere al mantenimento dei servizi fruiti, nel pieno rispetto del principio costituzionale della contribuzione secondo capacità contributiva.

Il Comune di Foggia, nonostante le note difficoltà, ha lasciato pressoché inalterati i contributi per i nidi, ha tutelato i livelli occupazionali delle varie cooperative impegnate nelle Scuole dell’Ente ed ha continuato ad offrire un servizio scolastico di notevole qualità formativa anche in tempi di generale recessione economica, sempre garantendo tutela ai casi di accertato bisogno”.

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