Ataf, c’è qualcosa che non va: proclamato lo stato d’agitazione dei lavoratori

L’incontro del 18 novembre non ha soddisfatto le organizzazioni sindacali degli autoferrotranvieri. La difficile situazione economico-finanziaria ed organizzativa dell'Ataf preoccupa

Le organizzazioni sindacali degli autoferrotranvieri – “tenuto conto del carattere estremamente interlocutorio e privo di concreti risvolti dell'incontro avuto in data 18 novembre con il sindaco di Foggia e dal perdurare delle pessime relazioni sindacali all'interno dell'azienda” – hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori dell'Ataf di Foggia, “propedeutico ad una prima eventuale azione di sciopero in base alle leggi vigenti da svolgere nei modi d'uso”.

La decisione – fanno sapere le segreterie territoriali - scaturisce dalla fondata preoccupazione dei lavoratori interessati e delle scriventi, che la difficile situazione economico-finanziaria ed organizzativa dell'Ataf stia evolvendo irrimediabilmente in senso negativo in un quadro di sostanziale disinteresse da parte della proprietà e della dirigenza aziendale.

Si legge ancora nella lettera: “L'esito dell'incontro avuto con la proprietà qualche giorno fa, al di là di estemporanee esternazioni di intenti e di rassicurazioni espresse verbalmente dal sindaco, non ci ha  rassicurato sul rischio del collasso economico e gestionale dell'azienda. Un rischio che le scriventi OO.SS. evidenziano da tempo invocando un serio confronto negoziale attraverso l'elaborazione, condivisa, di un Piano Industriale capace di dare risposte certe per un servizio essenziale per i cittadini e tranquillità ai lavoratori”

Per i sindacati “l’Ataf è una delle poche aziende che non riceve l’adeguamento inflattivo previsto per legge dei contratti di servizio (pari a circa 2,5 milioni all’anno) e questo ha determinato le perdite di bilancio verificatesi negli anni passati compreso il 2014. In oltre, non si può sottacere che l’Ataf ha rinunciato ad un credito di 11 milioni verso il Comune grazie al quale si è salvato nel 2010. In aggiunta a tutto ciò Il C.d.A. e la direzione risponde con atti unilaterali in materia di organizzazione del lavoro senza la prevista fase di confronto e restando sordo alle richieste delle scriventi”

In merito alla chiusura del capolinea della Stazione, l’azienda di via Montegrappa e il presidente Ferrantino fanno sapere che “era intenzione dell'azienda confrontarsi (anche) su tale questione nell'incontro convocato il giorno 12 (2° punto all'OdG), al quale le organizzazioni sindacali non hanno inteso partecipare” e “che nel prossimo incontro è intenzione dell'azienda svolgere il previsto confronto, tra gli altri argomenti, anche su questo”.

Tuonano le organizzazioni sindacali: “La situazione non è più sostenibile. E' necessario pervenire ad un quadro di certezze per il trasferimento delle risorse di pertinenza dell'azienda, ad una concreta programmazione per il potenziamento e l'efficientamento del parco mezzi, al ripristino di un normale clima di relazioni sindacali da svolgere con estrema responsabilità e realismo che produca un Piano industriale capace di dare certezze e che metta in sicurezza l'azienda”

E avvertono: “Su questa strada le scriventi sono disponibili, come sempre, a fare la propria parte. In caso contrario, se si preferirà insistere in atteggiamenti dilatori, si vedranno costrette a mettere in campo ogni azione possibile, nell'ambito degli strumenti di tutela individuale e collettiva previste dalla legge, negli interessi dei lavoratori e della collettività cittadina. Si chiede, pertanto, che le parti in causa si facciano parte diligente per pervenire, al più presto, ad un tavolo di confronto che affronti adeguatamente le problematiche esposte nella presente”.

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