Ataf, la Fast proclama lo sciopero: “Senza investimenti i tavoli tecnici servono a poco”

La segreteria Fast-Confsal regionale e provinciale annuncia lo sciopero Ataf di venerdì 9 settembre: l'agitazione durerà 4 ore, tutelando le fasce di garanzie

“Senza investimenti, i tavoli tecnici servono a poco”. Così, la segreteria Fast-Confsal regionale e provinciale conferma lo sciopero Ataf di venerdì 9 settembre. L’agitazione durerà 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, tutelando le fasce di garanzie perché lo scopo non è quello di creare disagi all’utenza, ma mettere in luce un problema che interessa tutta la città di Foggia: studenti, lavoratori e utenti del trasporto pubblico e le famiglie dei circa 240 dipendenti Ataf sulla ‘graticola’.

“Lo sciopero di venerdì 9, al momento, resta confermato - spiegano dalla Fast Confsal - Siamo disponibili a interrompere le azioni di sciopero proclamate, qualora la società e la proprietà condividano il percorso sopra esplicitato con le azioni proposte e utili a salvaguardare la società Ataf Spa, il servizio reso ai cittadini fruitori. Viceversa, per la disdetta degli accordi aziendali continuiamo a chiedere la corretta applicazione del CCNL attualmente vigente”.

Motivo dello sciopero: la disdetta degli accordi aziendali di secondo livello, per mancanza di liquidità da parte di Ataf. Martedì 6 settembre, la Fast Confsal è stata convocata al tavolo tecnico tra Comune, azienda e sindacati presso Palazzo di Città e ha registrato la posizione del sindaco Franco Landella, che si rammarica per le decurtazioni dello stipendio e si fa carico della restituzione di tutte le somme entro il 31 gennaio 2017, con accordo blindato.

“Questa sigla ribadisce con forza di cercare una prima soluzione economica prima negli acconti volontari da parte del personale, e dopo in quelli forzosi, lasciando libertà ai lavoratori su cosa si possa fare a meno per il momento: premi, tredicesima o parte di stipendio, fermo restando il diritto della restituzione il prossimo 31 gennaio, con accordo blindato così come è avvenuto per Amgas”, ribadisce il responsabile regionale di Fast Mobilità degli Autoferrotranvieri Aldo Pedretti.

La Fast Confsal, intanto, prova a stendere delle linee guida per soluzioni percorribili dall’azienda foggiana. Tra queste, il ripristino e l’efficientamento del parco mezzi, utile a soddisfare il servizio delle 45 linee giornaliere previste dalla Carta dei Servizi privilegiando i bus alimentati a gas metano, l’omogeneità dei mezzi in dotazione e il rafforzamento dell’attività manutentiva.

Per quanto riguarda la Sosta Tariffata, invece, date le rilevanti differenze tra gli incassi del 2012 e quelli odierni, si propone: una rivalutazione economica degli introiti attraverso il ripristino del sistema di telecontrollo, l’erogazione di multe per il mancato o parziale pagamento della tariffa di sosta a cura degli ausiliari del traffico e un adeguamento dei parchimetri alla moneta elettronica, nonché una rivisitazione delle tariffe per disincentivare l’utilizzo del mezzo privato. Maggiore attenzione andrebbe poi riservata ai controlli antievasione, con particolare attenzione alle linee urbane ad alto utilizzo.

Fondamentale, in questo momento, la rivisitazione dell’accordo con Ferrovie del Gargano per il biglietto unico che favorisca i collegamenti intermodali ferro/gomma, non solo sulla Foggia –Lucera ma anche per i collegamenti con il Gargano, San Severo, Apricena e ASI Incoronata, per i lavoratori della zona industriale e del nuovo centro commerciale. Andrebbero poi sospesi i bandi concorso che comportano maggiori oneri e adeguati i permessi sindacali, riducendoli dalle 75 giornate attuali per le RSA a 5 giorni ogni trimestre.

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