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Immagine di repertorio

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Vertenza Ataf, nuova tegola per i dipendenti: l'azienda mette le mani in busta paga

La notizia, infatti, ha già gettato nello sconforto i lavoratori, consapevoli che il prossimo 27 agosto subiranno un prelievo in busta paga di cifre che vanno dalle 250 alle 500 euro su stipendi che vanno dai 1.200 ai 1.500

Altra tegola per i dipendenti di Ataf Spa. Nella giornata di ieri, 16 agosto, infatti, si è tenuto l’incontro per espletamento delle procedure di conciliazione. Ma durante la seduta – alla quale non erano presenti né il presidente dell’azienda né alcun delegato del consiglio di amministrazione – è stato comunicato alle organizzazioni sindacali che dalla busta paga di agosto di tutti i lavoratori saranno decurtato gli importi derivanti dagli accordi di secondo livello come già deliberato dal CdA.

Ancora una volta, i sindacati hanno “ribadito la contrarietà che tali provvedimenti vengano assunti in maniera unilaterale, e manifestano le loro preoccupazioni per gli effetti che tali decurtazioni avranno sui lavoratori”. Pertanto il tentativo di conciliazione ha avuto esito negativo. La notizia, infatti, ha già gettato nello sconforto i lavoratori, consapevoli che il prossimo 27 agosto subiranno un prelievo in busta paga di cifre che vanno dalle 250 alle 500 euro su stipendi che vanno dai 1.200 ai 1.500.

REFERENDUM ATAF: "NO AL PRELIEVO IN BUSTA PAGA"

“Un taglio effettuato in modo unilaterale dalla proprietà e dalla direzione, un taglio cruento e pericoloso perché non tiene conto delle conseguenze sociali che si avranno sulle famiglie dei lavoratori”, spiega un dipendente Ataf. “Un prelievo effettuato per evitare il dissesto finanziario viene detto, ma questo stato delle cose non impedisce 18 nuove assunzioni e quattro concorsi interni per 5 posti totali (a meno di possibili ex equo)”.

Continua il dipendente: “Si fanno passare i lavoratori Ataf come unici responsabili del fallimento dell’azienda e del servizio, mentre chi dirige insieme a chi è stato di passaggio a livello amministrativo e politico, ha inanellato una serie di scelte sbagliate che ci hanno portato fin qui, ma ra nessuno si assume la responsabilità di staccare la spina al malato terminale quale siamo”.

VERTENZA ATAF, LAVORATORI SUL PIEDE DI GUERRA

“Nonostante abbiamo fornito una serie di misure alternative per recuperare soldi quali tra le altre verifica e bigliettazione su linee suburbane sulle quali non paga nessuno o il ripristino a pieno regime con personale Ataf del parcheggio Zuretti (in Corso Roma, ndr), si è ritenuto più semplice saccheggiare i nostri stipendi e di farlo proprio sulle indennità legate alle presenze lavorative (cioè più lavori più ti tolgo); proprio quelle che la direzione qualche anno fa volle per incentivare il lavoro”.

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