La cura La Salandra per rilanciare l'Ataf: strisce blu meno care, il Ginnetto automatizzato e terminal a pagamento per gli autobus

I parcheggi, le strisce blu, i conti di Ataf, il parco mezzi e il nodo intermodale. Parla il numero uno di Atafa, l'avvocato Giandonato La Salandra

L'Ataf e La Salandra

Da  settembre a dicembre non c'è stata alcuna linea soppressa: sono usciti tutti i 41 mezzi del servizio minimo, con cinque linee di scorta. Un miracolo. Nella sua prima relazione semestrale il numero uno di Ataf Giandonato La Salandra lo appunta come una medaglia d'onore. Il documento consta di circa cinque pagine. È il ricettario del giovane presidente che assieme ad anomalie e criticità prospetta rimedi al socio unico, il Comune di Foggia. Il suo manifesto è improntato alla spending review.

Sul piano della concretezza e della praticità, piuttosto che affidare i desiderata a libri dei sogni in formato relazione, ha staccato le utenze di una palazzina, e chi s'è visto s'è visto. La cura La Salandra, se non dovesse essere ingurgitato dalla logica delle società partecipate appesantite dalla natura pubblica, efficienterebbe anche la sede aziendale di via di Motta della Regina. L'immobile in disuso, che oggi quantomeno non rappresenta più un costo in bolletta, potrebbe addirittura fruttare in locazione.

Una distesa di pannelli fotovoltaici sul cemento armato, quasi utopistica, garantirebbe l'autonomia energetica. Ma l'impresa eccezionale, per il trasporto pubblico a Foggia, è essere normale. "Il complesso delle partecipate è uno e uno solo: fuori sono delle società per azioni e dentro sono delle pubbliche amministrazioni a tutti gli effetti, con tutto quello che ne consegue in termini di procedure e tempi".

Avvocato che esercita la professione, prestato al management, dopo sette mesi alla guida, ha già il quadro piuttosto chiaro e la sua analisi è impeccabile. 

LA ZAVORRA - La sua ricognizione dei parcheggi interrati e multipiano è implacabile. "Il Parcheggio Zuretti è un peso. Ha una complessiva necessità di revisione strutturale. Il Ginnetto, considerata la posizione e l'utenza, dovrebbe funzionare solo per abbonamento. Noi lì abbiamo un 'omino', e ha un costo. Automatizzare il Ginnetto ci consentirebbe di recuperare forza lavoro. Il Parcheggio Russo è, più o meno, la nostra bomboniera". Di compravendita dei fardelli non se ne parla, indebolirebbe il patrimonio dell'azienda, ma non è esclusa la locazione tramite gara. 

LE STRISCE BLU - Il capitolo della sosta tariffata è piuttosto corposo. Pagare meno per pagare tutti è, in estrema sintesi, la filosofia del numero uno di Ataf che avvierebbe volentieri un processo di razionalizzazione delle strisce blu. "Si possono serenamente aumentare: esistono delle zone altamente frequentate che non sono coperte dal servizio. Ovviamente, però, va razionalizzato anche il costo, specie nelle le zone che nascono come aree servizi". Pensa al perimetro del Tribunale: taglierebbe le tariffe fino ai 50 centesimi pagati negli stalli degli Ospedali (prima dei lavori). "Si può intervenire anche sul sistema degli abbonamenti: abbassare il costo implementerebbe la platea e può avvenire attraverso un processo di partecipazione attiva degli stakeholder". A inizio anno è partita una Pec all'indirizzo di tutti gli Ordini professionali e Collegi per coinvolgerli e contestualmente sollecitare le iscrizioni degli associati (avvocati, commercialisti e ingegneri) alla piattaforma per ampliare i fornitori. Sono arrivati validi suggerimenti dall'Ordine degli Avvocati e dal Cup, il Comitato Unitario Professioni.  

È perfettamente consapevole che alcune zone di sosta a pagamento siano terra di nessuno e sfuggano ad ogni forma di controllo. "È stato portato all'attenzione dell'Apcoa (la società che per conto di Ataf gestisce i parcheggi, ndr). Una giustificazione estremamente veritiera è la sofferenza di personale, altre volte, invece, mi sono stati rappresentati problemi di pubblica incolumità. Ma non riesco a capire perché a Ballarò e alla Vucciria a Palermo facciano i controlli e qui no". Il vero problema non è il traffico. 

I CONTI - I bilanci sono in utile, del resto le carte sono ancora in tribunale. "Essere in attivo significa tutto e non significa niente". Manca la forza lavoro: il fabbisogno è di almeno 15 unità. Quasi l'equivalente del personale andato in quiescenza. Il parco macchine è obsoleto, ma l'infermeria di via di Motta della Regina non è piena come una volta. Il 2017 e il 2018 hanno fatto registrare il maggior numero di mezzi fuori uso, con gli utenti appiedati. "Questo ha determinato un'equazione rovinosa: meno mezzi che girano, meno chilometri percorsi, meno soldi dalla Regione".

Giandonato La Salandra ripercorre con un certo orgoglio la cronologia successiva a quegli anni neri, perché poi ad un certo punto coincide con la sua presidenza. "Nei primi sei mesi del 2019 è stata avviata una politica di ripristino. Dal mese di agosto, approfittando dello stallo, si è lavorato al massimo per garantire il servizio nel periodo scolastico. Il bus in panne è fisiologico in un parco mezzi che ha più di 15 anni. La 'bravura' consta nel fatto che quel mezzo venga immediatamente sostituito".

Seguendo la logica del buon padre di famiglia, ha dedicato l'estate al check-up. "Nel momento in cui siamo andati a regime, però, i problemi sono venuti fuori. Questa è un'azienda che aveva nelle officine più di venti operatori, oggi ne ha una decina e non sono nelle condizioni di assumere personale. Le unità nelle officine fanno davvero i salti mortali. Stiamo valutando la possibilità di fare una manutenzione straordinaria fuori, con le dovute garanzie perché, da quello che ho verificato, a volte i mezzi andavano fuori e tornavano con gli stessi problemi".

In uno scenario del genere appare futuribile persino una navetta universitaria, che nei grandi campus è un servizio all'utenza ordinario. Lui la vorrebbe istituire anche a Foggia, perché no.   

IL NODO DEL TERMINAL - Due settimane fa, Ataf, Comune, Cotrap (il Consorzio delle aziende del trasporto publico pugliese), Ufficio Partecipate e Polizia municipale si sono riuniti intorno a un tavolo per affrontare lo spinoso tema del Terminal intermodale, che non incassa ancora un centesimo dalle compagnie che occupano gli stalli. "Va valorizzato e sono stati costituiti due gruppi di lavoro in quella riunione. Passi il Cotrap, ma tutti gli altri operatori devono pagare. Il nodo intermodale deve svolgere anche una funzione di informazione all'utenza: metteremo delle paline numeriche che indicheranno in quale stallo si trovano gli autobus con la relativa destinazione". La convenzione tra il Comune di Foggia e l'Ataf per la gestione del Terminal è ancora da perfezionare. È oggetto di valutazione anche l'individuazione degli spazi utili: uno potrebbe essere destinato ai Fratelli della Stazione . 

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"Questa è una grande azienda, non riesco a capire perché tante volte sia stata denigrata. Ha un problema fondamentale, che è la percezione nella città. Ogni tanto però, con un minimo di obiettività, basterebbe andare su un motore di ricerca e digitare 'età media parco mezzi Tpl': tolta la provincia autonoma di Trento e Bolzano e qualche altra realtà, il parco mezzi di tutte le aziende ha in media 15-20 anni. Negli ultimi sei mesi stiamo cercando di normalizzarla. Penso che ci siano tutte le condizioni affinché questa azienda possa tornare non dico ai fasti degli anni Ottanta ma quantomeno ai primi anni Duemila".

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