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Ataf Foggia, forti preoccupazioni sulla gestione aziendale. Fast Confsal: "Siamo all'anno zero, manca tutto"

La Segreteria di Foggia della Fast Confsal torna a parlare di Ataf Spa alla luce dell’incontro dei giorni scorsi per la presentazione del nuovo CdA. Stessi problemi di sempre e tagliola dei Servizi Minimi

La Segreteria di Foggia della Fast Confsal torna a parlare di Ataf Spa alla luce dell’incontro dei giorni scorsi per la presentazione del nuovo CdA. In questo Consiglio, oltre al nuovo presidente, l’avv. Giandonato La Salandra, vi sono anche esperti sindacalisti per portare avanti gli interessi della società automobilistica e quindi, forse, anche contro gli interessi dei lavoratori?

“Ci corre l’obbligo di esprimere forti preoccupazioni sulla nuova compagine del CdA, quale ultima espressione politica dell’Amministrazione comunale foggiana che, anche in questo caso, ha utilizzato questi ruoli in ATAF Spa come premio o come incentivo, in clima di campagne elettorali per le Amministrative ai diversi livelli, e scaricato le responsabilità delle performance aziendali alla Amministrazione precedente. Considerato che è stata rieletta, su chi scaricherà le colpe questa amministrazione?” si chiede il segretario provinciale Domenico Santodirocco.

La situazione di precarietà aziendale in Ataf si è manifestata anche nei giorni scorsi, ad esempio, con un bus che ha preso fuoco e con una scarsa qualità della flotta che quindi si riversa in modo negativo sui servizi.

“Per poter affrontare le sfide che il futuro ci riserva in questa Azienda spa - continua il sindacalista della FAST Confsal - bisogna individuare, dal punto di vista organizzativo aziendale, la figura mancante Direttore Generale che è fondamentale per condurre l’azienda sia dal punto di vista formale, per la normativa vigente, e sia su quello sostanziale (c’è la squadra con la dirigenza ma come potrà scendere in campo senza allenatore?), inoltre serve urgentemente un Piano Industriale che assicuri le strategie di medio/ lungo termine e le relative modalità, per traguardare l’efficientamento della Flotta Bus, del segmento manutentivo e quindi dell’officina, per il quale si necessita di un rafforzamento qualitativo delle attività manutentive, soprattutto per la vetustà della flotta, unitamente a percorsi formativi e di aggiornamento professionale, nonché acquisto di apposita strumentazione diagnostica adeguata alle necessita manutentive e un magazzino ricambi fornito. A ciò si aggiungono - sottolinea il giovane segretario foggiano - le criticità del settore di attività della sosta tariffata che sono state oggetto di una gestione pressoché fallimentare, oppure le scelte dell’attività commerciale, come ad esempio gli Accordi per il biglietto unico con le Ferrovie del Gargano, senza un’indagine conoscitiva del flusso dei viaggiatori dei Monti Dauni, Lucera e Gargano, San Severo che usufruisce del servizio, quindi non avendo dati oggettivi per la quantificazione e valutazione, oppure di gestione della struttura del Nodo intermodale “On. Vincenzo Russo”.

“Ulteriore esempio di incapacità gestionale riguarda l’assenza di una chiara posizione dell’Azienda e dell’Amministrazione comunale sulle scelte della Regione Puglia riguardanti la rideterminazione dei Servizi Minimi del trasporto urbano e extraurbano per l’ ATO di Foggia, che ha visto la proposta di un notevole taglio del servizio in termini km/Bus con dirette e corpose conseguenze anche per il trasporto urbano della città capoluogo di Provincia unitamente al resto dei servizi per gli altri abitanti della provincia di Foggia che rischiano un maggiore isolamento”.

“Insomma dopo i treni che ci bypassano, l’aeroporto senza voli aerei, le strade con le buche, gli investimenti infrastrutturali che non partono come la seconda stazione, le piste ciclabili progettate e poi realizzate a pezzi, con manto stradale tolto e poi rimesso perché forse si cambia percorso, ora ci tolgono anche i km/bus per vedere - chiosa l’esponente del Sindacato autonomo- se e come questa provincia e suoi cittadini, i lavoratori del settore ed il sistema produttivo, riescono a cavarsela magari con il ricorso, indispensabile e sempre più frequente, ai propri mezzi privati ed al maggiore e conseguente inquinamento ambientale.”

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