Mercoledì, 17 Luglio 2024
Economia

Ataf, Fast-Confsal critico verso il nuovo accordo aziendale: “Mancano fondi e prospettive”

La Fast Mobilità provinciale contro l'azienda di trasporto che nei giorni scorsi ha sottoscritto il nuovo accordo aziendale per il rinnovo del trattamento normativo ed economico. "Noi esclusi dal tavolo perché scomodi"

“Un accordo buono solo per regalare l'azienda al mercato, e non certo per i lavoratori e il miglioramento del servizio. Di azioni e prospettive di risanamento in quell'accordo non c'è neanche l'ombra”. Così il segretario provinciale della Fast Mobilità Confsal, Domenico Santodirocco, in merito all'accordo aziendale per il rinnovo del trattamento normativo ed economico, sottoscritto dalle organizzazioni sindacali lo scorso 1 aprile. A quel tavolo era assente la FAST Mobilià Confsal provinciale, rappresentata dai lavoratori in azienda, ma non convocata dai vertici di Via Motta della Regina.

La Fast, nei mesi scorsi, aveva presentato una serie di proposte finalizzate al miglioramento della gestione e dell'assetto aziendale alla luce di un piano industriale, non solo inadeguato sotto il profilo delle azioni di rilancio dell'azienda di trasporto pubblico, ma che ha autorizzato la decurtazione degli stipendi dei lavoratori “Seicento mila euro saranno restituiti in ritardo ed in due tranche – dice Santodirocco – e l'accordo sottoscritto in sede di conciliazione sindacale mette al riparo la società da ogni tipo di impugnazione. Invece di mettere le mani nelle tasche dei lavoratori, Ataf avrebbe dovuto avviare una seria azione di rilancio produttivo, oggi, al contrario, si ritrova a dover fare i conti con un'ulteriore diminuzione dei chilometri percorsi, e il conseguente taglio dei finanziamenti (circa 260 mila euro in meno) da parte della Regione per il mancato rispetto del contratto di servizio”.

Il programma presentato dalla Fast forniva proposte concrete ed alternative ad un “piano che si sta rivelando sciagurato”: efficientamento della flotta bus (con acquisto dei pezzi di ricambio e l'utilizzo dei bus  a metano);  internalizzazione del servizio di manutenzione dei mezzi,  formazione del personale e adeguamento delle attrezzature di diagnostica; riattivazione del telecontrollo della sosta tariffata; potenziamento del servizio antievasione su abbonamenti mensili e settimanali; verifica degli accordi sottoscritti con FerGargano.

Durissima la Fast sui disservizi e le relative perdite che Ataf continua a produrre: “Secondo un'analisi effettuata dalla segreteria del sindacato, l'Ataf è costretta quotidianamente ad annullare diverse corse urbane (una media di 5 corse al giorno) a causa di guasti, riuscendo a coprire 39 linee delle 45 previste. La causa è da ricercare nella vetustà dei mezzi, nella mancanza di pezzi di ricambio e nell'impossibilità di effettuare manutenzione. Il risultato? Diminuzione dei chilometri percorsi (una media di 300 km in meno al giorno) con conseguente taglio del contributo regionale e degli introiti della bigliettazione; di contro si registra un aumento dei disservizi per i cittadini e gravi ripercussioni sulla mobilità urbana. Un effetto devastante per la città e le già povere casse dell'azienda.

“Ad Ataf che è nelle condizioni di non poter acquistare pezzi di ricambio, abbiamo chiesto di rivisitare  gli accordi con FerGargano – aggiunge Santodirocco. Alla società di trasporto intermodale si potrebbe chiedere di intervenire a supporto dell'Ataf con mezzi in sostituzione dei bus guasti oltre che con le officine per il servizio di manutenzione. Ma anche in questo caso si è preferito fare orecchie da mercante e lasciare il trasporto pubblico locale alla mercè degli eventi, e di un sempre più inevitabile tracollo, frutto di una crisi strutturale sul piano della programmazione e di una pessima gestione. A questo proposito – conclude il segretario della Fast Mobilità Confasl provinciale - chiederemo al presidente Ferrantino di conoscere l'ammontare della liquidazione dell'ex direttore generale Di Cecca, e soprattutto di capire quali sono i motivi alla base della mancata nomina di un nuovo direttore generale. Sarebbe opportuno, oltre che urgente, procedere con l'individuazione di un manager in grado di riorganizzare l'intera struttura e programmare il servizio di trasporto pubblico”.

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