Acquedotto Pugliese assume 75 dipendenti, ma selezioni “inaccettabili e discriminanti”

Lo sostiene Ignazio Zullo, presidente del gruppo regionale dei ‘Conservatori e Riformisti’, che si rivolge al presidente Emiliano chiedendo di rivedere i criteri

Immagine d'archivio

L’Acquedotto Pugliese assumerà 75 dipendenti tra laureati e diplomati, ma i criteri di selezione – “discriminatori e inaccettabili” - non piacciono al presidente del gruppo ‘Conservatori e Riformisti’, Ignazio Zullo: “Proprio non riusciamo a capire la ratio che vede per alcune figure professionali, come gli ingegneri idraulici e i laureati in giurisprudenza, richiedere  un punteggio minimo di 110, mentre per gli altri laureati solo 100”

Questi gli interrogativi di Zullo: “Per quale motivi i 10 ingegneri idraulici e i due laureati in giurisprudenza devono avere un punteggio maggiore?  Cosa si nasconde dietro questa disparità di accesso alla selezione? Ma chi l’ha indetta si è messo nei panni di chi ha preso, per esempio, 109? O di chi pur avendo preso una votazione inferiore ha esperienza e master da vantare,  ma non può partecipare solo perché non ha preso 110? Emiliano le sa queste cose o pensa solo alle sagre? Ma come può consentire che si possa usare un differente metro di valutazione?  Non solo, ma lo sa che su queste cose si gioca la faccia e la fa giocare a un’intera classe politica?

L’esponente dei fittiani prosegue: “Per questo gli chiediamo di eliminare queste porcherie e di rivedere i criteri di selezione. Lo faccia per rendere trasparente  quella che è una grande opportunità lavorativa per molti giovani pugliesi e faccia anche chiarezza su un’altra  discriminazione, quella che prevede che i laureati siano assunti con una qualifica di terzo livello e i manutentori con quella di quarto. Ma lo studio avrà un valore nel mondo del lavoro oppure è carta straccia?”

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Zullo sottolinea e conclude: “Emiliano sa che ogni candidato deve versare la somma di 20 euro per sostenere le spese dell’iter selettivo. Insomma la società che valuterà le domande se la pagano i partecipanti. E’ vero che è ormai una prassi consolidata, ma non appare paradossale che per agevolare l’ingresso al mondo del lavoro vengano chiesti a  giovani disoccupati di versare 20 euro per partecipare a una selezione? Come dire che abbiamo tolto la marca da bollo per agevolare la partecipazione e poi l’abbiamo fatta rientrare dalla ‘finestra’!”

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