Non c’è più tempo da perdere: la Regione assuma i dipendenti della Provincia di Foggia

All’indomani dell’audizione in VII commissione lo chiedono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Rosa Barone e Grazia Di Bari, e il collega in via Capruzzi, Giannicola De Leonardis

Il Consiglio regionale

Bisogna accelerare i tempi e assumere i dipendenti delle province prima della scadenza del portale nazionale per la mobilità. In due distinte note stampa, a chiederlo sono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Grazia Di Bari e Rosa Barone, e Giannicola De Leonardis, presidente del Gruppo Area Popolare.

Queste le affermazioni delle due cinquestelle a margine delle audizioni in VII Commissione nel corso delle quali sono stati auditi, su invito del M5S, anche i dipendenti del settore Ambiente della Provincia di Foggia.  “Il Consiglio non può prorogare oltre l’agonia dei dipendenti delle Province. Auspichiamo che la discussione per il completamento della legge sul riordino delle province abbia luogo il prima possibile”

Per Barone e Di Bari c’è poi un ulteriore nodo da sciogliere e riguarda il comparto ambiente, “un settore che versa in una situazione di completa incertezza, poiché rientrando nelle competenze di materia concorrenziale con lo Stato, potrebbe essere gestito in maniera centralizzata, con il rischio che si decida di non prevedere personale dedicato e competente in alcuni territori della regione, come ad esempio Foggia o Lecce”.

Ha rimarcato Di Bari: “La disparità creatasi sul territorio pugliese è stata oggi palesata Infatti, al netto delle disposizioni nazionali c’è ancora incertezza sui modi in cui questa riforma verrà completata, ed alcuni enti provinciali dovranno essere riorganizzati, in ordine alle funzioni non fondamentali, ma che sui territori non si possono perdere”.


Il quadro evidenziato dai lavoratori della Provincia di Foggia è infatti piuttosto intricato, e ha lasciato emergere una situazione di assoluta discriminazione sul portale della mobilità. La domanda infatti risulta essere notevolmente superiore all’offerta, dal momento che sul portale nazionale sono stati inseriti sia i dipendenti delle funzioni non fondamentali, che ad oggi non hanno un’allocazione, che i lavoratori che la Regione ha deciso di assumere, come ad esempio i dipendenti della Polizia Provinciale e delle Biblioteche, e quelli le cui funzioni passeranno ai Comuni. Tale meccanismo consente di fatto a tali dipendenti una doppia scelta rispetto ai primi, che invece sono senza certezze, in attesa di una legge che chiarisca la loro situazione.

Ha concluso Rosa Barone: “Dopo questa audizione si è presa consapevolezza della necessità che la Regione operi in tempi celeri, al fine di approvare il DDL di completamento nel più breve tempo possibile restituendo quindi un minimo di certezza a questi lavoratori”.

Non sta a guardare nemmeno Giannicola De Leonardis: “Il termine fissato al prossimo 18 maggio per la ricollocazione – attraverso la mobilità - del personale inserito nel portale nazionale del Dipartimento della Funzione Pubblica, impone al Consiglio regionale una tempistica serrata e improrogabile per approvare in tempo utile la nuova Legge di riordino delle funzioni tra Regione, Province e Comuni e assumere così direttamente, dopo le 88 unità in precedenza appartenenti alla Polizia provinciale e da gennaio assorbite nella Sezione regionale di vigilanza, anche quelle impiegate nei contenitori culturali e nel turismo.

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In commissione De Leonardis ha sollecitato il vicepresidente della Giunta e assessore al Personale, Antonio Nunziante e i colleghi tutti, per portare già nella prossima settimana la proposta di legge attualmente in fase di elaborazione ed esame nel merito e nei contenuti alla sua stesura definitiva e approvazione nelle Commissioni pertinenti, e quindi all’attenzione e alla valutazione finale dell’Aula consiliare. “Un invito prontamente raccolto che lascia ben sperare per l’immediato futuro di questo provvedimento particolarmente importante per il territorio regionale e per la provincia di Foggia in particolare, che non possono perdere professionalità decisive per il mantenimento e la crescita di contenitori culturali parte integrante della nostra storia e della nostra anima”

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