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Quasi quaranta lavoratori in mezzo ad una strada dopo il decreto "Salva-Banche", oggi arriva uno spiraglio

37 i dipendenti di Apulia Prontoprestito rimasti nel limbo a causa della mancata fusione con la controllante banca Apulia. De Leonardis ottiene una task force regionale

“Era una vertenza sconosciuta alla task force regionale per l’occupazione e allo stesso esecutivo, quella dei 37 dipendenti di Apulia Prontoprestito, per gran parte della provincia di Foggia, da anni impegnati per la salvaguardia del proprio posto di lavoro. Oggi nell’aula consiliare ho potuto finalmente discutere l’interrogazione da me presentata nel marzo scorso con l’assessore al ramo, Sebastiano Leo ricostruendo la vicenda partendo dagli inizi, dalla nascita di Apulia Prontoprestito spa nel dicembre 2004 come costola di Banca Apulia, per l’erogazione dei finanziamenti attraverso una rete di intermediari operanti sull’intero territorio nazionale, con quotazione in Borsa" così il consigliere regionale Giannicola De Leonardis. "La crescita della società è stata esponenziale, fino a raggiungere nel 2008 oltre 1 miliardo di finanziamenti erogati e la collocazione tra i principali operatori nazionali. Poi ha operato un importante processo di ristrutturazione interna, con l’istituzione di comparti specifici e l’aumento conseguente del proprio personale prima attraverso forme interinali e poi con processi di stabilizzazione, passando dalle 13 unità nel 2006 alle 37 nel 2016. Nel maggio 2010 Banca Apulia è stata poi assorbita dal gruppo Veneto Banca, e  Apulia Prontoprestito avrebbe dovuto essere a sua volta incorporata in Banca Apulia, con approvazione arrivata nei rispettivi Consigli di Amministrazione, ma l’operazione non è mai avvenuta."

"Veneto Banca come sappiamo ha poi vissuto una grave crisi, sfociata nella sua messa in liquidazione coatta amministrativa il 25 giugno 2017, dopo l’entrata in vigore del decreto legge n. 99, il cosiddetto ‘Salva Banche’, che ha previsto anche il transito della parte attiva delle due banche interessate e di gran parte delle maestranze, pari a circa 10mila unità, alle dipendenze di Intesa San Paolo spa. Ma l’emanazione del decreto ‘Salva Banche’ ha però sospeso definitivamente il progetto di fusione di Apulia Prontoprestito nella propria controllante Banca Apulia, e sancito il mancato transito del personale alle dipendenze di Intesa San Paolo, a differenza di quanto accaduto al personale di Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, Banca Apulia e Banca Nuova. E paradossalmente, mentre 37 dipendenti qualificati continuano a vivere una situazione professionale e lavorativa drammatica, un accordo sindacale di Intesa San Paolo siglato il 21 dicembre dello scorso anno ha previsto nuove assunzioni per circa 1.500 lavoratori". 

"Ho chiesto così all’assessore Leo di sostenere i lavoratori e le loro famiglie nella richiesta di interloquire con i Commissari Liquidatori, il management di Intesa San Paolo e lo stesso Governo nazionale - conclude De Leonardis-, per estendere anche al personale impiegato in Apulia Prontoprestito le garanzie offerte ad altri colleghi, salvando così il loro posto di lavoro. Una richiesta accolta, con l’assicurazione dell’intervento in tempi brevi della task force regionale prima, e dello spostamento della vertenza sul piano nazionale poi”.

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