Approvato il Piano del Parco del Gargano. Le associazioni: "Avrà una ricaduta positiva sui comuni”

Iter era stato avviato 17 anni fa da Fusilli. La soddisfazione del Centro Studi Naturalistici Foggia, Club Alpino Italiano Foggia, Pronatura e WWF Foggia

Un'immagine dal profilo FB del Parco

La Comunità del Parco ha espresso ieri pomeriggio all'unanimità il proprio parere favorevole al Piano del Parco del Gargano, sbloccando finalmente un iter avviato ben diciassette anni fa dal compianto Matteo Fusilli. A ventidue anni dalla sua istituzione, il Parco Nazionale del Gargano ottiene il tanto atteso parere favorevole della Comunità del Parco per il Piano del Parco e per il Piano pluriennale economico e sociale. L’approvazione è arrivata ieri all'unanimità dai 13 sindaci presenti alla riunione svoltasi presso la sede dell’Ente a Monte Sant'Angelo. 

Ora sarà possibile espletare gli ulteriori passaggi di legge con la Regione Puglia per giungere alla sua definitiva approvazione. Il risultato di ieri, osservano le associazioni CSN  CAI  Pronatura  e  WWF, rappresenta un grande successo per il territorio dell'area protetta e per l'attuale Consiglio direttivo dell'Ente parco, che, nonostante la mancata nomina del nuovo presidente, sta dimostrando in questi mesi un evidente cambio di passo rispetto alla precedente gestione, perseguendo obiettivi concreti e tangibili, piuttosto che inseguendo risultati di mera facciata, come avvenuto in passato.

Il Piano del Parco è sicuramente per un Parco Nazionale il più importante documento di regolazione dell'area protetta. È uno strumento che dà certezze ai cittadini, alle amministrazioni locali e agli operatori economici, i quali hanno a disposizione norme precise che li aiutano ad orientare le proprie attività ed iniziative di sviluppo nel rispetto dei valori ambientali tutelati dal Parco. La sua importanza sta non solo nella capacità di tutelare l'area protetta ma ancor più di indicare la strada a tutti gli attori locali per uno sviluppo socioeconomico che sappia valorizzare fino in fondo la ricchezza ambientale, storica, paesaggistica e culturale insita nei suoi territori. La sua approvazione non è quindi solo un adempimento formale, ma avrà una concreta e positiva ricaduta su tutti i comuni del Gargano.

All'inizio di gennaio, ricordano CSN  CAI  Pronatura  e  WWF,  ben 13 associazioni ambientaliste nazionali avevano presentato il dossier "Una rinnovata visione per il Parco Nazionale del Gargano" nel quale, facendo un bilancio dell'insoddisfacente stato di salute dell'area protetta e proponendo soluzioni per le diverse emergenze riscontrate,  si evidenziava l'importanza fondamentale del Piano del Parco. Nel documento si ricordava che "Il Piano del Parco ed il Piano Pluriennale socioeconomico prevedono otto progetti strategici: Biodiversità, Mobilità, Fruizione, Masserie, Cultura e turismo, Ambiente lagunare e fascia costiera, Tremiti, Paesaggio delle tradizioni e dell’innovazione. Questi progetti, dettagliatamente illustrati negli strumenti di pianificazione, mirano a costruire una ‘progettualità’ territoriale assai più vasta di quella direttamente attivabile e controllabile dall’Ente Parco. In questo senso l'azione del Parco e la qualità dei progetti da attivare dovrebbero costituire il lievito con cui far crescere nel territorio una cultura della tutela e della valorizzazione. Senza questi strumenti di pianificazione il rapporto del Parco con la ‘progettualità territoriale’ perde valore."

La mancanza del Piano, evidenziano ancora CSN  CAI  Pronatura  e  WWF, ha reso finora il Parco un attore poco utile allo sviluppo locale. Il prossimo e immediato passaggio per il Consiglio direttivo sarà la riqualificazione del bilancio del Parco, con la destinazione delle ingenti risorse finora non spese  in favore delle reali economie della Comunità del Parco. Il suggerimento che fanno le Associazioni è che l'Ente parco tenga conto sin d'ora, nella sua attività di programmazione, di questo fondamentale atto di indirizzo, ormai rafforzato dalla condivisione dei sindaci del Gargano, per consolidare questo cambio di passo e dare finalmente una svolta alla più importante area protetta pugliese.

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