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Decathlon a Foggia? Non c'è ancora alcuna firma: "Siamo in fase di esplorazione"

Prima o poi potrebbe aprire uno store in città, ma per il momento non è stato siglato alcun accordo. A precisarlo è Emmanuel Caternolo, Area Leader Sud Est: "L'unica promessa è che ci lavoreremo"

"I nostri responsabili dello sviluppo immobiliare adesso sono a lavoro per cercare di individuare la posizione migliore che sia per noi una buona opportunità a livello commerciale per poter aprire un negozio a Foggia. Ma, ad oggi, non abbiamo ancora siglato alcun accordo, non c'è alcuna firma, il che significa che siamo in fase di esplorazione". Emmanuel Caternolo, Area Leader Sud Est di Decathlon Italia, ora di stanza in Puglia, ridimensiona i toni sensazionalistici scaturiti da una sua dichiarazione a corredo del comunicato stampa lanciato una settimana fa per annunciare l'inaugurazione a Taranto del settimo negozio pugliese. Un solo rigo è bastato a scatenare l'entusiasmo nella città capoluogo e in provincia che sognano da anni i grandi gruppi, che oggi nella migliore delle ipotesi distano almeno 100 chilometri: "I nostri prossimi progetti riguardano l'area di Foggia e l'area costiera Fasano-Monopoli-Polignano - si leggeva - e speriamo di poter soddisfare quanto prima gli appassionati di sport di queste località”.

Ma per il momento, non c'è nulla di concreto, siamo nel campo dell'ipotesi, e l'Area Leader, contattato da FoggiaToday nella speranza che potesse esplicare meglio il concetto, ci tiene a ristabilire una corretta informazione per rendere un buon servizio ai foggiani, non deluderli e soprattutto non alimentare false speranze. "Già da tanto tempo, in realtà, stiamo lavorando su Foggia per cercare di capire quale sia la posizione adatta, dove poter aprire e quando - chiarisce - Una volta aperto il negozio di Taranto che si sta concretizzando adesso, le nostre energie verranno riversate sull'area di Foggia e sull'area di Monopoli per intercettare anche l'area di Fasano e Polignano. Questi sono i due prossimi progetti per completare la visione immobiliare dello sviluppo in Puglia".

Già nel lontano 2010, vale a dire la bellezza di 11 anni fa, Decathlon sembrava a un passo da Foggia. Il Consiglio comunale, dopo tanto penare a colpi di rinvii, approvò una variante al Piano regolatore vigente, richiesta dalla ditta Sidi Srl, committente del progetto Decathlon, semaforo verde al nuovo insediamento produttivo. Ma sei anni dopo, proprio dove doveva arrivare lo store di articoli sportivi, è comparsa l'insegna di Globo. All'epoca lui non si occupava dell'Area Sud Est.

Per quanto non si sbottoni sulle attuali interlocuzioni, garantisce personalmente che i responsabili dello sviluppo immobiliare non lasciano nulla di intentato e "sicuramente cercano di non tralasciare nessuna opportunità, anche perché siamo straconvinti che oggi Foggia abbia tutto il diritto di avere un negozio Decathlon - afferma Caternolo entrando negli aspetti più propriamente commerciali, il suo regno - potrebbe essere una grande opportunità per il territorio. L'unica promessa è quella che ci lavoreremo, dopo Taranto le prossime priorità sono sicuramente la zona di Foggia e la zona di Monopoli".

Oggi Decathlon conta 135 store, e sarebbe riduttivo definirli semplicemente negozi, perché sono anche incubatori di progetti marcatamente sociali e sostenibili, dove vivere l'experience dello sport. 

Quando parla dell'area di Foggia, intende Foggia città oppure anche i comuni della Provincia?

No, Foggia e l'area intorno alla città, fino alla zona del nuovo centro commerciale.

Come mai escludereste categoricamente altri comuni?

Il bacino più grande di abitanti si trova a Foggia. Quindi se vogliamo servire il maggior numero di persone possibili è lì che dobbiamo lavorare. C'è anhe un'Università che è molto importante. Sicuramente il nostro bacino principale è lì. È semplicemente una questione numerica, non c'è nessun altro motivo. Si guarda alla città dove c'è il maggior numero di persone che rappresentano il bacino potenziale di mercato e lì si va ad aprire. E poi pensiamo che è il capoluogo di provincia e meriti un'operazione di sviluppo di questo genere.

Avete avuto interlocuzioni con il Grandapulia, per esempio?

Ne stiamo avendo con tanti interlocutori. Chiaramente, verifichiamo le proposte, cerchiamo di capire che tipo di progetto si può fare, perché adesso, in un momento in cui il digitale sta prendendo sempre più piede, anche le dimensioni dei nostri negozi cambiano: sono lievemente più piccoli rispetto a quelli che aprivamo nel passato. Quindi dobbiamo cercare di trovare il giusto compromesso tra superficie, sostenibilità, posizione e, quando lo troveremo, sicuramente sarà un altro bel passaggio per poter completare quantomeno le province della Puglia, perché a questo punto manca soltanto Foggia.

Che tipo di valutazioni fate quando aprite uno store? Quali altri dati valutate?

Sicuramente in tutte le operazioni di sviluppo la posizione è molto importante, è l'elemento determinante. Poi anche la sostenibilità economica. Si fanno dei calcoli sul numero di abitanti nelle zone a 10-20 o 30 minuti per vedere un po' quale può essere la clientela. Queste, per grandi linee, sono le valutazioni che facciamo: secondo le stime, l'attività può realizzare X, e in base a questo X decidiamo quanti metri quadri sono necessari per rendere il progetto sostenibile.

Adesso quali sono le dimensioni degli store?

Mediamente i nuovi negozi hanno una superficie di 2000-2500 metri quadri. Una volta eravamo intorno ai 3mila. Quello di Taranto è un progetto molto particolare perché siamo entrati dove c'era Auchan ed è subentrata Conad e quindi avevamo una determinata superficie da occupare. Più vicini siamo al centro, più piccole sono le superfici.

Non costruite ex novo?

A volte ci sono costruzioni ex novo, a volte subentriamo. Quando parliamo di negozio ex novo ci affidiamo a chi crea il progetto. A volte siamo entrati in posti in cui non c'era niente, quindi in zone commerciali che dovevano ancora nascere, altre volte in retail park, come nel caso di Casamassima, Modugno, o altre volte addirittura dentro il centro commerciale, come nel caso di Taranto.

Prima o poi, però, Decathlon potrebbe aprire a Foggia, mettiamola così.

Ci metteremo tutto l'impegno perché questa cosa si realizzi. Che apra a Foggia, non avendo firmato nulla, non posso assolutamente affermarlo e non lo avevo affermato neanche precedentemente.

Che impressione avete di Foggia?

Noi pensiamo che attraverso lo sport si possano trasmettere tanti messaggi positivi, in collaborazione anche con le amministrazioni che hanno questa volontà. Siamo rimasti piacevolmente stupiti anche da Taranto, da tutti i progetti in corso, dalla voglia di riqualificare una città che è salita agli onori della cronaca per motivi legati all'Ilva, all'inquinamento e alla cattiva qualità della vita. In realtà ci sono dei bellissimi piani di riqualificazione della città e noi speriamo di poter dare il nostro piccolo contributo. Stessa cosa vale per Foggia. Sono tutte città che possono vedere nello sport, nel turismo, nel fare rete, dei motivi di rilancio importanti. Noi crediamo di poter essere anche questo per i territori: una piattaforma che possa mettere in collegamento vari interlocutori - le associazioni sportive, le scuole, i Comuni, le aziende - per creare valore positivo. Questa è la volontà: far gravitare intorno ai valori dello sport le idee di sviluppo delle città.

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