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Puntellamenti in via Kennedy

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Carlantino, D’Amelio: “A 9 anni dal terremoto ricostruzione ferma al palo

Il 31 ottobre del 2002 un violento sisma colpì e distrusse alcune abitazioni di Carlantino e Celenza Valfortore. Alcune case starebbero per crollare. D'Amelio chiede alla Regione lo sblocco dei fondi

Sono trascorsi 9 anni dal terremoto di magnitudo 5,4 gradi della scala Richter che alle 11.32 del 31 ottobre colpì il Molise e anche alcuni paesi del subappennino dauno, Carlantino e Celenza Valfortore su tutti. In quell’occasione a San Giuliano di Puglia 27 bambini e una maestra morirono schiacciati dalle macerie del crollo di una scuola.

A una settimana dall’anniversario del sisma, il sindaco di Carlantino, Dino D’Amelio, chiede che vengano sbloccati i fondi alla Regione per procedere alla ricostruzione delle zone del paese colpite maggiormente; ricostruzione che – come denuncia il primo cittadino – sarebbe ferma al palo: “La vera emergenza sono le case danneggiate che rischiano di crollare. Servono fondi straordinari, non possiamo intervenire con soldi nostri perché non ne abbiamo”. terremoto 2-3

Le case disabitate starebbero per crollare. Infiltrazioni d’acqua starebbero mettendo a rischio la stabilità delle abitazioni confinanti. A Carlantino sono state sistemante solo le abitazioni classe A (la prima abitazione con ordinanza di sgombero totale) mentre restano ancora senza interventi 6 abitazioni di “classe B” (la prima abitazione con ordinanza di sgombero parziale) e 18 di “classe C” (la prima abitazione senza ordinanza di sgombero).

I proprietari delle abitazioni colpite dall’evento tellurico e soggette a ordinanza di sgombero, hanno beneficiato dell’esenzione parziale dell’ICI e della Tarsu. Ma il comune di Carlantino è ancora in attesa del rimborso con gravi ripercussioni sul bilancio comunale. Infine, ci sarebbe anche il problema del rimborso dell’I.V.A. sulle spese per i lavori di ricostruzione.

Il nono anniversario del sisma arriva fra diverse criticità e molte paure. “Chiediamo alla Regione Puglia lo sblocco dei fondi a noi destinati – conclude il sindaco – così come già verificatosi per i comuni molisani. Perché questa disparità di procedure?”.

Nei prossimi giorni, a Carlantino si riunirà la giunta comunale per chiedere ufficialmente la proroga dello stato di emergenza che scade il prossimo 31 dicembre.

31 OTTOBRE 2002 - ore 11.33, un violento sisma crea il panico fra gli abitanti di Carlantino e Celenza Valfortore. La scossa, di magnitudo 5,9 della scala Ritcher (VIII-IX della scala Mercalli), fa saltare i cittadini dalle sedie facendoli riversare per strada. Chi stava in campagna testimonia di aver visto il terreno spaccarsi in due e di aver sentito dei forti boati. Il terremoto ha il suo epicentro in provincia di Campobasso e colpisce anche altri comuni della Capitanata ma la tragedia più dolorosa si verifica proprio in Molise, a San Giuliano di Puglia, dove il crollo di una scuola pubblica provoca la morte di ben 27 bambini e una maestra. Anche il giorno seguente, il 1 novembre del 2002, si registra un’altra forte scossa di poco inferiore per intensità alla prima. Carlantino, così come Celenza, per i danni subiti al patrimonio edilizio, rientra subito nella cosiddetta “Prima fascia”, quella dei paesi “gravemente colpiti” dall’evento tellurico. Il sindaco del comune della diga di Occhito è costretto a firmare 110 ordinanze di sgombero, sfollando 28 nuclei familiari per un totale di circa 90 persone. Di queste, alcune trovano sistemazione nelle roulotte altre hanno preferito cercare ospitalità da parenti e amici. Le case rurali danneggiate dal sisma sono quasi tutte da abbattere. A distanza di poche ore dal tragico evento, a Carlantino è già operativa la Croce Rossa del C.O.E. 3 (Centro operativo emergenze), giunta da Verona. I volontari, per metà giunti da Lucca e per l’altra arrivati dalla provincia di Foggia, allestiscono un campo per gli sfollati distribuendo pasti caldi ai senza tetto. Mai in questi comuni posti sul versante nord dei Monti Dauni l’inverno appena arrivato ha fatto tanta paura ai cittadini rimasti senza il tepore di una casa.

 

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