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“Restart” di Amiu a Foggia: “Necessario rivoluzionare il servizio”

Presentato il servizio sperimentale di raccolta differenziata dei rifiuti organici che partirà il 19 dicembre in alcune zone della città

Il progetto pilota della raccolta differenziata della frazione organica in alcune zone della città è il “restart” di Amiu Puglia. Il presidente Paolo Pate, alla sua prima uscita pubblica a Foggia a un mese esatto dalla nomina, la vede come una ripartenza. La prima parte della conferenza stampa convocata dalla commissione che gestisce il Comune di Foggia e dall’azienda dell’igiene urbana è, più che altro, un rewind, perché la città, in passato, ha già assistito all’avvio di altri servizi sperimentali che non hanno sortito gli effetti sperati. In una forma didascalica, sono state illustrate le regole per una corretta raccolta differenziata. Poi Amiu e commissari si sono sottoposti al fuoco di fila della stampa, poche ore prima della manifestazione di protesta annunciata prima che fosse indetto l'incontro con i giornalisti. Non fanno mistero delle ultime criticità, legate soprattutto ai conferimenti in discarica.

La scelta politica dei commissari: Amiu Puglia per altri nove anni 

Il contratto di servizio non è stato ancora sottoscritto, e Amiu Puglia si augura di farlo al più presto: “Solo attraverso un arco temporale che può consentirci di prevedere degli investimenti e quindi una attività a più ampio raggio possiamo finalmente dare le risposte che i cittadini foggiani meritano”, ha detto il presidente Pate. Sull’eventualità di procrastinare la scelta politica di Amiu i commissari sono stati categorici: “Noi siamo qui per risolvere i problemi, non per lasciarli galleggiare senza affrontarli. Non era un contratto quello che legava il Comune con Amiu”, ha affermato Marilisa Magno. “Noi non abbiamo deciso a cuor leggero, le riunioni che abbiamo avuto con Amiu sono state estenuanti, giornate intere”. Chi oggi protesta, dice in buona sostanza, avrebbe potuto farlo negli ultimi nove anni di affidamento.

Rispondendo ai cronisti, farà notare come in caso di inadempienze, questa volta, sia prevista la clausola che comporta finanche la rescissione del contratto: “Nel futuro, Amiu non funziona, non va bene? Si fanno le contestazioni e si può arrivare fino alla risoluzione contrattuale, non c’è niente di definitivo da qua a nove anni. Mettiamoci in gioco tutti e vediamo se Amiu risponde a quelle che sono le nostre valutazioni e quelle che sono le loro garanzie per questo servizio”. Il Piano industriale non sarà corretto alla luce delle osservazioni di associazioni e comitati che hanno rilevato anomalie ed errori: “Non è vero che quel piano è sbagliato. Noi abbiamo avuto i dati della Tari”, replica la commissaria. Il dato sugli inerti, ammetterà però il direttore generale di Amiu, l'ingegnere Antonello Antonicelli, “è sbagliato, non è utile, efficace e rispondente alla norma”.

Come funziona il servizio sperimentale di raccolta della frazione organica

L’azienda ha scelto di partire dalla frazione organica perché è quella che le utenze domestiche producono in maggiore quantità. Nei primi tre mesi saranno registrati puntualmente i dati di raccolta ogni settimana, fa sapere il direttore generale di Amiu. La raccolta stradale di prossimità partirà nel quadrilatero compreso tra corso del Mezzogiorno ad Est, viale Virgilio a Sud, viale Michelangelo a Nord e via Gandhi ad Ovest. Saranno coinvolti circa 30mila abitanti, pari a 12mila utenze. I rioni interessati sono Cep, San Lorenzo, Spelonca, Macchia Gialla e Parco dei Fiori.

Già a partire da oggi saranno posizionati uno o due carrellati da 240 litri accanto agli altri cassonetti. Il servizio partirà lunedì 19 dicembre. L’umido potrà essere conferito tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 12.30 alle 24, orario valido dall’1 ottobre al 30 aprile, e dalle 18.30 alle 24 nel periodo che va dall’1 maggio al 30 settembre. L’Amiu conta di raggiungere circa 50 tonnellate a settimana di rifiuti organici differenziati che saranno conferiti nell’impianto di compostaggio di Maia Rigenera a Lucera.

Cosa si intende per frazione organica è presto detto: scarti di cibo, frutta e verdura, scarti di carne e pesce, pasta, pane, fondi di caffè, filtri di tè, gusci di uovo, fiori recisi, piccole piante, ceneri di legna spente, tappi di sughero, tovaglioli e fazzoletti di carta sporchi, imballaggi in plastiche biodegradabili e compostabili, stoviglie compostabili. I rifiuti dovranno essere conferiti in buste biodegradabili.

La società Mediafarm si è occupata della campagna di comunicazione e sensibilizzazione ‘Il futuro nelle tue mani’. che prevede anche incontri negli istituti scolastici, oltre ad uno spot e brochure.

Cassonetti intelligenti e centri comunali di raccolta, nessun vincolo al Pnrr

Il Piano industriale, prevede, come noto, l’implementazione dei servizi tramite la fornitura di 1250 cassonetti intelligenti, la realizzazione di 3 centri comunali di raccolta (Ccr) e attrezzatura con Rfid per la raccolta porta a porta alle utenze non domestiche che somministrano alimenti e grandi produttori, candidate a finanziamento nell’ambito del Pnrr. Entro il 20 dicembre dovrebbe arrivare il verdetto. “A Foggia è necessario rivoluzione tutto il servizio – ha detto il dg Antonicelli - Come lo facciamo? Con le attrezzature del Pnrr. E se non arrivano le risorse, l’acquisto delle attrezzature e la realizzazione del Ccr non è vincolato al Pnrr e, appena avremo la sottoscrizione del contratto, dal giorno dopo saremo impegnati formalmente ad attuare il Piano industriale e quindi a realizzare il Ccr, comprare i cassonetti intelligenti e tutto il resto. Se arriveranno i finanziamenti del Pnrr, questo determinerà un risparmio per la collettività e gli oneri di ammortamento che sono previsti non saranno più riconosciuti all’azienda, perché ci saranno le risorse pubbliche”.  

A proposito di Pnrr, si apprende oggi che il progetto di un impianto di compostaggio a Foggia presentato dall’Ager non è stato finanziato, perché non si è collocato in posizione utile in graduatoria. “La nostra idea industriale – ha spiegato Antonicelli - è quella di rimettere in moto un impianto di trattamento della differenziata che possa andare a sostenere dal punto di vista occupazionale i lavoratori e, nell’ipotesi in cui fosse dismesso il Tmb da qui a 3 o 4 anni, in grando darci la possibilità di lavorare sugli impianti del riciclo e del recupero. Se l’impianto Tmb dovesse essere ancora necessario, ci candideremo a gestirlo”.

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