Amgas: ok al piano di risanamento quinquennale del gruppo energetico

Per il personale blocco del turn over fino al 2016 con riduzione di spese e straordinari nell'ordine del 20/25%. Rilanciare il marchio Amgas Blu a livello provinciale. Fusione Amgas Rosso e Amgas Viola

Per Amgas il passaggio è storico.  La data di oggi, venerdì 17 giugno, rappresenta un vero e proprio spartiacque per il gruppo energetico foggiano che si lascia alle spalle anni di scelte politiche sbagliate, poco lungimiranti e altrettanto poco all’altezza della sfida che andava profilandosi sui mercati energetici nazionali ed internazionali, all’origine di una massa debitoria  sotto la quale l’azienda di via Manfredi, un tempo gioiello di famiglia, rischiava di sprofondare.

Una massa incontrollata di consulenze esterne, 5 milioni di euro per un progetto di vaso espansore mai realizzato e quel ricco e colorato corollario di società controllate sulle quali scaricare quelle sacche di clientelismo finanziariamente insostenibili per il Comune di Foggia, che ne avrebbero decretato il crack. Ma l’amministratore unico Massimo Russo ha rispettato in pieno il mandato conferitogli: a riconoscerlo questa mattina lo stesso sindaco Gianni Mongelli, presente alla conferenza stampa indetta in via Manfredi per presentare il rigoroso piano di risanamento che entro fine mese porterà alla creazione della NewCo - con la cessione dell’80% delle quote alla trevigiana AscoPiave e l’incasso di 11 milioni di euro - ed entro fine anno al pagamento di tutti i creditori.

L’accordo con questi ultimi (in primis Edison ed Unicredit) è stato trovato, il piano di ristrutturazione del debito da 40 milioni di euro accettato dal Tribunale ed omologato. Certo il piano di rilancio – che è quinquennale - è rigoroso. La cura dimagrante da cavallo, tanto per il personale che assorbe un capitolo di spesa importante  (qui blocco del turn over fino al 2016, con riduzione spese per straordinario ed indennità nell’ordine del 20-25%), quanto per servizi e, va da sé, consulenze: 700 mila euro qui la quota da recuperare.

Ma prevede anche il rilancio del marchio Amgas Blu a livello provinciale per incrementare il pacchetto clienti. Fino alla fusione (come da piano di riordino deliberato due giorni fa dal consiglio comunale) delle due società controllate “sane” rimaste in piedi - Amgas Rosso e Viola, il cui percorso di risanamento partirà già lunedì prossimo -  ed alla liquidazione di Amgas Verde, non prima però della cessione delle quote comunali nei progetti energetici Wind 1 e Wind 2.

Sulla stessa via dovranno incanalarsi ora le altre due aziende comunali, Amica ed Ataf. La prima in particolare presenta la situazione più drammatica e attende di passare in amministrazione straordinaria per evitare il fallimento. Ma per Amgas il risultato è storico e il ringraziamento è andato anche a lavoratori e sigle sindacali “che hanno compreso prima di altri – ha concluso Russo - che il risanamento dell’azienda serviva soprattutto a loro”.

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