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"Il giorno della svolta" del Gino Lisa. Piemontese: "Foggia diventa grande". Emiliano: "Ora è uguale agli altri aeroporti"

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e l'assessore al Bilancio Raffaele Piemontese, che si è occupato del dossier dei lavori, hanno mostrato oggi la pista allungata a 2 chilometri

 

Si sente l'odore del bitume ancora fresco. Gli operai della ditta De Bellis hanno lavorato per venti giorni anche sabato e domenica, e l'ultima foto ricordo è con loro, insieme a un sentito grazie. Peraltro alle spalle, nello scatto, c'è il dipartimento di Emergenza Urgenza del Policninco, l'en plein. Se non fosse per il Covid oggi forse sarebbe già il tempo dei test. Ora la pista dell'aeroporto Gino Lisa di Foggia è lunga 2 chilometri, con una corsa utile al decollo di almeno 1900 metri. Per l'atterraggio bastava anche la vecchia, e i freni.

Fa impressione pensare che sotto i carrelli prima che il Gino Lisa chiudesse c'era un ordigno bellico da 60 chili e altri sparsi qua e là. "Poteva esplodere quando atterrava un aereo", dice oggi l'assessore regionale Raffaele Piemontese, che ha disincagliato il dossier a Bruxelles con l'intuizione dell'hub della Protezione Civile. Che sia stata un'idea geniale lo conferma il vicepresidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Vasile: "Il fatto di avere la base della Protezione Civile a Foggia consentirà a questo aeroporto di avere una vita normale". E di essere uno scalo sostenibile. 

"Abbiamo espropriato 11 ettari, abbiamo abbattuto opere abusive", sono i fatti di Piemontese, che mostra indicandoli con un dito. Dove fino a poco tempo fa passavano le macchine c'è l'aeroporto. Mancano solo "opere di rifinitura" e a metterci la firma è il Responsabile Unico del Procedimento, l'ingegnere Donato D'Auria. Prima del collaudo "bisognerà completare le lavorazioni, rimontare i fognoli di bordo pista e provvedere alle opere di segnaletica, in particolare gli aiuti visuali luminosi delle luci di pista". A occhio e croce possono volerci tre mesi. Le opere principali consistevano nelle deviazioni delle condotte dell'acqua e della fogna, è stato completato anche lo spostamento dei cavi della Tim e dopo il collaudo dell'Acquedotto è stato possibile demolire il tratto di strada che era stato consegnato dal Comune.

A bordo dei Suv Michele Emiliano e Raffaele Piemontese scortano i giornalisti fino alla fine della pista, mentre una serie di escavatori continuano a lavorare ai lati dell'asfalto. "Abbiamo concluso un'impresa che sembrava impossibile solo 4 anni fa - ha detto il presidente della Regione Puglia - Non ci siamo rassegnati mai. E abbiamo fatto finalmente dell'aeroporto di Foggia un aeroporto uguale a tutti gli altri della Puglia". In premessa chiarisce: "Nessun trionfalismo", tanto per rispondere agli avversari - senza fare nome e cognome - che gli attribuiscono una 'sceneggiata'. Ricorda come funziona: le delibere Cipe "non vengono certo formate su iniziativa dei ministri ma su iniziativa delle Regioni, che chiedono soldi al governo e il governo li mette a disposizione. Nessuno si può appropriare al governo di una decisione del genere che viene dal proprietario dell'aeroporto che era la Regione Puglia, che all'epoca era rappresentata da Nichi Vendola. Questi soldi non bastavano, quindi abbiamo dovuto aggiungere altri milioni di euro e stiamo finalmente realizzando un sogno della Capitanata".

Direttamente dalla pista, il governatore uscente lancia un appello alle "compagnie aeree che hanno desiderio di utilizzare quest'aeroporto" affinché prendano "il più in fretta possibile contatto con noi anche perché sono possibili anche incentivi importanti". Perché il punto vero è che "bisogna trovare i vettori, non si fa come hanno fatto in passato a Foggia che coi soldi del Comune hanno finanziato un'impresa disastrosa che ha fatto precipitare il Comune e non ha portato i foggiani da nessuna parte".

È andato a ripescare la Federico II. È forse ottimista quando dice ai microfoni che "questo aeroporto potrà essere operativo tra poche settimane". Se tutto va bene, entro l'estate prossima sarà davvero pronto. "Lo abbiamo trasformato nella base più importante della Protezione Civile italiana. Qui attorno sorgeranno imprese e tutte le attrezzature necessarie a fare di Foggia il punto di riferimento in caso di disastro di tutta l'area sud est dell'Unione Europea. È una roba grossa. I costi saranno ammortizzati anche dall'investimento pubblico legato alla base della Protezione Civile e i costi per le compagnie aeree saranno inferiori". Potranno atterrare aerei fino a 150 passeggeri, modello A319. "Abbiamo fatto un lavoro imponente - se ne compiace oggi Raffaele Piemontese - È la giornata della svolta".

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