Martedì, 19 Ottobre 2021
Economia Via Napoli

L'altra faccia dell'Alberghiero 'Einaudi': quella che progetta, produce e sforna talenti

Dai progetti alternanza scuola lavoro alle vittorie nei concorsi a carattere nazionale, fino al progetto 'Ci sono anch’io', realizzato interamente con ragazzi BES o diversamente abili

L’I.I.S. “Einaudi” di Foggia ultimamente è assurto agli onori della cronaca con una certa frequenza, ma sempre, purtroppo, per motivi che hanno poco a che fare con quella che è la mission istituzionale di un istituto professionale. Ma l’Einaudi non è solo ciò che appare sui giornali o in tv (vedi Striscia La Notizia). L'Alberghiero, nonostante le mille difficoltà, fa l’impossibile per assicurare ai propri ragazzi una formazione di qualità e concedere loro un’opportunità da spendere nel mondo del lavoro.

In questi giorni un gruppo composto da un centinaio di ragazzi è partito per destinazioni sparse in tutta Italia, nell’ambito dei progetti di alternanza scuola lavoro, uno dei fiori all’occhiello dell'istituto di via Napoli. I ragazzi della classi 3, 4 e 5, a partire dal mese di dicembre e fino alla fine del mese di maggio, si sono alternati nelle varie strutture convenzionate con l'istituto ed hanno dato dimostrazione della qualità degli apprendimenti ottenuti al punto di meritare lettere di encomio e proposte di lavoro per la prossima stagione estiva.

E che dire degli studenti che vincono primi premi assoluti in varie categorie in concorsi a carattere nazionale? La dimostrazione della volontà di non volersi arrendere alle inefficienze della pubblica amministrazione, però, è data dall’aver costruito, dal nulla e senza alcun aiuto - se non quello dell’opera dei docenti interni che si sono letteralmente rimboccati le maniche - due splendide aule enogastronomiche laddove una volta c’erano le aule utilizzate dall Facoltà di Medicina per le lezione dei corsi di Scienze Infermieristiche. 

Last but not least il progetto “Ci sono anch’io”, realizzato interamente con ragazzi BES o diversamente abili, sta dando l’opportunità a ragazzi meno fortunati di far vedere come la disabiltà sia più un ostacolo negli occhi di chi non vuol vedere, che non per chi, dotato di grande buona volontà e supportato da docenti in grado di motivarli, riesce ad offrire un servizio alla comunità scolastica e, al tempo, fare una pratica lavorativa che consente di accumulare preziosa esperienza.

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