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Economia

Al Lab Artefacendo: spiriti bollenti a confronto con le istituzioni regionali

Annibale D’Elia ha fatto il punto sulle proposte regionali a favore della partecipazione delle nuove generazioni ai processi economici, sociali, culturali del territorio.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Si è tenuto venerdì 6 giugno, nella sede Artefacendo Lab di San Marco in Lamis in  Viale Dante Alighieri, l'incontro “Laboratori Urbani ieri, oggi, domani”: il dirigente dell'Ufficio Politiche Giovanili e Legalità nonché responsabile del progetto “Bollenti Spiriti” Annibale D'Elia ha incontrato la città e i ragazzi per fare il punto sulle proposte regionali a favore della partecipazione delle nuove generazioni ai processi economici, sociali, culturali del territorio.

L'incontro ha visto la presenza di ragazzi dei Lab Urbani di San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis, oltre a rappresentanti dell'amministrazione e delle istituzioni e a “giovani” di ogni età, ed è stato animato da confronti su temi disparati: in particolare, si è discusso sull'importanza degli spazi aggregativi nell'ideare, pianificare, agire per scuotere la situazione socio-economica attuale, e sul ruolo fondamentale delle  istituzioni e della cittadinanza non solo nell'appoggiare ma nel prender parte a questo flusso di novità. Il dibattito è servito a un livello pratico anche a vagliare proposte per ampliare lo spettro d'azione dei laboratori esistenti, a proporre idee per stimolare la crescita, a insistere sull'importanza del consolidare reti esistenti e crearne di nuove; ma è servito pure a ribadire ancora una volta l'importanza del vincere la sfiducia e l'arrendevolezza tipiche della mentalità di paese e, piuttosto, invogliare a partecipare.

Dopo la presentazione degli obiettivi, dei programmi e delle attività già in corso al Lab Artefacendo (una delle 151 realtà territoriali create proprio col progetto dei “Bollenti Spiriti”) ha preso la parola Annibale D'Elia, per parlare delle situazioni attive presenti in Puglia e sulle future mosse da parte della Regione a loro sostegno. A tal fine, D'Elia ha sottolineato:

– l'obbligo di innescare concreti sostegni, sia della Regione che dagli enti locali, per far si che i progetti già avviati possano “camminare sulle proprie gambe”, ovvero sviluppare forme di auto-finanziamento che permettano di gestire spazi e promuovere iniziative senza dispendi eccessivi,

– l'esigenza, da parte delle stesse associazioni, nel puntare su coloro che son stati definiti “i veri giovani” - cioè chi si avvicina per le prime volte a un'esperienza aggregativa - affinché rechino punti di vista diversi e in grado di contribuire al cambiamento reale

– la necessità di escogitare soluzioni per “far emergere le forze latenti”, ossia avvicinare ragazzi potenzialmente interessati a far parte di un gruppo attivo, così da convogliare idee e sforzi in un progetto comune di più ampio respiro,

– l'importanza di “aiutare chi vuole provare”, cioè stimolare chiunque voglia mettersi in gioco, senza giudizi, in maniera tale che anche eventuali errori possano essere forieri di nuove consapevolezze.

E' chiaro che, in questo contesto nazionale, la Puglia già da un decennio è un modello da seguire agli occhi delle altre regioni, sotto svariati aspetti, ma presenta ancora sacche di retroguardia legate a dinamiche obsolete di pensiero-azione, per niente funzionali a qualsiasi forma di sviluppo. E' bene, per cui, ha continuato D'Elia, concentrare le forze dove occorre, premiare fattori quali l'innovatività e la partecipazione, le operazioni volte al livellamento tra zone più e meno ricche, le azioni che promuovano ulteriori cambi di passo. Il fine ultimo degli sforzi, è quello di “generare un ciclo economico e sociale” in assoluta controtendenza rispetto all'attuale condizione in Italia: un movimento di crescita alternativo, continuativo, che parte dal “basso” e si propaghi fino a coinvolgere tutti. Ai ragazzi dei Lab esistenti il compito di aprire le porte, allargare le prospettive, puntare oltre; ciò vuol dire: coinvolgere, confrontarsi, sviluppare idee, diffonderle, quindi raccogliere le forze per far si che queste idee prendano vita. Così, per cambiare.

Insomma: quello che un tempo era il “posto fisso” di lavoro non esiste più - e forse, a conti fatti, i ragazzi oggi non lo vogliono neppure. I ragazzi, oggi, vorrebbero piuttosto stimoli nuovi e ruoli gratificanti - cioè proprio quelli che sembrano loro preclusi: per questo occorre creare circuiti alternativi di sviluppo che sappiano sovvertire i panorami grigi delineatisi a livello nazionale negli ultimi anni e liberare nuove forme di collaborazione e di crescita professionale.

A chi, se non alle generazioni di adesso, il compito di cimentarsi nell'impresa di rivitalizzare questo territorio e crearsi con le proprie mani un lavoro? Una rivoluzione è già cominciata in Puglia, dal basso verso l'alto, e sembra arrivato il momento, anche per i “giovani” di questa provincia, di prendervi parte e darsi da fare per costruirsi un domani. Se non ora, quando?

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