Agricoltura in ginocchio, "i prodotti non nascono sugli scaffali". Dramma siccità, non c'è manodopera e furti a gogò

"I prodotti non nascono sugli scaffali". Come cambierà l'agricoltura post pandemia in Capitanata secondo il direttore provinciale di Coldiretti Pilati: "Sarà l'ossatura per ricostruire l'economia del futuro"

Pilati

"In un momento come questo, abbiamo la possibilità di far comprendere a tutti i consumatori che i prodotti agricoli non crescono sugli scaffali ma vengono dai nostri campi. La catena di valore dovrà necessariamente cambiare e riconoscere la forza dell'imprenditore agricolo". È l'opportunità che intravede il direttore provinciale di Coldiretti Foggia Marino Pilati nello storytelling dell'agricoltura al tempo della pandemia. Nell'Italia sospesa, non cambia la conformazione del mondo rurale che continua ad assicurare la produzione dei beni di prima necessità ma, oltre a fare i conti con le limitazioni e prescrizioni anticontagio, affronta le cicliche emergenze della siccità e delle gelate e, come se non bastasse, diventa ancor più vulnerabile ai predoni delle campagne che agiscono indisturbati.

Coldiretti Puglia, unitamente alla richiesta di stato di calamità inoltrata alla Regione, ha presentato un Piano Marshall per l'agricoltura e ha suggerito di attingere risorse dal Piano di Sviluppo Rurale: oltre 800 milioni di euro non sono ancora stati spesi. Il progetto dell'associazione di categoria è articolato e tra le misure propone un pagamento diretto aggiuntivo ed eccezionale fino a 1000 euro ad ettaro per le imprese con un tetto di 50.000 euro detratto il costo del lavoro.

"Le problematiche che riscontriamo oggi in Capitanata si possono riassumere in tre punti principali: manodopera, sicurezza delle campagne e acqua - spiega il direttore provinciale Marino Pilati - C'è tutta una schiera di aziende che lavora nella legalità che ha problemi a reperire manodopera secondo le regole, con le visite mediche e i documenti necessari. Invece ci sono i soliti speculatori che possono approfittare di questo momento perché ovviamente i controlli sono diminuiti, e questo porta anche ad un aumento dei furti nelle campagne. Diversi agricoltori mi hanno segnalato che sono spariti i mezzi e sono stati derubati del prodotto. In questo momento i malavitosi possono agire indisturbati. Otre al reclutamento, per la manodopera c'è anche il problema della mobilità che vale per tutti".

In provincia di Foggia, ad oggi, quanta manodopera manca all'appello?

La provincia di Foggia, con 10mila ettari di asparago, è la prima in Italia per produzione a ettaro. Ci vogliono intorno ai 10-12 mila, se non oltre, braccianti in più rispetto a quelli che già ci sono. Mancano le figure e la raccolta è problematica. Il tema posto da Coldiretti sui voucher poteva rappresentare un incentivo in questo momento per cercare di rendere più veloce questa attività di recupero di manodopera. Però questa situazione è stata presa un po' alla leggera dal governo. Anche sul decreto per la liquidità alla imprese, dobbiamo riuscire a capire bene quali sono le misure adatte agli agricoltori.

La provincia di Foggia, Tavoliere delle Puglie, è una delle principali piazze del grano in Italia ma anche la terra dell'oro rosso, il pomodoro. Quale futuro per queste colture?

Siamo nella fase del trapianto del pomodoro. La siccità ha già determinato una diminuzione delle superfici del 15-20%. In prospettiva, se si continua su questa strada purtroppo, per necessità e non è colpa di qualcuno - gli agricoltori per primi si rendono conto che bisogna stare nel recinto delle regole - troveremo difficoltà anche per la raccolta del pomodoro. Per quanto riguarda il grano, la siccità ha impedito la volata verso l'alto, con conseguenti problemi per la quantità di grano prodotto, senza ripercussioni sulla qualità. La settimana scorsa la Camera di Commercio di Foggia non aveva quotato il grano ma per fortuna questo mercoledì la quotazione è di un euro in più. Per non dare adito a speculazioni è importante che il grano venga sempre quotato, anche perché i consumi delle farine e della pasta in questo momento all'interno delle abitazioni sono aumentati.  

Come si fa a superare la logica della continua emergenza?

Il Coronavirus è un fattore imprevedibile, ti prende tra capo e collo e lo devi affrontare come stanno facendo tutte le categorie imprenditoriali. Per quanto riguarda invece siccità, gelate e calamità naturali va sicuramente affrontato un ragionamento sempre più serio in relazione ai piani assicurativi. Una programmazione sul piano assicurativo delle colture è il futuro.

Come cambierà il volto dell'agricoltura?

I contratti di filiera saranno sempre più importanti e protagonisti, e con un piano assicurativo riusciremmo a spuntare una competitività migliore. Il concetto di mercato che si era delineato negli anni indietro, secondo me, all'interno di questo contesto che si è venuto a creare un po' vacillerà, cambieranno tante cose. L'agricoltore è un imprenditore estremamente versatile e duttile e anche in questo momento sta dimostrando di stare sul pezzo, di fare beneficenza, e di fare il bene del Paese, come ha sempre fatto. L'agricoltura sarà veramente l'ossatura su cui ricostruire un'economia reale del futuro.

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