Economia

In Capitanata l'agricoltura è in ginocchio: "Situazione grave, danni incalcolabili"

Colpa delle imprevedibili condizioni meteo. La situazione è grave per tutte le colture del periodo e per l'intera regione

È un brutto momento per l’agricoltura di Capitanata. Tutta colpa delle bizze del tempo. Queste, infatti, dovevano essere le settimane del sole e delle temperature calde abbastanza da far maturare i frutti. E invece i raccolti sono marciti e andati completamente in malora a causa delle piogge abbondanti e persistenti, miste a grandine in alcuni casi. Si tratta di un problema che riguarda tute le colture attualmente in corso. A lanciare l’ennesimo allarme è Cia Capitanata.

I campi di orzo sono diventati delle risaie – scrive in una nota Angelo Miano, presidente provinciale di Cia Agricoltori Italiani di Capitanata – e le spighe, schiacciate dal peso dell’acqua, sono cadute o quasi atterrate. Impossibile trebbiarle. Stesso discorso per l’avena, ma anche i campi di grano, già quasi pronti per la raccolta, sono completamente allettati, compressi sotto il peso della pioggia che non ha quasi mai dato tregua, lasciando sul terreno accumuli d’acqua che fanno marcire tutto”.

Ma non solo. Le cipolle stanno marcendo nel terreno. Il pomodoro è già fiorito, ma il passaggio da fiore a frutto è impedito per la mancanza delle necessarie condizioni climatiche indispensabili a una crescita e una maturazione corrette. Anche il foraggio nei campi è andato completamente perduto. E c’è la peronospora che sta mandando all’aria i vigneti. I danni non sono solo in Capitanata, ma riguardano l’intera Puglia.

La situazione è grave – ammette Gennaro Sicolo, presidente di CIA Puglia e vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani – e i danni sono incalcolabili. C’è anche un problema di manutenzione del territorio. Le strade rurali si stanno liquefacendo trasformandosi in fiumiciattoli di fango e acqua. Tutto questo rende ancora più difficile gli interventi poiché i campi diventano irraggiungibili e comunque non praticabili. Alla luce di quanto sta accadendo, occorre che le istituzioni comunali di ciascun territorio colpito e poi quelle regionali, facciano tutto quanto è nelle loro possibilità per far attivare le misure di sostegno ordinarie e straordinarie che aiutino gli agricoltori che stanno perdendo tutto il potenziale raccolto”.

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