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Don Uva, Di Fonso avvisa Cozzoli e gli acquirenti: “Nessuno dovrà perdere il posto di lavoro”

Rinviata l'apertura delle buste, per Di Fonso la vendita al al 'Gruppo Serenissima' ed 'L1' sarebbe già scontata. Il sindacalista mette in guardia Cozzoli e i futuri acquirenti

Chi saranno i nuovi proprietari delle tre strutture della ‘Casa Divina Provvidenza’ - di Foggia, Potenza e Bisceglie – non è dato ancora saperlo. Il rinvio dell’apertura delle buste – operazione che si sarebbe dovuta svolgere ieri – resta un mistero. Ciononostante, per Massimiliano Di Fonso la vendita al ‘Gruppo Serenissima’ ed ‘L1’ sarebbe già scontata, ovvero “dell’intenzione di vendere a multinazionali o aziende del nord con il vizietto di fare soldi sfruttando i lavoratori”.

Un’attesa che coincide con i problemi derivanti dalla decisione da parte del commissario Cozzoli di revocare il servizio mensa e pulizia all’Ambrosia Technologies srl’, che però è tornato sui suoi passi e ha revocato il provvedimento soltanto 48 ore dopo. A scagliarsi contro Cozzoli è il sindacalista e segretario dell’Usppi: “Il gioco delle tre carte è finito. Il commissario finisca di divertirsi con il toto-acquisti sul Don Uva, perché i lavoratori che fino ad oggi si sono sacrificati, perdendo soldi, rispetto e dignità, non possono continuare a subire ulteriori scempi a carico degli stessi.

Massimiliano Di Fonso invita Cozzoli a smetterla di fare il padre padrone, a scapito dei lavoratori che continuano a sacrificarsi in tutte le sfere dell’ospedale, per tutelare i pazienti ricoverati e che quindi vanno salvaguardati da eventuali vendite speculative. “Ci auguriamo che non ci siano interessi occulti sulla vendita, e che certamente chiunque arriverà e rileverà il Don Uva, troverà porte aperte se rispetterà i lavoratori”

Conclude il sindacalista: “Questo significa che nessuno dovrà perdere il posto, ma se qualche intenzionato acquirente arriva per fare profitti sulle spalle dei dipendenti e dei lavoratori delle ditte appaltatrici, troverà le maestranze pronte a tutto pur di salvaguardare il posto di lavoro. E’ finito il tempo dei sacrifici per chi ha perso soldi e lavoro, Cozzoli comprenda o sarà Guerra”

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