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Giovedì, 18 Agosto 2022
Economia

L’all in di Foggia sul Don Uva: Telesforo e D'Alba giganti della sanità privata al Sud

Conferenza stampa dell'Universo Salute di Paolo Telesforo e Michele D'Alba sull'acquisizione della Casa Divina Provvidenza dislocata su Foggia, Bisceglie e Potenza

Ci vorranno almeno tre mesi prima che "Universo Salute" metta materialmente piede nel Don Uva. E tuttavia il brindisi ci sta tutto. Perché la designazione della società dei gruppi foggiani Telesforo - D'Alba quale acquirente della megastruttura dislocata su Foggia, Bisceglie e Potenza, giunta nelle ultime ore ufficialmente su parere favorevole del Ministero dell'Economia, appare nient'altro che mera formalità. E chiude un percorso lungo, sfiancante, colmo di scandali inerenti la passata gestione e di incertezze per pazienti e lavoratori della Casa della Divina Provvidenza.

Certo, ci sarà da superare la richiesta di verifica della prelazione di una cooperativa di lavoratori lucana che, in quanto creditrice, ha chiesto di poter espletare il suo diritto. E però è difficile, se non impossibile, che possa stravolgere le cose. I protagonisti del successo, ad ogni modo, preferiscono andarci cauti, per quanto non nascondano la soddisfazione. "Non ci aspettavamo questa bella notizia prima di Natale" esordiscono oggi in conferenza stampa, convocata presso la sala conferenze della clinica San Francesco del Gruppo Telesforo. Al tavolo i due soci dell'ambiziosa impresa, Paolo Telesforo e Michele D'Alba, introdotti dal portavoce di Universo Salute, Gioacchino Rosa Rosa.

Alcune cose non possono ancora essere esplicitate, per la verità. Sull'offerta economica pende, ad esempio, un vincolo di segretezza: la Casa della Divina Provvidenza varrebbe qualcosa come dieci milioni di euro, forse anche più considerata la partita nella sua complessità, debiti scorporati (lo scandalo che travolse le strutture del Vaticano fecero emergere passivi fino a 500milioni di euro) e il commissario Bartolomeo Cozzoli avrebbe chiesto riservatezza. Scrive Cozzoli: "Il MISE ha ritenuto che l’offerta presentata dalla Universo Salute può essere positivamente valutata, in quanto, oltre ad essere in linea con le valutazioni peritali, appare idonea a garantire il perseguimento delle finalità di continuità aziendale proprie della procedura di Amministrazione Straordinaria, garantendo, altresì, il mantenimento dei livelli occupazionali attualmente in forza presso la Congregazione. Trattasi di un importantissimo passo in avanti della procedura, ma non è corretta l’affermazione di taluni secondo cui la cessione si è così perfezionata". 

"Per il momento possiamo solo dire che la nostra offerta è risultata congrua rispetto al valore conferitole e che acquistiamo con vincolo occupazionale biennale (1200 i dipendenti, ndr)" si sbottona Telesforo che, assieme a D'Alba, vince sui Sannella, altra cordata tutta foggiana che ha concorso alla partita. Ed aggiunge come nelle intenzioni del gruppo ci sarebbero anche possibili ulteriori assunzioni ed una strategia tutta improntata alla riduzione dei costi e all'aumento dei ricavi (la formula matematica per eccellenza in economia, insomma, evidentemente dimenticata al Don Uva per dieci lunghi anni). "Abbiamo visto le carte. Bisogna dire che il commissario ha svolto un eccellente lavoro. A noi toccherà operare aggiustamenti" sottolinea Telesforo, il cui obiettivo è innanzitutto l'occupazione dei 1500 posti letto.

Perché sta soprattutto lì, in quel numero, la scommessa economica degli imprenditori. Ed è quel numero che bisognerà portare in Regione per i conseguenti accreditamenti, lavorando ad un trasferimento sulle tre strutture delle risorse annualmente spese in mobilità passiva dalle regioni Puglia e Basilicata: milioni di euro, per essere chiari, che fluiscono in altre regioni a compensazione di prestazioni sociosanitarie erogate e che vanificano qualsivoglia sforzo in termini di contenimento della spesa tentato oggi da Bari e Potenza . 

Nell'immediato, tuttavia, precisano Telesforo e D'Alba, bisognerà esperire la procedura di consultazione con i sindacati (consultazioni che partiranno a breve) e acquisire le fideiussioni. Solo dopo il rogito notarile. Si prevedono tre mesi di lavoro. 

A sette il CdA di Universo Salute che "che lavorerà ed opererà scelte strategiche per la prosecuzione dell'opera di Don Pasquale D'Uva". 400mila euro il capitale che nel 2015 Telesforo e D'Alba iniettarono nella società per tentare la sfida. Un sodalizio neanche tanto anomalo se si considera "che alla famiglia D'Alba io sono molto legato - dichiara Telesforo - avendo personali motivi di riconoscenza verso il padre di Michele, che mi aiutò agli inizi della mia carriera". Per D'Alba, d'altro canto, la mano tesa è stata irrinunciabile: "Devo riconoscere a Paolo Telesforo – sottolinea -  di essere oggi uno dei nomi di maggior livello nel mondo della sanità pugliese. La sua esperienza è per me una certezza, una garanzia".

Con l'acquisizione del Don Uva (ed i numeri del Don Uva) Universo Salute compie una delle operazioni più grandi nel settore della sanità privata accreditata nel Mezzogiorno d'Italia, diventando uno dei gruppi più importanti. Basti pensare che si tratta di uno di quei colossi per i quali si sarebbe mosso in passato anche il tycoon Sansavini, re delle cliniche romagnole vicino al Vaticano, e il gruppo De Benedetti. 

La spuntano i foggiani. "Ed è un segnale della ritrovata vitalità di questo tessuto economico" afferma D'Alba. Cambieranno i rapporti di forza con concorrenti ed interlocutori istituzionali? "Lavoreremo a migliorare lo sviluppo di questo settore, che ha conosciuto fasi alterne e non vive certamente, oggi, uno dei suoi momenti migliori". Le risposte sono ovattate e contenute, ed è comprensibile. Ma cambieranno, probabilmente, i rapporti. E i protagonisti lo sanno.

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