In via Manfredonia si cambia la storia, il Silos Granario verso l’abbattimento

Al suo posto una struttura alberghiera, nuovi edifici residenziali, commerciali e un Polo Culturale. L'area, che ha ospitato un complesso industriale per lo stoccaggio e la lavorazione del grano duro, fu inaugurata nel 1937

Silos Granario di Foggia

Un programma urbanistico complesso caratterizzato dalla demolizione di diversi edifici in stato di abbandono, dalla ristrutturazione e dalla riconversione dei Silos in Polo culturale (di metri cubi 24.345,00 che sarà consegnato al Comune), della palazzina uffici in una struttura alberghiera e dalla realizzazione di nuovi edifici residenziali e commerciali/direzionali.

E’ il progetto contenuto nella richiesta di attivazione della procedura per l’Accordo di Programma tra Regione Puglia e Comune di Foggia, presentata dalla ditta Daufin Real Estate srl di Somma Vesuviana del 62enne originario di Torremaggiore, Michele Schiavone, e deliberata dal Consiglio comunale di Foggia con atto 58 del 28 giugno 2011.

L'ambito territoriale interessato dalla proposta di programma di recupero urbano riguarda l’area ubicata nella zona a nord-est della città, compresa tra proprietà delle Ferrovie dello Stato, alcuni privati e l'area cimiteriale, dove il 4 settembre del 1937, alla presenza del Principe di Piemonte, era stato inaugurato il Silos Granario, contemporaneamente alla chiusura del Piano delle Fosse, la storica ed efficiente istituzione della città che regolamentava le modalità di conservazione e vendita del grano prodotto nella campagna circostante.

LA PROPOSTA DI RIUSO DELL'ARCH. CAPOZZI

Dal 1937 l’area ha ospitato un complesso industriale per lo stoccaggio e la lavorazione del grano duro, ma attualmente è proprietà della società napoletana a cui è pervenuta per gli effetti del fallimento della precedente Italsemole srl. “Si tratta nel suo complesso di un'area che assolveva una funzione produttiva, invasiva nelle sue prerogative funzionali, all'ingresso della città, nella considerazione che essa si colloca in un contesto urbano semiresidenziale con caratteristiche semicentrali, rappresentato da viale Manfredi, via Manfredonia e via Sant'Alfonso dei Liguori, sulle quale si sono sviluppate negli ultimi anni e si stanno tuttora sviluppando, in relazione alle recenti scelte di piano regolatore, funzioni di maggior prestigio e qualità urbana”.

Si legge ancora: “In particolare lungo via Manfredonia, esattamente di fronte l'area in oggetto, nell'ambito del perseguimento di una azione di "bonifica urbanistica", bonifica funzionale e tipologica degli ingressi della città e dell'approvato piano di rigenerazione urbana, è stato approvato un Accordo di Programma per la riqualificazione dell'area ex Fornace ed insiste, con il già richiamato accordo di programma, in maniera specifica sulle azioni proprie del Piano Urbano della Mobilità di Area Vasta che prevede la programmazione di realizzazione, nelle immediate vicinanze (viale Fortore e viale Manfredi) di due grosse rotatorie per facilitare appunto I' ingresso alla città”.

La proposta di P.R.U. oggetto della procedura, affianca quindi gli interventi infrastrutturali avviati, trattando della riqualificazione di quest'area, mediante un intervento di riconversione residenziale e di riqualificazione degli spazi pubblici e dei servizi ed attrezzature a scala urbana, che deve sarà il tassello del progetto complessivo di rigenerazione ed eviterà un utilizzo improprio o il permanere del degrado dell'area dismessa.

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