Pubblica illuminazione, partita la gara delle gare: vale 53 milioni di euro

Con determina n.368 del 18 aprile 2018 il Comune di Foggia ha indetto la gara per la scelta del contraente del project financing sulla pubblica illuminazione

Quartieri al buio? Pali della luce che rovinano sonoramente sul manto stradale (e che solo per puro caso non hanno prodotto danni a persone)? Interventi frammentati che da anni utilizzano soldi pubblici per tamponare il problema senza risolverlo (in poco meno di quattro anni siamo nell'ordine di oltre un milione di euro) ? Presto tutto questo, indegno di una città, dovrebbe essere finalmente lasciato alle spalle. Con determina n.368 del 18 aprile 2018 il Comune di Foggia ha, infatti, indetto la gara per la scelta del contraente del project financing sulla pubblica illuminazione approvato dal consiglio comunale nell'ottobre scorso. Cinque mesi fa.

53 milioni per vent'anni

Un mega appalto da 53milioni di euro, il più robusto finanziariamente (e temporalmente: è ventennale) dell’era Landella, per – recita l’oggetto della determina- “la realizzazione in concessione della gestione, la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto di pubblica illuminazione, ivi compresa la fornitura di energia elettrica, nonché la progettazione ed esecuzione degli interventi di messa a norma dell’impianto di ammodernamento tecnologico e funzionale dello stesso, nonché le attività finalizzate al risparmio energetico”. Tutto insomma. Così presentava Landella la proposta all'esito del voto del consiglio comunale: “Foggia si candida ad abbattere significativamente le spese sostenute per l’energia – anche nel rispetto delle indicazioni più volte formulate sul punto dalla Corte dei Conti – e a realizzare una delle più grandi azioni di manutenzione dell’impiantistica mai effettuate prima d’ora”."La strategia che abbiamo messo in campo prevede, a carico del soggetto che all’esito della gara di evidenza pubblica che sarà bandita si aggiudicherà la gestione del servizio, l’acquisto di energia elettrica, l’esercizio degli impianti, la manutenzione ordinaria degli impianti, l’eventuale gestione dei carichi esogeni elettrici e meccanici, gli interventi di riqualificazione energetica, gli interventi di adeguamento normativo, la manutenzione straordinaria degli impianti, gli interventi di adeguamento ed innovazione tecnologica, la sostituzione di 3000 pali ammalorati e di 10 chilometri di linee elettriche obsolete, il rifacimento e la sostituzione di 180 quadri elettrici ormai vetusti, con la loro conseguente messa a norma, la realizzazione del telecontrollo e della telegestione dei 14.504 punti di luce che verranno sostituiti".

Insomma, dallo stato cavernicolo, Foggia dovrebbe entrare (finalmente) nel 2018 in tema di pubblica illuminazione (di diritto, visto che 53milioni di euro non sono uno scherzo): con la determina di qualche giorno fa, infatti, si avvia formalmente la procedura di gara, con il meccanismo dell'offerta economicamente vantaggiosa e con esplicito diritto di prelazione a favore del promotore: l'Ati temporanea Sitie Impianti industriali – Go4Green, entrambe con sede a Ferrara. Il diritto di prelazione consentirà all'ati di adeguare eventualmente la propria offerta ad eventuali altre che dovessero sopraggiungere. Ed un'altra in verità c'è, la lucana Selettra, manifestatasi già in sede di scelta della proposta a denunciare una serie di anomalie, finite poi in Procura tramite il consigliere Giuseppe Mainiero (un altro esposto, di altra natura, finì in Prefettura per mano del capogruppo Pd, Augusto Marasco). Era ottobre 2017, qualche giorno dopo il consiglio comunale, all’esito di una fase politica travagliata (già allora problemi con la Lega, che poi però approvò), deliberò favorevolmente.

Fallisce accordo con Energrid

E’ chiaro che si tratta di un appalto decisamente interessante, sia dal punto di vista economico (parliamo di 2,7 milioni di euro all’anno di canone), che temporale, ma anche in relazione ai vantaggi che potrebbero derivare agli aggiudicatari ove si dovesse concretizzare il passaggio dall’attuale regime di salvaguardia in cui si trova il Comune di Foggia, al mercato libero. Com’è noto, infatti, il Comune di Foggia paga l'energia molto di più  essendo, appunto, in regime di salvaguardia: il mercato, detta in termini semplici, considera un “cattivo pagatore” l'ente, che è pertanto costretto a rifornirsi a costi maggiorati (siamo nell'ordine di quasi il 40%, circa 500mila euro all'anno in più). Il Comune pare sia nelle condizioni di venirne fuori ma i tentativi falliscono. Perchè? Come si evince dalla pec con cui anche Energrid spa il 5 gennaio scorso si è tirata indietro, “sussiste un vs debito (del Comune, ndr) nei confronti di un precedente fornitore (…) pertanto, non daremo corso alle forniture di energia elettrica in vostro favore”. A quanto ammonta questa pendenza e perchè non si riesce ad estinguere posto che, probabilmente, in regime di salvaguardia si spendono molti quattrini pubblici? Anche perchè, per tornare alla gara, è evidente che è proprio su queste somme maggiorate che è stata dimensionata la proposta dell'Ati (in regime di mercato libero ci sarebbe costata di meno); così come è evidente che un eventuale passaggio degli aggiudicatari al libero mercato, consentirà agli stessi di risparmiare. L'auspicio è che il meccanismo dell'offerta vantaggiosa consenta di recuperare questo differenziale e che dalla procedura negoziata tale beneficio si trasformi in migliori condizioni di esecuzione dell’appalto.

Oltre 1 milione di euro per interventi tampone

L'appalto ventennale, naturalmente, porrà fine all'era degli interventi tampone, per sopperire all'emergenza di un impianto complessivamente fatiscente: una frammentazione di lavori costata però ai foggiani oltre un milione di euro solo guardando agli ultimi anni di amministrazione Landella. L'albo pretorio ne contiene a decine di provvedimenti, la gran parte dei quali di entità inferiore ai 40mila euro (la soglia che, in pratica, ti consente di non fare la gara ma di procedere con affidamento diretto alle ditte scelte dal Comune). L'anno più “intenso” è stato il 2015, con quasi 500mila euro di soldi spesi in questo genere di interventi e con quella formula, con una tempistica anche molto ravvicinata nel tempo, se non proprio nella stessa giornata. E' il caso, ad esempio, di due distinte determine, la 899 e la 878, una da 38mila euro e una da 34mila euro: due distinti provvedimenti nonostante abbiano non solo lo stesso oggetto (rimessa in esercizio di alcuni impianti di illuminazione) ma riportino, addirittura, la stessa data (adottate entrambe il 17 luglio 2015). Stesso dicasi per la n.811 e la n.620: 34mila euro e 39mila euro il 21 marzo 2015. “Intenso” anche il 2016 (circa 350mila euro di lavori frammentati); intorno ai 200mila euro, invece, la spesa sostenuta nel 2017, di cui 80mila solo per lo stadio Zaccheria.

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