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Immagine d'archivio

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Violenza sulle donne, dati allarmanti in provincia di Foggia: la strada è ancora in salita

Nel 2016 due casi al mese in Capitanata, una donna su cinque subisce violenza (fisica, economica, sessuale, psicologica, assistita). Su 1000 uomini, 135 sostengono che le donne “meritano” violenza

1570 casi di violenza sulle donne in Puglia nel 2016, 150 sui minori. I dati sono stati diffusi ieri dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che, alla vigilia della giornata internazionale contro la violenza sulle donne che si celebra oggi, 25 novembre, ha annunciato il raddoppio degli investimenti nel nuovo piano triennale 2018-2020. 23 ammonimenti della Questura di Foggia nel 2016, quasi due ogni mese. Tre fino al marzo 2017. Un dato non aggiornato, ovviamente, che lascia presagire che la violenza non si sia chiusa con l'arrivo della primavera in Capitanata, al contrario. Nel 2011 furono 30 gli ammonimenti del Questure, addirittura 38 nel 2010. Si tratta di cifre ufficiali, che tengono conto delle denunce e della forza, delle donne prevalentemente, di chiedere aiuto e rivolgersi alle forze dell'ordine o ad un centro antiviolenza. 

Il sommerso è ancora più drammatico. Perché l'assenza di coraggio, l'imbarazzo, la paura del proprio persecutore vincono ancora nel 2017. E non si pensi che il fenomeno sia legato al livello culturale della coppia. La piaga di un occhio gonfio o di un insulto urlato in faccia attraversa tutte le fasce sociali ed economiche. E tutte le età. Importante è decifrarlo, intercettarlo, per aiutare. La pensano così i medici di famiglia dell'ordine di Foggia che da tre anni a questa parte sono riuniti sotto le insegne del progetto ‘Vìola’ della SIMG, presentato anche al Wonka di Copenaghen e da un anno diventato associazione di volontariato. Se la lotta alla violenza parte da ciascuno di noi, quale figura più indicata per subodorare le patologie familiari e di coppia di un medico di fiducia, di un pediatria (per ciò che concerne i minori, vittime della cd. violenza assistita). Da qui la necessità di formarlo e di fotografare la realtà che ci circonda, il sommerso soprattutto, attraverso la somministrazione di questionari in forma anonima.

QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO. Sono 1660 i questionari compilati in provincia di Foggia per 53 medici partecipanti. Un campione significativo. Come significative sono le cifre. Su 1660 donne interpellate, infatti, il 18.7% ha subito violenza. Una su cinque quasi. Per il 49.4% si è trattato di violenza psicologica, 25.4% di violenza fisica, 14% violenza economica, 11.2% violenza sessuale. Il 29.2% l'ha subita dal partner, il 26.6% dall'ex partner, il 23.4% da un familiare, il 20.8% da un'altra persona. Nella metà dei casi vi è stata anche violenza assistita (i bambini hanno “assistito” al dramma, restandone a loro volta coinvolti). Il 63% delle donne è finita in terapia con psicofarmaci (prima della violenza non li assumeva).

 

QUELLO CHE GLI UOMINI PENSANO. Interessante è in questa indagine invece, è che su un campione di quasi mille uomini esiste un 4% che ritiene che la violenza sulle donne non esiste mentre il 13,5% ritiene addirittura che le donne a volte “meritano” violenza. In quali casi? Per il 27% di questi quando la donna “si veste in modo provocante”, secondo il 19.8% quando “pensano di poter decidere da sole”, per il 19.4% quando dicono “no” ad una qualsiasi richiesta dell'uomo. Una indagine che dimostra come la strada sia ancora in salita.

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