Paura a Vieste, 16enne tenta un tuffo pericoloso da uno scoglio a picco: soccorso dalla guardia costiera

Gli amici hanno allertato il 'Numero Blu' per le emergenze in mare, e il giovane è stato soccorso dalla guardia costiera. Ora è in ospedale

Immagine di repertorio

Mare calmo, leggera brezza da nord, cielo sereno e buona visibilità: sono queste le condizioni metereologiche odierne. Ottime per balneare. C’è chi lo fa dalla spiaggia e chi dagli scogli. Ma si sa che il mare non è l’elemento naturale dell’essere umano.

Un attimo di distrazione, una imprudenza, anche con queste favorevoli condizioni metereologiche, può far comparire d’un tratto il tragico inaspettato fin a quel momento ben nascosto. Ciò che è capitato oggi ad un giovanissimo bagnante lo dimostra ancora una volta. Un sedicenne decide di tuffarsi da uno scoglio a picco, posto in un angolo impervio e allo stesso tempo affascinante della costa viestana.

Lanciatosi impatta l’acqua come non si deve. L’impatto è violento, conseguenza dell’altezza da cui ha deciso di provare. Gli amici che lo accompagnavano dopo averlo soccorso, con giusta e rapida freddezza, hanno chiamato il 'Numero Blu' - il 1530 - dedicato dalla Guardia Costiera alle emergenze in mare. Non c’è altro modo per soccorrerlo se non via mare.

Ulteriore problema. Di angoli di costa bellissimi difficilmente accessibili via terra il Gargano n’è pieno. Prontamente la capitaneria di porto di Manfredonia, a cui giungono tutte le chiamate destinate al 1530 che partono da questa area geografica, ha allertato l’Ufficio Circondariale Marittimo di Vieste. Parte la macchina del soccorso. Gli uomini della guardia costiera di Vieste intervengono rapidamente, recuperano il malcapitato e lo trasportano in porto dove attende il personale medico con un’ambulanza del 118.

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Le condizioni di salute del ragazzo appaiono rassicuranti seppur per ulteriori analisi è condotto al nosocomio di San Giovanni Rotondo. Si coglie l’occasione per ricordare che la partecipazione attiva dei cittadini (anche tramite il numero 1530) alle varie vicissitudini legate al mare risulta essere un attimo contributo a preservare non solo la vita umana in mare, ma anche a proteggere l’intero ambiente marino. 

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