Omicidio Pecorelli, polizia e carabinieri passano al setaccio Vieste: eseguiti stub e perquisizioni

L'agguato si inserisce nella lunga scia di sangue per il predominio del territorio viestano, rimasto orfano del suo vertice nel gennaio del 2015, con l'assassinio del boss Angelo Notarangelo

Omicidio Gianmarco Pecorelli

Procedono serrate le indagini dopo il grave fatto di sangue registrato ieri mattina, a Vieste, in località 'Mandrione', dove un giovane di 22 anni, Gianmarco Pecorelli, è stato ucciso con tre colpi di pistola alla testa, al collo e all'addome.

Durante l'agguato, messo a segno almeno da due sicari, giunti sul posto a bordo di un'auto, un'altra persona - Christian Pio Trimigno, di 32 anni - è rimasto gravemente ferito da una pallottola che lo ha raggiunto all'addome.

Durante la giornata di ieri, polizia e carabinieri che seguono le indagini del caso, hanno effettuato otto perquisizioni, quattro stub (l'esame che serve a rilevare la presenza di polvere da sparo su pelle e indumenti) e cinque controlli domiciliari a carico di pregiudicati del posto.

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L'agguato si inserisce nella lunga scia di sangue per il predominio del territorio viestano, rimasto orfano del suo vertice nel gennaio del 2015, con l'assassinio del boss Angelo Notarangelo. Chi ha agito, ha sorpreso i due mentre erano a bordo di uno scooter; il mezzo è stato speronato dall'auto dei killer che hanno quindi aperto il fuoco con uno o due revolver (sul posto non sono stati repertati bossoli). Pecorelli è ritenuto dagli inquirenti vicino al gruppo capeggiato da Girolamo Perna, batteria oggi contrapposta agli 'scissionnisti' di Marco Raduano. 

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