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La conferenza stampa

La conferenza stampa

Sotto estorsione da mesi, trova il coraggio di ribellarsi e fa arrestare uomo vicino ai sodali di Raduano

I carabinieri hanno arrestato, in flagranza di reato per estorsione, il 40enne Vincenzo Langi, non nuovo a questo tipo di reato. L'uomo è ritenuto vicino a sodali di Marco Raduano, clan di cui "sfruttava" la caratura criminale

Pretendeva - minacciando danneggiamenti e vantando conoscenze criminali - la somma di 1500 euro a titolo risarcitorio, perchè denunciato anni addietro per un furto in abitazione che aveva realmente commesso, e per il quale fu arrestato. La richiesta, del tutto pretestuosa, è stata avanzata più volte nei mesi ai danni di un commerciante di Vieste, operante nel settore del turismo, che dal mese di febbraio era vittima delle richieste estorsive del pregiudicato 40enne Vincenzo Langi.

L'appello del comandante dei carabinieri: "Denunciate!"

L’uomo, ritenuto vicino ad alcuni sodali di Marco Raduano, è stato arrestato in flagranza di reato, lo scorso venerdì, dai carabinieri della Tenenza di Vieste. Grave l’accusa nei suoi confronti: estorsione continuata. L’attività è partita a seguito della denuncia sporta dalla vittima, stanca ed esasperata dalle continue richieste estorsive che si sono protratte dal mese di febbraio fino alla scorsa settimana, con una breve “pausa” dovuta alla detenzione dello stesso, prima in carcere e poi ai domiciliari, per un’altra estorsione.

La vittima - consapevole della spirale in cui si sarebbe ritrovata se avesse ceduto alla richiesta estorsiva, ma anche della pericolosità desumibile dalla vicinanza dello stesso al gruppo Raduano - si è rivolta ai carabinieri, nel momento in cui le richieste si erano ormai fatte sempre più pressanti e minacciose. I militari, informati i magistrati della Procura di Foggia, hanno deciso di intervenire con la massima tempestività prima che la situazione potesse degenerare. I carabinieri si sono fatti trovare pronti nel momento in cui Langi è tornato a mettere sotto pressione l’imprenditore, preannunciando che quel pomeriggio sarebbe passato a "riscuotere" la somma direttamente a casa sua.

Langi ha quindi intascato parte della somma richiesta e, andando via, ha lanciato l’ennesima minaccia: sarebbe tornato a prendere il resto. Uscendo, però, ha trovato i carabinieri che, alla luce delle banconote in suo possesso, lo hanno ammanettato in flagranza, arrestandolo per estorsione continuata e tradotto nel carcere di Foggia, a disposizione della Procura della Repubblica. Fondamentale quindi la denuncia sporta dalla vittima e la fiducia riposta nelle forze dell'ordine. "Abbiate fiducia e coraggio, e denunciate", rimarca il Comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Marco Aquilio. "Il periodo è favorevole. La cittadinanza attiva è parte integrante dello Stato nella lotta alla criminalità". 

Già lo scorso 21 marzo, Langi è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Foggia, unitamente a Gianluigi Troiano, elemento di spicco del citato clan, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere per un’estorsione tentata nei confronti di altro imprenditore viestano. Il fratello, Stefano Langi, alcuni giorni fa, è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Manfredonia dovendo scontare una pena residua di anni due per reati contro il patrimonio.

Anche se ancora molto lentamente, si inizia a squarciare il velo di omertà e di paura a denunciare tra gli imprenditori viestani. Le recente operazioni condotte dalle Forze di polizia, in rapida successione e con brillanti risultati che stanno man mano disarticolando i due clan che per anni si sono contesi il territorio di Vieste, stanno dimostrando che è possibile restituire il territorio ai cittadini. Proprio lo scorso 7 agosto, il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Foggia ha eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla DDA di Bari nei confronti di Marco Raduano, di Gianluigi e Luigi Troiano e di Liberantonio Azzarone, ritenuti essere la cupola dell’organizzazione criminale, contestando i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti destinate alle piazze di spaccio di Vieste e dei vicini comuni garganici, nonché della detenzione di armi da sparo comuni e da guerra, con l’aggravante di avere agito con il metodo mafioso.

Il fermo è stato convalidato il successivo 9 agosto dal GIP di Foggia.Il 23 agosto, invece, il Nucleo Investigativo ha eseguito la misura cautelare nei confronti dei quattro indagati, emessa dal GIP di Bari. Il 10 settembre, la Squadra mobile di Foggia ha colpito con 7 arresti il gruppo contrapposto, riconducibile al pregiudicato Girolamo Perna. Lo sforzo investigativo in atto sul territorio garganico non ha precedenti e sta consentendo di ricostruire, in maniera nitida, le dinamiche criminali in atto, fornendo risposte concrete sul piano degli indispensabili interventi di tipo repressivo/cautelare. Alle denunce presentate dalle vittime, seguono immediate risposte da parte dello Stato. Gli investigatori auspicano una sempre più corale partecipazione della cittadinanza, per dare una spallata definitiva a chi ha fatto delle estorsioni e della violenza un modo per appropriarsi di un territorio non suo. "C'è un grande sforzo da parte della Procura ordinaria e di quella Distrettuale sul territorio garganico", continua Aquilio. "Stiamo procedendo sfoltendo parallelamente i due clan avversi attivi su Vieste, così da evitare pericolosi sbilanciamenti sugli assetti criminali".

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