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Mare forza 7 alle Tremiti, affondano sette imbarcazioni. Il sindaco: "Questo succede quando manca un porto"

Il sindaco Antonio Fentini assicura: "Chiederemo un risarcimento per chi ha subito danni". Inoltrata già una richiesta urgente per incontrare il prefetto di Foggia | VIDEO

 

Le Isole Tremiti sferzate da vento forte e mareggiate.

Resta critica la situazione nell'arcipelago dove si procede alla conta dei danni: la burrasca di ieri, con mare a forza 7, ha causato l’affondamento di almeno sette imbarcazioni (cinque piccole imbarcazioni da diporto e due barche da 6 e 10 metri) ormeggiate davanti alle isole.

Tutto ciò accade  per la mancanza di un porto in cui ormeggiare in sicurezza le imbarcazioni, spesso strumento e fonte di reddito primario per gli isolani. "Chiederemo un risarcimento per chi ha subito danni", assicura a FoggiaToday il sindaco Antonio Fentini, che ha inoltrato richiesta urgente per incontrare il prefetto di Foggia, per valutare la possibilità di derogare alle rigide normative che interessano le Tremiti, con l'obiettivo di realizzare un porto tra lo scoglio del Cretaccio e l’isola di San Nicola.

Violenta mareggiata alle Tremiti: interrotti i collegamenti con le isole, affondata imbarcazione

Sulla vicenda, è intervenuto anche l’avvocato Joseph Splendido, dirigente regionale della Lega Salvini Premier, responsabile del tesseramento regionale e prossimo candidato al Consiglio regionale in Puglia. “Gli ormeggi volanti e precari mettono a serio rischio gli abitanti e gli operatori che devono convivere con le mareggiate. Tutto questo avviene per l’impossibilità di creare un porto che metta in sicurezza barche e viaggiatori. Una impossibilità dettata da un gruppo di ambientalisti che reputa più importante la sopravvivenza della Posidonia rispetto a quella di chi abita e rende vive le isole”.

“È vero che l’ancoraggio di barche danneggia le praterie di Posidonia e scalza le piante e mettendone a nudo il substrato - aggiunge - ma in tante località costiere si è cercata una mediazione tra ambientalismo fondementalista e le esigenze di chi opera in mare e resiste alla tentazione di emigrare in luoghi più confortevoli e meno ostili. Va studiato un modo su come utilizzare le risorse legate al mare senza deteriorare in modo definitivo l’ambiente marino, senza distruggere la prateria. Proprio in Puglia i ricercatori salentini hanno sviluppato delle tecnologie di costruzione con calcestruzzo derivante dalla Posidonia. Cerchiamo soluzioni integrate, senza arrecare danni irreparabili alla incolumità dei residenti e all’economia delle Isole”, conclude. 

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