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Gaetti 'fotografa' Foggia: "Qui il problema non è solo la mafia. Combattete la sottocultura di rassegnazione al silenzio"

Il sottosegretario all'Interno, Luigi Gaetti, ha incontrato questo pomeriggio il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza e le associazioni antiracket e antiusura del territorio poi, raccogliendo da ognuno istanze, richieste, suggerimenti

 

C’è una grande distanza tra cittadini e istituzioni, troppo poche le denunce e troppe vittime soccombono ancora  alla criminalità. E’ questa la criticità maggiore emersa nell’ambito del confronto che il sottosegretario all'Interno, Luigi Gaetti, ha avuto questo pomeriggio, in Prefettura, con il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza e le forze dell’ordine prima e le associazioni antiracket e antiusura del territorio poi, raccogliendo da ognuno istanze, richieste, suggerimenti.

I NUMERI DEI REATI. A confermare il quadro sono i numeri: quelli dei reati in calo per il grande sforzo delle forze di polizia (seppure sofferenti per organici carenti), e quelli in aumento dei reati spia che nascondono estorsioni e usura, i reati meno denunciati in assoluto. “A disposizione delle vittime di estorsione ed usura - ha ricordato Gaetti - il Governo mette a disposizione, ogni anno, 100 milioni di euro. Oggi, grazie al Decreto Sicurezza - ha aggiunto - sono stati allungati i termini per accedere al fondo di solidarietà (innalzato a 2 anni)”.

ACCESSI AL FONDO. In provincia di Foggia, sono state 26 richieste di accesso al fondo da parte di vittime di usura (di cui 15 definite) e 33 per estorsione (14 definite). “Il Mezzogiorno non potrà mai cambiare se noi non investiamo sulla conoscenza e sulla cultura. Foggia è una provincia segnata da fenomeni criminali molto preoccupanti”, continua Gaetti. “I problemi non derivano solo dalla presenza di agguerrite organizzazioni mafiose - nella Foggia della 'Quarta Mafia' ci sono stati 40 tra omicidi e agguati falliti - ma anche da una criminalità diffusa, parimenti violenta, che pone in atto varie forme di delitti predatori, in particolare rapine, scippi, furti”.

MANOVALANZA CRIMINALE. “Inoltre vi sono forme di illegalità che coinvolgono anche fasce giovanili - serbatoio della manovalanza criminale - soprattutto nelle aree urbane a elevata marginalità sociale del Capoluogo e dei centri più popolosi, come San Severo, Cerignola, Manfredonia. La città di Foggia - prosegue Gaetti -  è stata teatro, recentemente, di atti criminali importanti alle quali vi è stata una pronta e forte reazione di tutte le forze dell’ordine, costantemente impegnate in prima linea in questo territorio. Gli imprenditori di Foggia e della provincia spesso vengono sottoposti ad ogni forma di vessazione. Il condizionamento criminale e mafioso delle attività economiche è molto presente e documentato attraverso precise indagini delle forze di polizia e attività della magistratura”.

LOTTA ALLA RASSEGNAZIONE. “Quindi è importante non solo avere la piena consapevolezza di questo fenomeno, ma avere la volontà di sconfiggere ogni forma di criminalità organizzata ogni forma di organizzazione mafiosa, estorsioni e usura stanno diventando fenomeni sempre più sommersi, ma nello stesso tempo più serpeggianti: le organizzazioni criminali che controllano il racket cambiano il proprio modus operandi con forme meno dirette ed evidenti, mentre le vittime continuano a tacere e a non denunciare. Dobbiamo indirizzare il nostro lavoro istituzionale a contrastare questa sottocultura di rassegnazione al silenzio che trae origine dall’oggettiva carenza di una solida, diffusa, capillare rete di fiducia nello Stato. Lo Stato sostiene ed incoraggia chi decide di opporsi al racket e all’usura”.

TESTIMONI DI GIUSTIZIA. Durante la giornata, il sottosegretario ha incontrato anche un testimone di giustizia del territorio: “E’ stato un confronto importante, dal quale abbiamo raccolto spunti importanti per meglio indirizzare il nostro impegno che è e resterà massimo”, puntualizza il prefetto Massimo Mariani. “In merito ai testimoni di giustizia - puntualizza Gaetti - la legge è stata promulgata a febbraio e, rispetto alla precedente, offre un importante cambio di orizzonte: il testimone resta in loco, mentre in passato veniva portato in una località protetta". Questo cambiamento crea nuove situazioni da valutare: dalla creazione di una rete di sicurezza in loco alla gestione delle attività economiche gestite dal soggetto interessato. "I decreti attuativi sono in fase di scrittura, per cui questi incontri ci permettono di raccogliere aspetti pratici da inserire nei decreti attuativi affinchè diventino regole per i casi che in questi mesi stanno emergendo". | IL VIDEO

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