Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

VIDEO | Il capo della polizia nella terra dei ghetti e dei comuni sciolti per mafia: "Contro la malattia, gli anticorpi dello Stato"

 

Dai comuni sciolti per mafia o sotto commissione d'inchiesta ai ghetti che popolano le terre di Capitanata; dagli sforzi profusi dalle forze di polizia nella provincia di Foggia alla fotografia di una criminalità sempre più aggressiva e ficcante.

Sono questi i temi affrontati dal capo della polizia Franco Gabrielli, in visita oggi nella città capoluogo, dove ha incontrato i vertici delle forze di polizia in prefettura. Lo "scossone" più recente per il territorio è stato l'insediamento delle commissioni antimafia nei comuni di Cerignola e Manfredonia: "Io che mi considero un sincero democratico vivo queste cose sempre con grande tristezza e amarezza", spiega il prefetto Gabrielli. "Se coloro che rappresentano la massima espressione della democrazia sono oggetto di questo tipo di verifiche è una sconfitta per tutti. Ma dobbiamo essere realistici e anche corretti: se si evidenzia la malattia, come qualche volta accade, mi piace sottolineare anche come gli anticorpi che lo Stato mette in campo siano nella condizione di intercettare il problema e porre una condizione per non nuocere ancora".

In merito ai ghetti, invece, Gabrielli ha sottolineato il ruolo di coordinamento che la prefettura sta svolgendo da tempo sul territorio. "Ma queste persone non possono essere disperse nel nulla", ribatte. "Bisogna creare percorsi di ricollocazione che vedano strutture il più diffuse possibile. In riferimento alla perenne fame di organici delle forze di polizia e alle richieste sempre più pressanti di maggiori risorse sul territorio assicura: "Ognuno di noi è chiamato a lavorare con gli strumenti di cui si dispone. E' vero che il prossimo decennio vedrà la dismissione di 40mila persone solo in polizia. Ma Foggia è nella parte alta del tabellone, perchè questo territorio ha bisogno di maggiori risorse, e lo Stato deve esserci. Non solo a parole".

Potrebbe Interessarti

Torna su
FoggiaToday è in caricamento