Vie della transumanza candidate a patrimonio dell’Unesco: 260 comuni coinvolti

Dal convento di San Matteo padre Mario Villani ricorda che "i pellegrini arrivavano sul Gargano percorrendo i tratturi della transumanza"

I relatori del convegno

5 Regioni, 6 Gal, 260 Comuni coinvolti, questi i numeri del progetto che candida le Vie della Civiltà e della Transumanza a patrimonio dell’Unesco. Il progetto - che coinvolge i ministeri dell’Agricoltura, Turismo e Beni culturali - è partito dal convento di San Matteo Apostolo di  San Marco in Lamis (dove un tempo i pastori portavano a benedire le mandrie prima di intraprendere il cammino verso la montagna), che ha ospitato il consesso dei Gal delle cinque regioni coinvolte (Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise e Puglia) che si sono impegnati a tutelare e valorizzare i tratturi della transumanza.

L’incontro sammarchese si è concluso con la sottoscrizione del partenariato che consentirà l’ampliamento dei territori ai Gal di Francia, Germania, Spagna e Svezia per realizzare un progetto decennale di collaborazione.

“L’intesa raggiunta dai Gal italiani, mette nelle condizioni anche i gal europei di avviare analoga operazione sul proprio territorio. Per questo è stato fissato un incontro in Provenza, in Francia, nel prossimo mese di gennaio con la chiusura degli accordi istituzionali” afferma Nicola Di Niro, direttore di Moligal e promotore dell’iniziativa di recupero dei tratturi della transumanza.

Chiuse le fasi preliminari del progetto, nel 2013 si andrà avanti a tappe forzate che prevedono in primavera la presentazione ufficiale del progetto a Santiago de Compostela, mentre una delegazione parteciperà alle varie transumanze prima in Lapponia, poi in Molise, Francia, Spagna e Germania.

“Inoltre, per la fine di maggio partiranno i rilievi, la fase di studio e ricerca dati per definire gli itinerari e l’identificazione del patrimonio materiale presente lungo i tratturi” evidenzia ancora Di Niro, che ha annunciato per la fine del 2013 il completamento di ogni fase di studio e ricerca.

Al patrimonio materiale sarà affiancato quello immateriale, visto che i tratturi legano la loro esistenza al territorio e alle sue testimonianze, come quella dei conventi, e non a caso padre Pietro Carfagna, padre guardiano del santuario di San Matteo, ha reso pubblica l’adesione della Provincia monastica dei Frati Minori al protocollo sulle “Vie della civiltà e della transumanza”, anche perché, come ha ricordato padre Mario Villani, responsabile della biblioteca conventuale, i “pellegrini arrivavano sul Gargano in gran numero proprio percorrendo i tratturi della transumanza”.

All’incontro era presente anche Adriano Antinelli, assistente ufficio di presidenza della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, che ha ricordato le opportunità di finanziamento dell’Ue per lo sviluppo rurale, sottolineando che per 2014-2020 sono previste “una serie di misure che consentiranno non solo di ampliare le possibilità di accesso ai finanziamenti ma di premiare cooperazioni più ampie, come quella che prevede il progetto dei tratturi della transumanza”.

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