Cronaca

La ricetta di Alfano per contrastare il racket delle estorsioni: “Telecamere e denunce”

Martellante e incisivo il messaggio del Ministro Alfano alla città: "Denunciate gli aguzzini, anche in forma anonima. Chi collabora, lo assicuriamo, sarà protetto"

Il “Caso Foggia” è giunto sotto gli occhi del Ministro dell’Interno Angelino Alfano. Un incontro chiesto e invocato - a più livelli, a più voci - tanto dai cittadini quanto dagli amministratori della città, vessati da una criminalità sempre più sfacciata, arrogante, aggressiva. E pericolosa. Alle 12 di oggi, Angelino Alfano ha varcato le porte della prefettura di Foggia: ad attenderlo una dozzina di manifestante del CSOA Scurìa che, tra i fischi, hanno esibito per pochi minuti uno striscione: “Nessuna lezione da chi predica repressione”.

A seguire, il tavolo tecnico con i vertici delle forze dell’ordine ed i rappresentanti politici della città e della provincia. Al termine dell’incontro, è stato lo stesso Alfano a fare il punto della situazione con la stampa. E il “Caso Foggia” è diventato una serie di numeri. Quelli dei reati commessi e scoperti (con particolare attenzione per quanto concerne l’emergenza delle estorsioni, che pure registra un calo rispetto allo scorso anno di circa 7 punti percentuali) e quelli delle forze di polizia presenti e impiegate sul territorio di Capitanata.

VIDEO | IL MINISTRO: "DENUNCIATE, VI PROTEGGEREMO"

I numeri sono anche quelli dei clan mafiosi e degli affiliati attivi sul territorio, e quelli dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia impegnati su fascicoli e inchieste relativi al nostro territorio. In provincia di Foggia sono attivi 28 clan, con più di 900 affiliati. Come un piccolo paese di provincia. A contrastare loro ci sono 2061 unità di carabinieri, polizia e finanza. Insieme a loro, la metà dei magistrati della Dda di Bari che sono impegnati esclusivamente in indagini di mafia in Capitanata. La soluzione (o quanto meno la proposta di soluzione) viene sempre dai numeri: quelli dei rinforzi disposti a Foggia e provincia, con l’invio di uomini del Reparto Prevenzione Crimine, e quelli delle telecamere che verranno attivate e installate nei principali centri della provincia.

VIDEO | ALFANO: "COSI' SI CONTRASTA IL CRIMINE"

Dispositivi, questi ultimi, decisivi per individuare l’80% degli autori di rapine e attentati estorsivi: perciò, saranno accelerate le procedure per consentire ai Comuni di installare più rapidamente le telecamere. Martellante e incisivo il messaggio del Ministro Alfano alla città: “Denunciate gli aguzzini, anche in forma anonima. Chi collabora, lo assicuriamo, sarà protetto”. Un vero e proprio appello rivolto a commercianti e imprenditori di Foggia e della provincia, stretti nella morsa del racket. Il responsabile del Viminale ha più volte puntato l’attenzione sulle estorsioni e sulla preoccupante escalation di attentati dinamitardi messi a segno in città dall’inizio dell’anno, con bombe piazzate ai piedi di negozi attività commerciali in pieno giorno come in piena notte.

VIDEO | LA "GEOREFERENZIAZIONE DEI REATI"

Purtroppo, sottolinea il Ministro, la mancanza di collaborazione nella denuncia è una variabile capace di alterare sensibilmente questo dato. E di annullare gli sforzi fatti dal Governo, dalle forze di polizia, dalla città. Tutte le misure decise quest’oggi sul tavolo foggiano saranno rese immediatamente esecutive e costantemente monitorate con report mensili che saranno forniti dal prefetto di Foggia, Maria Tirone. "Gli imprenditori sappiano - ha concluso Alfano -  che non siamo intenzionati a mollare la presa sull'attività di repressione. E che noi siamo convinti che alla fine questi criminali pagheranno tutto".

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