La battaglia di Veronica Pelikan, l’austriaca che vuole salvare Baia Zaiana

La storia di Veronica Pelikan e di Baia Zaiana in un servizio tv curato da Julieta Rudich andato in onda su una tv austriaca

Baia Zaiana

La notizia della rapina avvenuta qualche giorno fa a Peschici ai danni di due turisti ospiti della famiglia Pelikan nella villa di Baia Zaiana, ha portato alla ribalta delle cronache locali il caso di Veronica, l’editrice di Vienna che da alcuni anni si batte contro lo scempio ambientale in atto in una delle aree più nobili del Gargano, luogo rimasto incontaminato fino alla fine dei Settanta, quando, ancora sconosciuta a chiunque, la baia era abitata soltanto da lei e dai suoi genitori. Gli stessi che negli anni Cinquanta, anticipando di gran lunga i tempi, acquistarono da un vignaiolo del posto un terreno situato a pochi metri dal mare.

Da allora, come emerge dal servizio curato da Julieta Rudich andato in onda su una tv austriaca, la donna si oppone a chi prova a deturpare la natura della baia: “La famiglia viennese dei Pelikan possiede una casa per le vacanze in Puglia, nel Sud Italia, nel bel mezzo di uno degli ultimi paradisi naturali della penisola. Si tratta di un vero e proprio sogno pensato e realizzato, ma gli interessi di un’edilizia di stampo mafioso da anni minacciano questa striscia di costa incontaminata” si legge nel servizio di ORF.

La storia dei Pelikan si intreccia anche con l’incendio di Peschici del 2007, che sfiorò e provocò danni a quella magnifica abitazione situata su uno scoglio in mezzo alla pineta. Ma per Veronica il danno maggiore è stato un altro, vale a dire quello compiuto da ignoti i che, dopo aver fatto un buco nel tetto del diametro di un metro, sono entrati nella villa distruggendo la veranda e i pavimenti dei terrazzi: “Nonostante severe disposizione in materia di tutela ambientale, alcuni speculatori edilizi pavimentano la Regione con costruzioni abusive. Le autorità locali sembrano impotenti e la gente del luogo teme ritorsioni. Solo Veronica Pelikan si contrappone, ma il prezzo che sta pagando è altissimo: atti di vandalismo contro la sua casa, incendi dolosi e minacce”.

E se i carabinieri le hanno consigliato di evitare di soggiornare sola in casa, l’editrice invece non si arrende. Nel servizio televisivo austriaco pubblicato anche su YouTube, si parla di concessioni, di bar e bungalows che sarebbero stati costruiti abusivamente al pari della strada realizzata per raggiungere la spiaggia e posta sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Lucera dopo la denuncia sporta da Veronica Pelikan: “Difficile che i responsabili vengano individuati perché le cause in Italia durano molti anni e spesso un delitto cade in prescrizione” dicono gli austriaci.

BAIA ZAIANA: IL VIDEO SU UNA TV AUSTRIACA

Intervistato da Rudich, Angelo Piemontese, preside di una scuola ed ex amministratore di Peschici, afferma: “Ho fatto l’amministratore ed è stata una tragedia. Qui la gente si prende tutto e purtroppo glielo lasciano fare. A Peschici non c’è niente di legale, l’unica è la villetta che è rimasta cosi e non per niente loro non sono di Peschici, questa è la differenza”.

Fino a due anni fa i Pelikan gestivano anche un chiosco ecosostenibile, ma una notte di novembre qualcuno pensò bene di incendiarlo lasciando una tanica di benzina come affronto alla dura battaglia sostenuta fino ad allora dalla vittima. E se gli abitanti del posto ritengono invano il tentativo della donna di provare a sconfiggere l’illegalità, la cittadina garganica per gli austriaci è un “paesello di 4mila abitanti dove si parla tanto, ma tutti sanno quando bisogna tacere”.

Per il procuratore Domenico Seccia, che coordina le indagini su Zaiana, manca la concezione del bene comune. Per il sindaco Vecera il problema principale è dovuto ai tagli fatti sul personale delle forze dell’ordine mentre l’assessore regionale al Territorio, Angela Barbanente, ritiene indispensabile il contributo offerto dalla battagliera Veronica: “Noi dobbiamo ringraziarla perché lei è testimonianza di amore per il Gargano e porta una cultura che noi vorremmo affermare, quella che rispetta la natura”.

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E intanto l’editrice austriaca, arrivata a Zaiana in culla e in groppa ad un asinello a soli sei mesi, sembra non avere alcuna intenzione di fermarsi e andar via, risorse ed energie permettendo.

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