Stand distrutti e minacce, piazza Mercato zona off limits: qui la sagra non s’ha da fare!

Sospesa la sagra della pettola e le attività della Pro Loco di Foggia. Stand distrutti e svaligiati, organizzatori insultati e minacciati. Croce a Landella: “Abbiamo bisogno della tua vicinanza e dell'intera amministrazione”

Uno degli stand vandalizzati

Foggia, così non va. Quanto accaduto la notte tra il 23 e il 24 dicembre in Piazza Mercato è di una gravità inaudita. Stand e gazebo che ospitavano la prima sagra della pettola foggiana sono stati svaligiati e vandalizzati, gli organizzatori dell’evento e gli espositori, aggrediti verbalmente a colpi di insulti e minacce.

Tutto questo intorno alle 7 della vigilia di Natale dopo le 2mila presenze registrate alla prima della sagra organizzata dalla Pro Loco del capoluogo e un fermento che evidentemente ha dato fastidio agli assidui frequentatori del posto. Una sorta di zona off limits, da non oltrepassare, della serie “altrimenti ci arrabbiamo”.

Un’immagine bruttissima della città che questa mattina ha spinto un affranto Giuseppe Croce a sospendere tutte le attività dell’associazione di cui è presidente, almeno fino a quando non verranno ricevuti dal sindaco: “Abbiamo bisogno della sua vicinanza e dell'intera amministrazione”

A onor del vero la sensazione che non sarebbe filato tutto liscio, Croce e i volontari proloco l’avevano avuta nel corso del primo tavolo tecnico alla presenza di Anna Paola Giuliani. L’idea però di valorizzare la piazza aveva prevalso sui dubbi esposti all’assessore alla Cultura e convinto tutti a disporre la realizzazione della sagra: sei gazebo riservati alle aziende locali o agli artigiani e uno alla pettola con intrattenimento musicale.

Dubbi purtroppo confermati per un danno stimato intorno ai trentamila euro. “Ci dicevano che non dovevamo stare lì e che lì si doveva fare quello che dicevano loro” evidenzia Croce a FoggiaToday. “A quel punto – aggiunge – abbiamo allertato immediatamente la municipale e denunciato l’accaduto alla polizia”.

Al vaglio degli inquirenti le telecamere del posto per individuare i responsabili di un episodio allarmante, che deve far riflettere, che non può e non deve passare inosservato o perdersi nel silenzio di chi, tra le autorità e le istituzioni, non ha ancora – esattamente così come confermato da Croce – espresso la propria solidarietà, al contrario di quanto hanno fatto centinaia di cittadini.

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