Cronaca

Caos sui vaccini ai caregiver, il marito di una donna fragile si sfoga: "Noi non scavalchiamo nessuno"

Conviventi e accompagnatori delle persone estremamente vulnerabili continuano a segnalare disguidi nell'applicazione del protocollo della Regione Puglia in provincia di Foggia. La testimonianza del marito di una donna invalida

La vaccinazione di familiari e caregiver delle persone con elevata fragilità in provincia di Foggia sembra non funzionare secondo il protocollo indicato dalla Regione Puglia.

Secondo le informazioni facilmente reperibili anche sul sito istituzionale, a seconda della patologia delle persone individuate come estremamente vulnerabili, è il medico di medicina generale o il centro specialistico a prendere in carico anche conviventi e accompagnatori. Ma piovono le segnalazioni di congiunti e caregiver che aspettano ancora una chiamata.

Dopo la pubblicazione della testimonianza di un disabile oncologico di Foggia che le ha provate tutte per ottenere la vaccinazione di moglie e figli, altri cittadini hanno lamentato di trovarsi nella stessa identica condizione. "Comprendo lo stato d'animo di quella persona, che poi è lo stesso di mia moglie. Senza di me non esce di casa, e se non lo porto io il virus non lo prende da nessuna parte", dice oggi il marito di una donna invalida e in trattamento chemio della provincia di Foggia. "Nelle indicazioni si parlava di farlo contestualmente, con Pfizer o Moderna".

Ma, nella pratica, la trafila si è rivelata diversa: "L'ospedale dice che gli accompagnatori verranno immunizzati in seguito, quando e come non è dato saperlo; il medico di famiglia da cui dovremmo essere chiamati, devi chiamarlo tu per ricordargli che tra i suoi pazienti ha un invalido grave e relativo familiare che devono esser vaccinati". E proprio dal medico di famiglia si è sentito rispondere che avrebbe potuto vaccinare solo la moglie, non appena fossero arrivate le dosi. "Gli accompagnatori non si sa quando".

Poi, sempre il medico di base gli ha girato una comunicazione del distretto di Cerignola dell'Asl recante una 'richiesta di rispetto rigido delle regole di vaccinazione' da parte dei medici di famiglia: "I vaccini Pfizer sono destinati agli over 80, ai fragili/vulnerabili e agli allettati. Si precisa, pertanto, che i caregiver devono essere vaccinati con Astrazeneca e possono essere inviati presso Hub di Orta Nova (palestra II circolo di via Liguria) con vostra attestazione che si tratti di caregiver o presso altri centri vaccinali operanti saltuariamente nei diversi paesi del distretto".

Ha fatto le sue rimostranze anche perché finora il vaccino Astrazeneca è stato raccomandato solo agli over 60 e il medico gli ha risposto di avere le mani legate.

Ma a lasciare perplesso il cittadino dei Cinque Reali Siti è la motivazione "che non faceva tanto riferimento alla penuria di vaccini, quanto a non creare malumore nelle altre categorie, come se stessimo scavalcando qualcuno": "Il rispetto di queste regole - si legge nella circolare della direzione territoriale - consente di non provocare risentimenti nella popolazione in presenza di comportamenti difformi che possono rendere animosi i cittadini rispetto al medico che si comporta correttamente. È evidente che ogni medico si assume delle responsabilità in caso di comportamento difforme".

Le notizie sui furbetti dei vaccini alimentano la rabbia e la frustrazione di queste famiglie, ma c'è un solo motivo per cui questo marito si sente davvero un 'privilegiato': "Mi reputo fortunato di avere ancora accanto mia moglie ed assisterla mi da molta più gioia che fatica".

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