Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Lesina

Giornata drammatica a Marina di Lesina, uomo deceduto per un malore e un ferito grave. Villeggianti tristi e arrabbiati: "Soccorsi in ritardo"

Un incidente in mare con un ferito grave ricoverato a Casa Sollievo della Sofferenza, un uomo morto per un malore nei pressi di un'abitazione di viale Marte. Villeggianti alla ricerca disperata di un medico: "Ambulanza sono arrivate tardissimo"

Lunedì di Ferragosto drammatico a Marina di Lesina. Villeggianti sgomenti per la dipartita di un 48enne colpito da un malore nei pressi di un’abitazione di viale Marte, indignati per il ritardo nei soccorsi e preoccupati per le condizioni del bagnante gravemente ferito in mare dall’elica di un gommone.

Il 60enne ferito in più parti del colpo e al volto, si trova ricoverato per 'politrauma' all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza dove era stato trasportato a bordo dell’elisoccorso atterrato con non poche difficoltà su un prato di fortuna all'ingresso della cittadina, non essendoci più, ormai da molti anni, una elisuperficie (i dettagli)

Sul gruppo Facebook ‘Salviamo Marina di Lesina’ da alcune ore non si fa che discutere dell’assenza di un presidio di pronto intervento, argomento che ogni anno, alla pari di altri disservizi, tiene banco senza che però le criticità abbiano mai trovato una soluzione.

“Amici, villeggianti e lettori, quello che vi accingerete a leggere vuole essere un monito d’allarme per la salute di noi residenti stagionali, e non, della nostra Marina di Lesina”. Comincia così il lungo post di Arturo, residente proprio in viale Marte, che ieri pomeriggio ha assistito insieme ad altre persone al decesso del vicino di casa. “Ci siamo sentiti inermi di fronte alla mancanza di un pronto intervento”.

Arturo è uno dei tanti a lamentare il ritardo dei soccorsi, che invece sarebbero stati sollecitati a più riprese dai residenti della zona, anche presso il locale ambulatorio. “A nulla sono servite le insistenti richieste di pronto intervento” dice.

Due ambulanze sarebbero arrivate sul posto con un ritardo importante e peraltro in contemporanea. Un’attesa lunga ed estenuante alla quale i residenti hanno cercato di porvi rimedio citofonando ovunque in cerca di un medico, nel tentativo disperato di salvare la vita dell’uomo. Purtroppo era già troppo tardi. “Non è servito, siamo tristi e disgustati”.

L'ultimo disperato tentativo sarebbe stato fatto, secondo il racconto dei residenti, con l'ausilio di un defibrillatore di un lido balneare, ma per il 48enne non c'era ormai più nulla da fare. 

“Si parla sempre di rilancio, ma il nostro villaggio, abitato in estate da migliaia di vacanzieri, è da molti anni carente di un adeguato servizio di pronto intervento. E’ tempo di riflettere, perché quello che è accaduto oggi poteva capitare a chiunque di noi” continua.

L’autore del post non è il solo a pensarla così: “Trascorro qui le mie estati da 43-44 anni ma il problema non è mai stato risolto” tuona Gianluca.

Le fa eco Manuela: “E’ davvero ingiusto ed assurdo morire così. Non si può essere senza un pronto soccorso che effettui un rapido e pronto intervento in loco. E’ così da sempre, non si può "sperare" di non averne bisogno. E’ vergognoso”.

Sono 30 anni che vengo a Lesina marina ed i miei figli (19 e 16 anni) vivono puntualmente questa località per tutta l'estate. Non ho mai disprezzato il posto però è davvero palese ed evidente la mancanza di istituzioni. Oggi si é arrivati davvero all'inverosimile, ma le carenze sono evidenti da anni, sono davvero rammaricato dell'accaduto” puntualizza Umberto.

Nella località estiva del Comune di Lesina non vi sarebbe nemmeno un defibrillatore pubblico. Da qui la proposta di Umberto: “È un lutto che riguarda l'intera cittadinanza perché sarebbe potuto succedere a chiunque e potrebbe succedere ancora. Il problema non è la guardia medica turistica o i dottori che lavorano all'interno, che fanno il massimo con il minimo, ma la totale assenza di strumenti e presidi indispensabili in caso di emergenza. Probabilmente sarebbe bastato un semplicissimo defibrillatore a salvare la vita di questa persona. Tra le tantissime proposte, più o meno urgenti, sarebbe utile proporre una raccolta fondi per l'acquisto di defibrillatori. Proviamo ad aiutarci tra noi se le istituzioni non vogliono/non possono”.

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