Morra: “La Regione svende i tratturi di Capitanata e mortifica la storia”

"Lo storico Ufficio Tratturi di Foggia sarebbe di fatto smantellato, sottraendogli compiti e funzioni e riducendolo ad una insignificante emanazione di uffici baresi"

“Il governatore Vendola non può continuare a mortificare e calpestare la storia della provincia di Foggia. Non può umiliare una tradizione secolare che ha visto la Capitanata ricoprire un ruolo centrale e strategico sotto il profilo politico e commerciale nella Puglia e nell’intero Mezzogiorno d’Italia”.

È il commento del senatore Carmelo Morra, sindaco di Monteleone di Puglia, al contenuto del ‘Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di Demanio Armentizio e beni della soppressa Opera Nazionale Combattenti’, attualmente all’attenzione della II Commissione consiliare della Regione Puglia.

In base al testo in discussione, infatti, non saranno più i Comuni a decidere la destinazione d’uso dei Tratturi ma questo compito sarà affidato all’assessorato regionale al Bilancio – settore Demanio e Patrimonio, attraverso un quadro di assetto che il primo cittadino di Monteleone definisce “enigmatico sotto il profilo normativo e gravissimo sul piano della assoluta mancanza di conoscenza della storia dei Tratturi”.

Secondo la proposta all’esame della II Commissione consiliare della Regione Puglia “lo storico e importante Ufficio Tratturi di Foggia sarebbe di fatto smantellato, sottraendogli compiti e funzioni e riducendolo ad una insignificante emanazione di uffici baresi”.

“È una prospettiva inaccettabile – sottolinea il senatore Morra – che dimentica come l’Ufficio Tratturi di Foggia nella storia secolare della transumanza e della economia pastorale ha rappresentato il riferimento amministrativo, cartografico, documentale, umano e professionale per l’Abruzzo, il Molise, la Campana, la Basilicata e, ancora oggi, per l’intera Puglia. Considero inspiegabile il tentativo di unificare in un testo unico materie come quelle dell’ex Opera Nazionale Combattenti e del Demanio Armentizio dei Tratturi. La loro storia, la loro gestione, la loro possibile fruizione futura appaiono infatti del tutto divergenti. Mentre i suoli dell’ex O.N.C. devono essere inevitabilmente alienati, la rete tratturale rappresenta invece la storia, il paesaggio, il segno identitario della Puglia e in particolare della Daunia”.

IL TRATTURO CELANO-FOGGIA IN BICI

Per il senatore inoltre, appare forzato espropriare tutti i Comuni della rete dei tratturi di compiti e funzioni. “Mentre l’articolo 2 della legge 29 del 2003 fa obbligo ai Comuni attraversati dai tratturi, tratturelli, bracci e riposi di redigere il Piano Comunale dei Tratturi – spiega il primo cittadino di Monteleone di Puglia – il Testo Unico in discussione a Bari, con la motivazione che molti Comuni non hanno ancora approvato il PCT, all’articolo 6, stabilisce di sottrarre anche alle Amministrazioni comunali virtuose il diritto e il dovere di elaborare e di approvare democraticamente il PCT.

I Comuni saranno dunque espropriati di compiti e funzioni contro ogni principio di sussidiarietà, di decentramento, di rispetto di norme e prassi urbanistica”. Canosa, Ruvo, Gravina, Andria, Altamura, Stornara, Rignano, Monte Sant’Angelo, Monteleone di Puglia, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Severo, Torremaggiore, Stornarella, Ordona, San Paolo di Civitate, Serracapriola, Faeto, Celle San Vito, Troia, Lucera sono solo alcuni tra i tanti Comuni che, con grande sforzo economico e culturale, hanno approvato il PCT.

Ha approvato il PCT Foggia, sede della storica Dogana della Mena delle Pecore, per secoli centro indiscusso del potere politico, economico, amministrativo e giudiziario dell’immenso territorio destinato alla transumanza. “La previsione normativa è incomprensibile e priva di senso – rincara il senatore Morra – con l’aggravante di non tenere in considerazione le disposizioni della legge attualmente in vigore”. La legge 29 del 2003 prevede infatti per i Comuni che non hanno approvato il Piano Comunale dei Tratturi la nomina del commissario ad acta. “Perché sino ad oggi questo passaggio non è stato esperito? – si chiede il primo cittadino di Monteleone di Puglia – È inammissibile che per i ritardi di alcuni si penalizzi il lavoro che con fatica ed impegno hanno portato avanti in molti, realizzando tra le altre cose una vera e propria mortificazione della storia della transumanza”.

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“Il Testo Unico della Regione Puglia – prosegue il senatore Morra – umilia e offende Foggia e la Capitanata. Dopo ben 550 anni dall’istituzione della Regia Dogana, il nome Foggia scompare in un testo normativo che disciplina la materia afferente i tratturi, con il solo obiettivo di velocizzare la loro svendita, decidendo senza troppi controlli il valore delle aree da alienare per fare cassa. In particolare la provincia di Foggia vedrà il suo territorio alienato senza avere alcuna garanzia che le notevoli somme relative alle vendite saranno utilizzate per il recupero dei tratturi del proprio comprensorio. È tempo che la classe dirigente di questo territorio affronti questa questione con senso di responsabilità e amore per la storia della Capitanata – conclude il sindaco di Monteleone di Puglia –. Per parte mia sono disponibile sin d’ora, senza alcun pregiudizio politico o ideologico, a mettere in campo con tutti i sindaci della Puglia e in particolare della Capitanata una strategia comune per impedire questo scempio e per dar vita ad una battaglia di civiltà per il rispetto della dignità delle nostre comunità e della loro storia ultrasecolare”.

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